Porto Torres

Aree di proprietà Syndial

circa 1200 ettari di cui 200 ettari diritto di superficie a Versalis

Provenienza aree

Gruppo SIR (Società Italiana Resine)

Costi sostenuti

305 Mln €

Costi da sostenere

CAPEX 259 Mln € + OPEX 117 Mln € nei prossimi 15 anni

Porto Torres dal 1962 ai giorni nostri.

Lo stabilimento petrolchimico sorge nel 1962, per opera della S.I.R., con la produzione di fenolo. Vengono di seguito sviluppate le produzioni di olefine, aromatici, cumene, ammoniaca, urea, solfato d’ammonio, tripolifosfato, acido solforico e fosforico, soda caustica, cloro, LAB, fibre e gomme sintetiche, plastiche quali ABS, polietilene, VCM e PVC. Nel 1982 le attività di S.I.R. vengono affidate ad Eni che a seguito di una riorganizzazione
delle attività produttive, nel 1994 cede la linea di produzione VCM-PVC ad EVC (oggi Vynils), mentre nel 1995 la produzione di ABL (Alchilbenzene lineare) viene ceduta a CONDEA (ora SASOL).
Dal 2001 Syndial ha avviato le attività di gestione delle Misure di Messa in Sicurezza ed Impianti di Trattamento delle Acque di Falda (TAF), parte integrante delle opere previste per la Bonifica della Falda, costituzione reti di monitoraggio, oltre le attività di caratterizzazione e i Piani di Indagine.
Nel 2010, a seguito dell’approvazione dell’Analisi di Rischio presentata al MATTM per il comparto Suoli e Falda, Syndial ha definito un Piano di Interventi Ambientali, condiviso con le P.A., che ha provveduto a presentare, tenendo anche conto degli impegni presi con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa per la Chimica Verde.
Al 30 giugno 2018 Syndial ha speso circa 305 Mln € per interventi sui comparti suolo, falda e demolizioni, comprensivi dei costi di gestione del TAF. Per i costi da sostenere si prevede una spesa di circa 259 milioni di euro, oltre a 117 milioni di euro per la gestione TAF nei prossimi 15 anni.

Storia del sito di Porto Torres

Syndial fino al 30 giugno 2018 ha speso 305 milioni di euro per le attività di risanamento ambientale effettuate nei comparti suolo, falda e demolizioni, Taf e barriere idrauliche. Per il completamento delle attività si prevede una spesa di circa 259 milioni di euro, oltre a 1117 milioni di euro per la gestione nei prossimi 15 anni (oltre quanto previsto dal Protocollo Chimica verde del 2011).

  • 1962

  • 1982

  • 1990

  • 1998

  • 2001

  • 2007

  • 2011

  • 2012

  • 2013

  • 2014

  • 2016

  • 2017

Nasce lo stabilimento per opera della S.I.R. (Società Italiana Resine) del Gruppo Rovelli grazie ai finanziamenti a fondo perduto previsti dal “Piano di Rinascita della Sardegna” che accompagnò lo sviluppo industriale dell’isola. Dopo l’avvio con la produzione di fenolo su larga scala vengono sviluppate le linee di cumene e stirene, etilene (steam cracking) ed elastomeri oltre la filiera del ciclo del coloro CVM-PVC. Nel sito è presente anche Eni R&M, quale proprietaria di impianti destinati alla movimentazione ed al deposito di idrocarburi (1965).

Con la crisi del settore della chimica di base, l’attività della SIR vengono conferite Eni – allora Enti di Stato - ex lege 784/80 - Le attività proseguirono attraverso Enichem che promuove una riorganizzazione delle attività produttive, improntate a un potenziamento e a un miglioramento di carattere tecnologico. Successivamente le attività passarono a Polimeri Europa (oggi Versalis) e la proprietà delle aree (1.200 Ha) passa a Syndial (2003), con i relativi oneri ambientali.

Eni cede la produzione del CVM e PVC alla società Evc (Vynils) e dell’ABL (Alchilbenzene lineare) a Condea (Sasol) che successivamente chiudono gli impianti tra il 2007-2008.

Enichem (oggi Syndial), prima ancora dell’entrata in vigore nel dicembre 1999 del DM 471/99 (che definiva le procedure di messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati), avvia di propria iniziativa una serie di attività di risanamento ambientale rivolte alla messa in sicurezza e bonifica del sito industriale di Porto Torres

Il 30/03/2001 Enichem, poi Syndial, comunica ai sensi dell’art. 9 del DM 471/99, l’avvio del procedimento amministrativo di bonifica del sito, provvedendo ad effettuare (secondo quanto previsto dal D. Lgs. 3.4.2006 n. 152) debitamente sottoposte al Ministero dell’Ambiente ed agli Enti territoriali e da questi approvate e verificate, le attività di caratterizzazione con campionamento e l’Analisi di Rischio oltre le Messa in sicurezza di Emergenza.

Syndial cede gli impianti produttivi a Polimeri Europa, rimanendo proprietaria delle aree e titolare del progetto di bonifica.

Viene approvato il Progetto Operativo di Bonifica Falda e Impianto di Trattamento acque di Falda.

Viene Autorizzato con Decreto Ministeriale 18 gennaio 2012 n. 5 il Progetto Operativo di Bonifica suoli dell’area NewCo Nord/Matrica

Completamento della bonifica suoli dell’area NewCo Nord/Matrica con ottenimento della relativa certificazione di avvenuta bonifica da parte della Provincia di Sassari in data 18 settembre 2013

Viene approvato con Decreto Ministeriale del 17 febbraio 2014 prot. 4857 il Progetto Operativo di Bonifica dei suoli delle Aree denominate M01, M02, M03

Viene emesso Decreto Ministeriale provvisorio del 4 marzo 2016 n. 53 che autorizza il Progetto operativo di bonifica dei suoli delle aree Minciaredda, Palte Fosfatiche e Peci DMT (cd. Progetto Nuraghe) Rielaborazione per fasi. Fase 1 gennaio 2016

Progetto Operativo di Bonifica della falda, autorizzato con Decreto Ministeriale 31 agosto 2017 n. 382 e che include la bonifica della falda all’interno dell’area Minciaredda che prevede l’applicazione di tecnologie in situ ed ulteriori integrazioni al sopra menzionato POB della falda di sito

Le nostre attività a Porto Torres

Nel Sito di Interesse nazionale di Porto Torres, Syndial ha speso al 30/06/2018 305 milioni di euro per le attività di risanamento ambientale effettuate nei comparti suolo, falda e demolizioni, Taf e barriere idrauliche. Per il completamento delle attività si prevede una spesa di circa 259 milioni di euro, oltre a 117 milioni di euro per la gestione nei prossimi 15 anni. L’impegno va ben oltre quanto previsto dal Protocollo Chimica Verde  (2011). In particolare, per quanto riguarda le demolizioni, Syndial ha speso circa 62 milioni di euro per la demolizione di impianti (Sirtil, Titansir, sfere elastomeri, serbatoi aromatici, inceneritore) e fabbricati fuori recinzione.

Syndial, con l’emanazione del Decreto Acque, sta implementando le attività di emungimento e di trattamento (già 1,8 milioni di mc annui). Per quanto concerne la bonifica suoli, nell’aprile 2014 il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato con apposito decreto l’installazione di due moduli caratteristici di bonifica con tecnologia MPE - Multi Phase Extraction (M01 e M02) e un modulo di desorbimento termico (M03). Tali moduli rispecchiano le diverse tipologie di aree e di contaminazione del sito industriale e su di essi saranno utilizzate tecnologie di bonifica da estendere, se idonee e previa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, all’intera area. Attualmente è in esercizio il modulo M02. Per i moduli M01 e M03 sono state eseguite le indagini integrative previste e sono in corso le procedure di appalto. Inoltre, a seguito dell’emissione del Decreto (8 agosto 2018) per il Progetto integrato Nuraghe (aree Minciaredda, Palte Fosfatiche e Peci DMT) – Fase 1, Syndial sta proseguendo nelle attività già avviate con il Decreto provvisorio del 2016. La società è in attesa del Decreto per il Progetto Fase 2 (Area Palte)

SUOLO
FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Dal 2001 Syndial/Eni è impegnata nelle attività di Risanamento ambientale nelle aree industriali di Porto Torres, individuato Sito di Interesse nazionale nel 2002.   Gli interventi di Messa in Sicurezza oltre le attività di caratterizzazione e i Piani di Indagine, sono in linea con il Piano di Interventi Ambientali condiviso con gli Enti, dopo l’approvazione dell’Analisi di Rischio del 2010 e con i Decreti del Ministero dell’Ambiente emessi dal 2011 al 2018.  Tali progetti interessano la falda che scorre sotto le aree estese 1200 ettari. Di queste meno del 10% sono interessate da attività ambientali. 

I COSTI DELLA BONIFICA

Persone e sicurezza

L'applicazione di modelli di economia circolare alla gestione degli impianti di trattamento delle acque di falda è un approccio “connaturato” già integrato nella gestione operativa.
Nel sito di Porto Torres Syndial ha applicato il modello integrato con l’attuazione di un impianto per la produzione e distribuzione di Acqua Demineralizzata attraverso il recupero delle acque trattate dagli Impianti di Trattamento Acque di Falda (TAF) provenienti dalle attività di bonifica, limitando l’utilizzo di risorse naturali (esempio di riutilizzo nel sito di Porto Torres: ca. il 50% su volumi di trattamento).
Oltre alla demineralizzazione per scopi industriali, la società sta studiando ulteriori progetti, non solo su Porto Torres che vedono l’acqua trattata, scaricata a mare o in corso idrico superficiale, come una fonte preziosa per il territorio grazie al suo reimpiego in contesti industriali locali o ad uso irriguo per l’agricoltura.

Syndial e le altre realtà Eni

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Approfondisci

Syndial servizi ambientali S.p.A. - Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Eni S.p.A.

Sede Legale
Piazza Boldrini, 1
20097 San Donato Milanese (MI)

Capitale Sociale
€ 425.647.621,42 i.v.

Codice Fiscale e numero d’iscrizione Registro Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi
n. 09702540155