Manfredonia - Monte Sant’Angelo

Estensione SIN Manfredonia

216 ettari (di cui circa 96 ettari di proprietà Syndial)

Provenienza aree

Agricoltura/Anic

Costi sostenuti

circa 255 mln€ al 31 dicembre 2018

Costi da sostenere

CAPEX circa 15 mln € - OPEX circa 5 mln€ anno

Manfredonia e Monte Sant’Angelo: storia di una bonifica complessa

Lo stabilimento petrolchimico di Manfredonia, compreso nell’omologo Sito di Interesse Nazionale (legge 426/98), nasce nel 1968 con Anic per poi passare a Chimica Dauna, successivamente incorporata in Enichem Agricoltura (2001). Dopo l’incidente del 1976, causato da un’esplosione nell’impianto ammoniaca-urea con rilascio di anidride arseniosa, le produzioni vengono gradualmente fermate. Tra il 1988 e il 1994 cessano le attività degli impianti del caprolattame e dei fertilizzanti.
Oggi Syndial è proprietaria di gran parte delle aree del sito, circa 96 ettari distribuiti in 17 “isole”, e dal 2003 ha provveduto alla demolizione degli impianti, alla rimozione dei rifiuti nelle discariche e dei nuclei di contaminazione (hot spot), oltre alle attività di bonifica dei suoli autorizzate con decreto. Allo stato attuale, i suoli che ancora presentano una contaminazione residua si trovano all’interno delle isole 5, 9, 14, 15, 16 e 17 per un totale di circa 2,6 ettari. Le restanti aree del sito risultano non contaminate, in base alla caratterizzazione eseguita, oppure già certificate dagli enti.
Nel 2016 Syndial ha presentato i progetti di bonifica relativi ai suoli che ancora presentano un superamento delle CSR (concentrazioni soglia di rischio): quelli delle isole 9, 14, 16 e 17, ritenuti approvabili, sono in attesa di decreto, mentre le proposte progettuali per le isole 15 e 5 sono oggetto di chiarimenti e revisioni.
Relativamente alla bonifica della falda, le analisi dei trend di abbattimento dei contaminanti evidenziano una importante rimozione dell’inquinamento, dimostrando che l’azione del sistema di bonifica, in esercizio dal 2006, ha determinato un miglioramento progressivo della qualità delle acque sia interne che a valle del sito. È inoltre in istruttoria una variante al progetto di bonifica della falda che prevede, tra l’altro, un revamping del TAF con lo scopo di accelerare la  rimozione della contaminazione residua.
Fino al 31 dicembre 2018 per tutte le attività di messa in sicurezza e risanamento ambientale effettuate nel sito di Manfredonia Syndial ha speso circa 255 mln€ e prevede di spendere altri 15 mln€, oltre ai circa 5 mln€ all'anno per il trattamento acqua di falda.

Storia del sito di Manfredonia

  • 1968

  • 1971

  • 1976

  • 1988

  • 1994

  • 1998

  • 1999

  • 2000

  • 2001

Nel territorio di Manfredonia (località Macchia, comune di Monte Sant'Angelo) s’insedia il petrolchimico Anic. Successivamente passa alla Società Chimica Daunia (compartecipata da Anic e SNIA) che verrà incorporata in Enichem Agricoltura.

Tra il 1971 e il 1972 si avviano gli impianti dei fertilizzanti e del caprolattame, un composto per la produzione delle fibre poliammidiche tipo il nylon.

Il destino del sito produttivo cambia a partire dal settembre 1976, quando nell’impianto ammoniaca-urea si verifica un’esplosione con rilascio di anidride arseniosa.

In questa data viene fermato l’impianto del caprolattame.

Cessa la produzione dei fertilizzanti e degli intermedi aromatici.

Agricoltura firma il “Contratto d’Area” con il quale si individuano alcune aree per l’insediamento di nuove attività produttive.

L’attività della centrale termica presente nel sito viene interrotta.

Ai sensi della legge 426/98, il Ministero dell’Ambiente individua il Sito d’Interesse Nazionale di Manfredonia, con perimetrazione decretata nel gennaio 2000.

Nel 2001 la società Agricoltura in liquidazione viene incorporata in Enichem (poi Syndial, che è oggi proprietaria di gran parte delle aree del sito distribuite in 17 “isole”).

Le nostre attività a Manfredonia

Il polo industriale è suddiviso in 17 aree chiamate “isole”. Tra il 2003 e il 2016, Syndial ha realizzato diversi interventi di messa in sicurezza d’emergenza e presentato progetti di bonifica, approvati con decreto, provvedendo alla demolizione degli impianti, alla rimozione dei terreni contaminati presenti e dei residui industriali abbancati nelle discariche presenti in alcune isole, nonché alla bonifica della porzione dell’area Ex Enel e dell’isola 16. Nel 2001 è stato presentato il progetto di messa in sicurezza e bonifica della falda, autorizzato nel 2003. Negli anni successivi, tra il 2012 e il 2017, Syndial ha inoltre effettuato diversi interventi di miglioramento del sistema di bonifica della falda, come l’ampliamento e l’ottimizzazione dell’impianto TAF, la redistribuzione e l’intensificazione dell’attività di emungimento e la realizzazione di nuovi pozzi. In seguito all’interlocuzione con gli enti, in particolare con l’ISPRA - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la società ha trasmesso un aggiornamento del protocollo di monitoraggio (2017) e un’istanza di Variante al Progetto Operativo di Bonifica della falda (2018) con le modifiche proposte per l’impianto TAF.

Per quanto concerne la bonifica dei suoli, tra il 2007 e il 2015 Syndial ha trasmesso le analisi di rischio, e successive revisioni, delle isole 5, 14, 15 e 16, tutte però giudicate non approvabili. Quindi nel 2016 si è provveduto a trasmettere un aggiornamento delle analisi di rischio e dei progetti di bonifica relativi alle Isole 5, 9, 14, 15, 16 e 17. Gli enti hanno ritenuto approvabili con prescrizioni le analisi di rischio e i progetti operativi di bonifica delle Isole 9, 14, 16 e 17 e si è in attesa del decreto autorizzativo. Per quanto riguarda l’isola 15 è stato proposto  un intervento tecnico relativo al capping (trasmesso nel 2018, ora in attesa di istruttoria), mentre per l’isola 5 è stata richiesta una nuova versione del progetto operativo di bonifica, con progettazione organica per l’intera area (trasmesso nel 2018, in attesa della Conferenza di Servizi decisoria).

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

L’iter di bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Manfredonia è iniziato con il Piano di Caratterizzazione del suolo e del sottosuolo, autorizzato nella Conferenza di Servizi del luglio 2000.

Dal 2003 al 2016 si è provveduto alla demolizione degli impianti, alla rimozione e smaltimento dei rifiuti nelle discariche e dei nuclei di contaminazione, oltre alle attività di bonifica dei suoli. Tutti gli interventi sono stati avviati in regime di messa in sicurezza di emergenza o autorizzati con decreto ministeriale.

Per l’area Ex Enel e per l’isola 16 il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato con decreto le attività di bonifica rispettivamente nel 2008 e nel 2014.

Tra il 2007 e il 2015 Syndial ha trasmesso le analisi di rischio, e successive revisioni, delle isole 5, 14, 15 e 16, ritenute non approvabili. Nel 2016 la società ambientale di Eni ha quindi inviato un aggiornamento delle analisi di rischio e i relativi progetti operativi di bonifica dei suoli per le isole 5, 9, 14, 15, 16 e 17 per cui il Ministero dell’Ambiente ha emesso i Decreti nel 2019, con l’eccezione delle proposte progettuali per le isole 15 e 5. Con riferimento a isola 15, nel 2018 è stato trasmesso un progetto con le revisioni richieste dagli enti, al momento in istruttoria, mentre un nuovo progetto più organico è stato presentato per isola 5, per il quale si attende la Determinazione del MATTM. 

Nel 2003 è stato autorizzato con decreto interministeriale il progetto per la messa in sicurezza di emergenza e la bonifica della falda, in esercizio dal 2006. Inoltre, nel 2014, sono stati effettuati ulteriori interventi per ottimizzare la bonifica della falda, ampliare e ottimizzare il TAF e realizzare pozzi a ricircolo nelle aree esterne. È attualmente in istruttoria la Variante al Progetto Operativo di Bonifica della falda presentato nel 2018.

I COSTI DELLA BONIFICA

In sinergia con le istituzioni per il recupero delle risorse

Syndial ha dato disponibilità al Comune di Monte Sant'Angelo per la cessione di alcune aree (presso isola 12, isola 20 ed "ex parcheggio") finalizzata alla realizzazione di tre impianti destinati al trattamento e al recupero di vetro, plastica, carta e cartone provenienti dalle raccolte differenziate dei rifiuti. Il Comune di Monte Sant’Angelo ha avviato l’iter per accedere ai finanziamenti della Regione Puglia, mentre Syndial ha sollecitato l’emissione della certificazione di avvenuta bonifica dell’isola 12 da parte della Provincia di Foggia e della validazione del collaudo degli hot spot dell’area "ex Parcheggio" e dell'isola 20.

I nostri progetti circolari per la Puglia

Nell'ambito del confronto con il territorio pugliese, il 18 luglio 2019 l’amministratore delegato di Syndial, Paolo Grossi, è stato audito dal Consiglio Regionale della Regione Puglia in merito alla mission e alle attività della società ambientale di Eni all’interno dei Siti di Interesse Nazionale di Manfredonia e Brindisi. In particolare, durante la sessione è stata illustrata la nuova tecnologia proprietaria Waste to Fuel che rappresenta una valida soluzione, sostenibile e circolare, per lo smaltimento dei rifiuti organici urbani, contribuendo a risolvere una problematica di grande interesse sociale. L’amministratore delegato di Syndial ha altresì illustrato un’ipotesi progettuale di riqualificazione produttiva per le aree bonificate a Manfredonia che contempla un impianto Waste to Fuel, un impianto di trattamento anaerobico per bio metano (per i fanghi provenienti dagli impianti biologici urbani e per l’acqua risultante dal processo produttivo dell’impianto Waste to Fuel), una piattaforma ambientale e un impianto fotovoltaico (quest’ultimo di competenza della società Eni New Energy). Un progetto sfidante, in linea con i dettami dell’economia circolare, che vedrà l’avvio di un dialogo con il territorio per la necessaria condivisione.

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