Gela

Estensione SIN Gela

795 ettari (di cui circa 19 ettari a Gela di proprietà Syndial e circa 55 ettari di proprietà ISAF)

Provenienza aree

Anic

Costi sostenuti

circa 160 mln€ (di cui circa 70 per Isaf) al 30 giugno 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 50 mln€ - OPEX circa 4,5 mln€ anno

Gela, alle origini della nostra sfida sostenibile

Se volessimo identificare un luogo dal quale è simbolicamente partita la nostra sfida di sviluppo sostenibile, questo sarebbe senza alcun dubbio Gela, Sito di Interesse Nazionale dal 2000 con 795 ettari di aree a terra, di cui circa 17 ettari di proprietà Syndial e circa 55 ettari gestiti per conto dell’ISAF. È qui infatti che Syndial ha gettato le fondamenta della sua progettualità circolare, realizzando nel 2013 un impianto fotovoltaico da 5mwp per la produzione di energia rinnovabile sulla messa in sicurezza permanente della discarica fosfogessi dell’ISAF (Decreto 2009). Un intervento, all’epoca pionieristico, che ogni anno consente di risparmiare circa 1.600 tonnellate di petrolio. Ed è sempre a Gela che Eni e Syndial, hanno “acceso” l’impianto pilota per la produzione di bio-olio dal recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) grazie alla tecnologia proprietaria Waste to Fuel. Il progetto pilota consentirà di tarare le potenzialità degli impianti Waste to Fuel su scala nazionale. Fin dal 1960, anno in cui fu costruito lo stabilimento petrolchimico in seguito alla scoperta del petrolio nel sottosuolo, Gela è dunque sempre stata al centro delle strategie di sviluppo industriale e innovazione del gruppo Eni e di altre importanti società. Le prime infrastrutture furono avviate nel 1962. Tra il 1967 e il 1968 l’Industria siciliana acido fosforico (ISAF), partecipata dall’Ente minerario siciliano (48%) con Anic (26%) e Montedison (26%), avvia gli impianti dei concimi complessi, dell’acido solforico, dell’acido fosforico e dell’acrilonitrile. Negli anni Settanta si aggiunsero gli impianti del cracker, del polietilene ad alta densità e del ciclo cloro e derivati. Le sorti del sito cambiarono a partire dai primi anni ’90, quando molte attività produttive, incluse quelle dell’Industria siciliana acido fosforico (ISAF), vennero fermate. A valle della fallita operazione Enimont, le quote azionarie dell’ISAF appartenenti ad Anic e Montedison confluiscono in Enichem, oggi Syndial, che arrivò quindi a detenere il 52% del capitale sociale. Attualmente nel sito multisocietario di Gela sono presenti Syndial, l’ISAF in liquidazione e la società Raffineria di Gela (100% Eni) ed Enimed, altra società di Eni impegnata nelle attività estrattive. Il risanamento ambientale è stato avviato nel 2000 ed è in capo alla società ambientale di Eni che gestisce, anche per le altre società (RaGe, Enimed e Versalis),  le attività di mantenimento, monitoraggio e bonifica della falda, di messa in sicurezza d’emergenza, di bonifica e demolizione degli impianti ancora presenti nelle aree denominate isola 1 (ex impianto clorosoda 34), isola 2 (ex impianto dicloretano 35), isola 6 (ex Agricoltura 36), isola 10 (ex impianto ossido di etilene 37), isola 17 (ex acrilonitrile 38), isola 9 (/ex ISAF). Fino al 30 giugno 2019 Syndial ha speso circa 160 milioni/€, di cui circa 70 milioni/€ per interventi su aree di proprietà ISAF, e prevede un ulteriore impegno economico in bonifica e demolizioni pari a circa 50 milioni/€, oltre a circa 4,5 milioni/€ l’anno per la gestione degli impianti necessari al trattamento delle acque.

Storia del sito di Gela

  • 1960

  • 1962

  • 1967

  • 1970

  • 1990

  • 2000

  • 2002

  • 2014

  • 2017

  • 2018

La costruzione dello stabilimento petrolchimico Anic risale al 1960, quando l’allora Agip Mineraria scopre la presenza di petrolio nel sottosuolo gelese.

Entra in funzione la Raffineria di Gela. L’obiettivo è lavorare l’oro nero e le altre materie prime presenti nella zona: zolfo, salgemma e sali potassici. Dal 1992 al 2002 la Raffineria di Gela fa parte di Agip Petroli, dal 2003 diventa una società per azioni di Eni.

Tra il 1967 e il 1968 l’Industria siciliana acido fosforico (ISAF), partecipata dall’Ente minerario siciliano (48%), Anic (26%) e Montedison (26%), avvia gli impianti dei concimi complessi, dell’acido solforico, dell’acido fosforico e dell’acrilonitrile. Quest’ultimo, nel 1975, viene sostituito da un nuovo impianto con capacità produttiva triplicata.

Negli anni Settanta si avviano anche gli impianti del cracking, del polietilene ad alta densità e del ciclo del cloro e derivati.

Nel corso degli anni Novanta vengono chiusi gli impianti del cloro-soda, ammoniaca e concimi complessi. Le attività produttive dell’Industria siciliana acido fosforico (ISAF) cessano nel 1992 e la società viene messa in liquidazione (1993). Sempre nel corso dei primi anni Novanta, a valle della fallita operazione Enimont, le quote azionarie dell’ISAF appartenenti a Montedison confluiscono in Enichem, oggi Syndial, che arriva quindi a detenere il 52% del capitale sociale.

Viene individuato dal Ministero dell’Ambiente il Sito di Interesse Nazionale di Gela che si estende per 795 ettari di aree a terra (di cui circa 19 di Syndial e circa 55 di ISAF) e 4.560 ettari di aree marine. Nello stesso anno viene avviato l’iter di bonifica.

L’impianto dell’acrilonitrile viene fermato dalla Magistratura, chiuso definitivamente nel giugno 2003. Successivamente vengono demoliti gli impianti delle linee cloro-soda, dicloroetano, concentrazione soda, ossido di etilene, sintesi ammoniaca e concimi complessi.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Eni (e società collegate, tra cui Syndial), le organizzazioni sindacali, le istituzioni e Confindustria è stato firmato il Protocollo di Intesa per il rilancio dell’area di Gela che prevede un processo di riconversione della raffineria tradizionale in Green Refinery, la realizzazione dell’impianto pilota Waste to Fuel e una forte attenzione alle attività di risanamento del sito.

Syndial inizia la gestione degli asset ambientali della Raffineria di Gela per il trattamento delle acque tramite affitto del relativo ramo d’azienda.

Syndial avvia l’impianto pilota Waste to Fuel per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio olio.

Le nostre attività a Gela

Nel sito Multi-Societario di Gela sono presenti Syndial, Isaf in liquidazione, Raffineria di Gela (Ra.Ge.) ed Enimed (upstream), società controllate al 100% da Eni.
All’interno del Sito d’Interesse Nazionale di Gela, Syndial è proprietaria e titolare degli oneri di bonifica di suoli e falda delle aree dismesse ex ANIC estese per circa 17 ettari. All’interno del SIN Syndial gestisce le attività ISAF (in liquidazione) distribuite in ca.55 ha [3 ha (Isola 9) e 52 ha (Discarica di fosfogessi)]. Inoltre, Syndial, ha sottoscritto con RA.GE 2017 il contratto per l’affitto del ramo acque della Raffineria di Gela e, quale global contractor di Eni, svolge nel sito attività di risanamento ambientale delle società 100% di Eni quali RaGe, Versalis ed Enimed (società upstream).
In particolare, la società ambientale di Eni si occupa delle attività di messa in sicurezza d’emergenza, mantenimento e monitoraggio falda dell’intero sito (ad esclusione di Enimed), con gestione del TAF, oltre bonifica suoli e demolizione di impianti, capannoni ed edifici presenti nelle aree di proprietà: isola 1, ex impianto clorosoda, isola 2, ex impianto dicloretano, isola 6, ex Agricoltura, isola 10, ex impianto ossido di etilene, isola 17, ex acrilonitrile, isola 9, ex ISAF.
Relativamente alla bonifica dei suoli, dopo l’approvazione dell’Analisi di Rischio presentata al Ministero dell’Ambiente dopo diversi confronti nel 2013, con variante nel 2015, Syndial ha predisposto un Progetto Operativo di Bonifica della durata di circa 46 mesi, ritenuto approvabile dalla Conferenza di Servizi del luglio 2016 e autorizzato con Decreto Ministeriale nel novembre 2018, dopo il rilascio dei pareri da parte della Regione Siciliana.
Per quanto concerne la falda, Syndial si occupa delle attività di bonifica e monitoraggio delle acque del multisocietario (circa 2 Mm3 di acque trattate nel 2018) previste dal Progetto Operativo di Bonifica autorizzato con decreto interministeriale (Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Attività Produttive e Ministero della Salute) nel 2004 e dalla sua variante approvata nel 2014.
Per ISAF (in liquidazione), Syndial, quale azionista di maggioranza (52% Syndial e 48% Ente Minerario Siciliano), ha gestito la messa in sicurezza della discarica fosfogessi e gestisce le bonifiche e le demolizioni, fornendo sia il supporto che i fondi necessari alle attività di risanamento ambientale che si estendono su di una superficie di circa 55 ettari.
Demolizioni
Nell’ambito delle proprie attività Syndial ha ultimato la demolizione degli impianti inattivi quali l’ex impianto Acrilonitrile e sarà impegnata in quella dei capannoni ed edifici annessi presenti nell’isola 6 oggetto anche di progetti di bonifica suoli. In tale area le complesse demolizioni avverranno in due fasi: 1) Capannoni fertilizzanti; 2) Concimi complessi

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Le attività di risanamento ambientale che Syndial svolge nel Sito di Interesse Nazionale di Gela, già concluse o in corso di realizzazione, riguardano falda, suoli, e demolizioni. Il Progetto Operativo di Bonifica della falda, autorizzato con decreto ministeriale nel febbraio 2005, ha previsto la realizzazione del marginamento fisico, della barriera idraulica fronte mare e dell’impianto di trattamento delle acque di falda (TAF). Con l’approvazione nel 2014 della Variante al Progetto di Bonifica della falda, Syndial ha avviato un impianto di trattamento acque dalla capacità di10 mc/h, il cosiddetto “Taffino”, in grado di pretrattare le acque contaminate provenienti dalla barriera idraulica interna al sito in isola 1 e 2. Attualmente è in corso un intervento per velocizzare la rimozione del surnatante attraverso l’adozione di un dispositivo sperimentale denominato e-hyrec (tecnologia Eni), che permette il recupero al 100% di surnatante senza trascinamento di acqua.
Relativamente alla matrice “suoli”, nel novembre 2018 il Ministero dell’Ambiente, a seguito del parere della Regione Sicilia circa la non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale degli interventi per la messa in sicurezza permanente, ha emesso i decreti relativi al Progetto Operativo di Bonifica delle aree di stabilimento Syndial (isole 1,2, 6 e 17) e al Progetto Operativo di Bonifica dell’isola 9 di proprietà ISAF.
Per quanto riguarda l’impianto Acido Fosforico e il Parco Serbatoi (isola 9), oltre alla bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee, è stata prevista la demolizione con successivo conferimento del materiale di risulta all’interno del perimetro della ex discarica fosfogessi ISAF, in un’area (ex vasca 4) precedentemente adoperata per lo stoccaggio del percolato. Il programma di decommissioning dell’impianto Acido Fosforico, ha preso il via nel 2013 e si articola in quattro fasi: svuotamento del decantatore, svuotamento del parco serbatoi, svuotamento linee e apparecchiature con demolizione impianto, realizzazione discarica per rifiuti non pericolosi. La procedura autorizzativa necessaria è molto complessa in quanto il progetto rientra tra gli interventi previsti nel Decreto Legislativo 230/95 che disciplina la gestione dei materiali contenenti radionuclidi naturali, con autorizzazione in capo alla Prefettura del territorio.

I COSTI DELLA BONIFICA

Dall'umido di casa al bio olio: a Gela il primo passo per i carburanti del futuro

Grazie all’impegno di Eni e Syndial, il Sito di Interesse Nazionale di Gela è un esempio virtuoso di risanamento ambientale e innovazione tecnologica teso alla creazione di opportunità di sviluppo per il territorio. L'ultimo esempio in ordine cronologico è la realizzazione e l'avvio, nel dicembre 2018, dell'impianto pilota Waste to Fuel che permetterà di produrre bio-olio dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi Urbani, il cosiddetto "umido", evitandone il conferimento in discarica.

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Lo sviluppo delle energie rinnovabili a Gela

L'impegno di Syndial nel fare economia circolare a Gela ha radici consolidate. Il primo intervento risale al 2012, quando sulla ex discarica ISAF, precedentemente messa in sicurezza permanente, è stato allestito un impianto fotovoltaico da 5MWp per la produzione di energia rinnovabile. Ciò ha consentito un risparmio di 1.600 tonnellate annue di petrolio e un conseguente abbattimento di CO2. Un altro impianto fotovoltaico con potenza di circa 0,99 Mwp è stato realizzato nel 2018 su un’area pari a 2,9 ettari presso isola 10, come previsto nel Progetto Italia di Eni. In origine vi era un impianto che produceva ossido di etilene e derivati, dismesso nel 1999 e demolito tra il 2003 ed il 2005.

Un decommissioning sfidante per il risanamento di Gela

Il decommissioning dell’impianto Acido Fosforico e del Parco Serbatoi (Isola 9) è certamente uno dei cantieri più sfidanti per Syndal, sia dal punto di vista progettuale che economico, ed è stato possibile avviarlo grazie alla sinergia con le istituzioni del territorio. Il progetto prevede la demolizione e il successivo conferimento del materiale di risulta in una nuova discarica, oltre alla bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee. Il programma di decommissioning si articola in quattro fasi: nella prima fase di intervento sono previste le attività di svuotamento del decantatore e il trattamento dei fanghi estratti in un impianto mobile autorizzato, con successiva messa a dimora in un’area dedicata. Tutte le acque prodotte dalla disidratazione dei fanghi vengono trattate in un impianto autorizzato. Le altre tre fasi contemplano lo svuotamento e demolizione del parco serbatoi, il decomissioning dell’impianto acido fosforico e la costruzione, gestione e chiusura della discarica on-site. Nel novembre 2016 è stato inaugurato il cantiere della Fase 1 con chiusura delle attività previste entro il 2020.

L'innovazione tecnologica al servizio dell'ambiente

Molte fasi del processo di bonifica possono essere affrontate con metodi e strumenti innovativi che Syndial sviluppa con i centri di ricerca Eni e convalida con organi di controllo e istituzioni. A Gela, ad esempio, per ottimizzare e velocizzare l'attività di risanamento della falda Syndial adotta un dispositivo sperimentale denominato e-hyrec (tecnologia proprietaria Eni) che permette il recupero selettivo del 100% di surnatante senza estrarre e trascinare acqua, evitando dunque un impatto negativo sulla sostenibilità ambientale ed economica della bonifica. Con l'azzeramento della parte acquosa, infatti, si riducono fortemente anche i relativi costi di smaltimento e si massimizzano i tempi di bonifica. Durante lo sviluppo del prototipo, a Gela, nelle prime 20 ore di sperimentazione sono stati recuperati circa 25 litri di surnatante.

tecniche di risanamento

Un programma concreto per il rilancio di Gela

Il rilancio delle attività e della presenza di Eni a Gela in chiave sostenibile e circolare ha il suo fulcro nella riconversione della raffineria a ciclo tradizionale in Green Refinery, nella realizzazione di un impianto in grado di trasformare i rifiuti organici in biocarburanti (Waste to Fuel), nell'attuazione in tempi certi delle bonifiche e nello sviluppo delle energie rinnovabili. Questa volontà ha portato, nel novembre 2014, alla firma del Protocollo d’Intesa tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Sicilia, il Comune di Gela, le organizzazioni sindacali, Confindustria ed Eni con le sue controllate controllate, tra cui Syndial, presenti nel sito. In questo scenario, date le sue competenze ambientali, Syndial si è messa a disposizione del Comune di Gela per dare supporto all'elaborazione di studi di fattibilità e progettazioni relativi al risanamento di aree comunali inquinate da discariche.

Know how ambientale per la gestione delle acque del territorio

Oltre agli impianti di trattamento TAF, per la bonifica della falda, Syndial gestisce anche i seguenti impianti:
Impianto TAS (portata max 1000 mc/h), di proprietà Eni, che tratta le acque reflue del sito multisocietario e il percolato della discarica comunale Timpazzo e delle discariche interne di Ra.Ge. Da ottobre 2017 Syndial gestisce gli impianti denominati «Biologico Urbano» (400 mc/h) e «Biologico Industriale» (900 mc/h) di proprietà della Regione Sicilia per la depurazione dei reflui civili dell’abitato di Gela nonché dei reflui industriali delle zone produttive gestite dall’Ente IRSAP (ex ASI). La regione sta realizzando il raddoppio dell’impianto biologico urbano.

Syndial per Eni

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