Ferrara

Estensione SIN Ferrara

250 ettari, di cui 126 di proprietà Syndial (di cui 116 all’interno dello sito petrolchimico e 10 fuori dal perimetro)

Provenienza aree

Montecatini/Montedison

Costi sostenuti

circa 34 mln€ al 31 dicembre 2018

Costi da sostenere

CAPEX circa 23 mln€ + OPEX 600 mila € all'anno

Una bonifica accurata per il rilancio dell’economia di Ferrara

L’attività dello stabilimento di Ferrara inizia con l’avvio di un impianto per la produzione di gomma sintetica da parte della Società Anonima Italiana Gomma sintetica. Nel 1950 lo stabilimento viene acquisito dalla Montecatini (incorporata nel 1966 in Edison con la conseguente nascita del gruppo Montedison) che vi realizza il primo polo petrolchimico italiano con la costruzione di un cracking e con l’avvio del ciclo dei derivati quali il polietilene, il polistirolo, l’ossido di etilene, il polipropilene e gli elastomeri. Molti impianti furono parzialmente fermati negli anni Ottanta e alcune attività trasferite: nel 1982 il ramo d’azienda del polietilene viene ceduto da Montedison ad Anic e nel 1983 la filiera del polipropilene viene conferita ad Himont (joint venture tra Montedison e Hercules). Nel 1994 le attività legate alla produzione di ammoniaca, urea e fertilizzanti, sono cedute al gruppo Norsk Hydro. Nel frattempo, a valle della fallita operazione Enimont (joint venture tra Eni e Montedison), il polo petrolchimico passa ad Enichem (Gruppo Eni) che nel 2003 diventa Syndial. Le residue attività del settore elastomeri vengono conferite nel 2002 a Polimeri Europa, oggi Versalis. Lo stabilimento di Ferrara attualmente è un sito multisocietario nel quale operano Syndial, Versalis, LyondellBasell, Yara e Sef. Fin dal 2001 tutte le società presenti nel polo industriale hanno sottoscritto diversi accordi per favorire e coordinare le attività di bonifica. In particolare, la società ambientale di Eni ha provveduto alla caratterizzazione delle proprie aree, alla messa in sicurezza di emergenza in zona ovest e all’attività di prevenzione per le acque di falda in tre diverse zone. Inoltre, fin dal 2003, è impegnata nella bonifica delle matrici superficiali, della falda confinata (tramite il consorzio IFM), della ex Discarica Monteco, dell’area ex Zona Torce, dell’area PZPEC23, delle aree esterne e del Cumulo Antropico (quest’ultimo per conto di Versalis).
Sul fronte del decommissioning, Syndial sta avviando o completando la demolizione dei fabbricati ABS, dei fabbricati CTQ, degli impianti CTE1 e DEMI1, del Parco Serbatoi, della Torre piezometrica di proprietà SEF, dei fabbricati ex Agricoltura. Per tutte le attività di risanamento fino al 31 dicembre 2018 Syndial ha speso circa 34 mln € e stima spendere ulteriori 23 mln€, oltre a 600 mila € all’anno per la gestione dell’impianto TAF.

Storia del sito di Ferrara

  • 1941

  • 1950

  • 1982

  • 1983

  • 1989

  • 1994

  • 2001

  • 2002

  • 2006

  • 2012

  • 2014

  • 2018

La prima attività produttiva dello stabilimento di Ferrara inizia con l’avvio di un impianto per la produzione di gomma sintetica SBR da parte della Società Anonima Italiana Gomma Sintetica (SAIGS).

Nel 1950 lo stabilimento viene acquisito dalla Montecatini (incorporata nel 1966 in Edison con la conseguente nascita del gruppo Montedison) che vi realizza il primo polo petrolchimico italiano. Lo sviluppo del sito avviene attraverso la costruzione di un cracking e dei cicli derivati quali il polietilene, il polistirolo, l’ossido di etilene, il polipropilene e gli elastomeri. Molti impianti furono parzialmente fermati negli anni Ottanta.

Montedison cede il ramo d’azienda del polietilene ad Anic.

La produzione del polipropilene viene conferita ad Himont, joint venture tra Montedison ed Hercules.

A seguito della fallita operazione Enimont (joint venture tra Eni e Montedison), il polo petrolchimico entra a far parte della proprietà del gruppo Eni tramite Enichem.

Le attività legate alla produzione di ammoniaca, urea e fertilizzanti vengono cedute al gruppo Norsk Hydro.

Le società presenti nello stabilimento petrolchimico siglano con il ministero dello Sviluppo Economico, gli enti locali e le organizzazioni sindacali un Accordo di Programma sul Polo Industriale e Tecnologico di Ferrara.

Le residue attività del settore elastomeri vengono conferite a Polimeri Europa (oggi Versalis). EniChem, dal 2003 Syndial, resta proprietaria di un’area pari a circa 126 ettari e mantiene la gestione, per conto Dow, di un impianto pilota di produzione dell’ossido di propilene, fermato nel 2004. Sempre nel 2002 iniziano le nostre attività ambientali con la presentazione del Piano di Caratterizzazione assieme a quello delle altre società coinsediate.

Syndial sigla il Protocollo d’Intesa con le altre società coinsediate nello stabilimento petrolchimico per la definizione del Progetto Operativo di Bonifica della Falda Confinata.

Tutte le società coinsediate nello stabilimento petrolchimico di Ferrara, Syndial compresa, siglano un Protocollo d’Intesa per la definizione e la gestione del monitoraggio della qualità dell’aria.

Il Comune di Ferrara definisce un Protocollo di gestione dei procedimenti di bonifica che riguarda le matrici superficiali (suoli e acque di impregnazione).

A settembre Syndial e il Comune di Ferrara firmano il Protocollo di Intesa per favorire grazie al completamento degli interventi di risanamento ambientale, la reindustrializzazione e riqualificazione delle aree, individuando progetti di sviluppo per il territorio.

Le nostre attività a Ferrara

Nel sito di Ferrara Syndial è proprietaria di circa 126 ettari, tra aree interne ed esterne al perimetro dello stabilimento, di cui 89,5 da bonificare o assimilati come tali (principio di cautela che, in presenza di poligono inquinato, considera l’intera particella catastale che lo comprende in tutto o in parte come area da bonificare).

Sin dal 2002 Syndial si è attivata nell’avviare gli iter amministrativi per l’autorizzazione degli interventi di bonifica, in ottemperanza alla normativa vigente, completando quindi per tutte le proprie aree la caratterizzazione ambientale prevista dalla normativa e presentando conseguentemente la prima proposta di Analisi di rischio igienico-sanitario già nel 2006.

SUOLO
FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.
I COSTI DELLA BONIFICA

Un'alleanza virtuosa per Ferrara

Nel settembre 2018 il sindaco di Ferrara e Syndial hanno sottoscritto un Protocollo d‘Intesa per favorire, attraverso il completamento degli interventi di risanamento ambientale, la reindustrializzazione e la riqualificazione delle aree, individuando progetti di sviluppo del territorio che possano assicurare l’insediamento di nuove attività produttive. Con l'accordo Syndial si è impegnata ad avviare entro il 2018 la dismissione della vecchia centrale termoelettica CTE1 e ha definito un cronoprogramma per la ristrutturazione del fabbricato K17 che ospiterà gli uffici e i laboratori di Syndial. Inoltre, in un’ottica sostenibile e circolare, la società sta  valutando la realizzazione di un impianto di trigenerazione d’energia, di un impianto fotovoltaico e il riutilizzo delle acque dell’impianto Taf come acque sanitarie all’interno degli edifici.

Syndial e le altre realtà Eni

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