Cengio e Saliceto

Aree di proprietà Syndial

circa 67 ha

Provenienza aree

Montedison – operazione Enimont (ex Acna)

Costi sostenuti

330 mln€ al 30 giugno 2018

Costi da sostenere

CAPEX 7,7 Mln€ + OPEX 34,5 Mln€ per la gestione del TAF per i prossimi 14 anni

La riqualificazione di uno stabilimento produttivo centenario

Il Sito di Interesse Nazionale di Cengio e Saliceto (individuato con legge 426/98) è situato nella valle del fiume Bormida, in provincia di Savona, e si estende su un’area di circa 67 ettari, comprendendo alcune pertinenze ubicate nel comune limitrofo di Saliceto. La sua origine risale al 1882 quando nell’area s’insedia un piccolo dinamitificio con ragione sociale Societé Continentale Glicerynes et Dynamites per la produzione di esplosivi a beneficio dell’industria bellica dell’epoca. Nel 1925 lo stabilimento viene convertito dall’Acna - Aziende Chimiche Nazionali Associate in una fabbrica di intermedi per coloranti e farmaceutici, quindi nel 1931 passa alla società Montecatini e poi a Montedison nel 1964. Nel 1988, dopo cento anni di attività da parte di società esterne al gruppo Eni, l’Acna confluisce in Enimont nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale disposte dal governo italiano, quando Eni era ente pubblico. E’ solo nel 1991 che passa sotto il controllo dell’Enichem, oggi Syndial: la società, dopo un primo ridimensionamento, ferma definitivamente le attività produttive nel 1999. Il piano di risanamento, iniziato nel settembre 1988, viene rilanciato con la sottoscrizione, nel 2000, di un Accordo di Programma tra l’Acna, i ministeri dell’Ambiente, dell’Industria e della Sanità, le regioni Liguria e Piemonte e il Commissario Delegato che prevede la suddivisione del sito in quattro zone omogenee per gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza permanente, previa attività di caratterizzazione per analizzare i terreni e i loro inquinanti. La zona A1, destinata al deposito dei materiali, la A2, ovvero l’area impianti in cui si trova il Torrione, simbolo di Cengio, la zona A3, che è l’area golenale, e la zona A4, denominata Pian Rocchetta.
Grazie alle attività di ripristino ambientale, che Syndial ha prontamente avviato, oggi nel fiume Bormida è tornata la vita: lo stato qualitativo delle acque è stato infatti definito “buono” dagli enti preposti al controllo. Attualmente gli interventi di bonifica sono in corso di ultimazione: in particolare, il capping della zona A1 sarà completato ad inizio 2020.
Al 30 giugno 2018 Syndial ha speso 330 mln€ per interventi di risanamento ambientale delle matrici falda, suoli e demolizioni e stima di sostenere ulteriori costi per circa 42 milioni di euro. Un impegno di spesa significativo che supera ampiamente i 300 miliardi di lire previsti dall’Accordo di Programma.

Storia del sito di Cengio e Saliceto

  • 1882

  • 1925

  • 1931

  • 1966

  • 1980

  • 1988

  • 1991

  • 1999

  • 2000

  • 2002

  • 2003

  • 2008

  • 2017

Si insedia nel sito un piccolo dinamitificio con ragione sociale “Societé Continentale Glicerynes et Dynamites” che avvia la produzione di esplosivi a beneficio dell’industria bellica dell’epoca.

La società Acna converte lo stabilimento in fabbrica di intermedi per coloranti e farmaceutici. Vi si producono 376 differenti sostanze, utilizzate come intermedi per la produzione di coloranti e pigmenti, derivati dal Benzene e Naftalina (cloroderivati, Ammine Aromatiche, Nitro derivati, Fenoli).

L’Acna confluisce nella società Montecatini.

L’Acna confluisce in Montedison.

L’Acna avvia le prime opere di contenimento al fine di impedire la filtrazione delle acque di falda dall’area dello stabilimento verso l’esterno e il governo definisce con delibera (1987) un programma di risanamento, indicando la Valle Bormida come “area ad elevato rischio di crisi ambientale”.

La Montedison conferisce le attività della controllata ACNA alla neonata società Enimont (l’Acna rimane nel gruppo Montedison fino al 1989). Nel mese di settembre avvia il programma di risanamento ambientale.

Le attività dell’Acna passano interamente sotto il controllo dell’Enichem. Nel 1993 si ridimensionano le produzioni.

A gennaio vengono definitivamente fermati gli impianti. In base alla legge 426/98 il sito di Cengio viene inserito nella lista dei siti di interesse nazionale (SIN) da bonificare. Contestualmente vengono stanziati 30 miliardi di lire per l’intervento di bonifica. La perimetrazione del sito viene definita con decreto del Ministero dell’Ambiente del 20 ottobre 1999. Il 31 maggio viene nominato un Commissario Delegato per affrontare lo stato di crisi socio-ambientale del sito.

Il 4 dicembre viene sottoscritto l’Accordo di Programma tra i ministeri dell’Ambiente, dell’Industria e della Sanità, le regioni Liguria e Piemonte, il Commissario Delegato e l’Acna, che si assume l’obbligo di effettuare gli interventi ambientali per un importo stimato di 300 miliardi di lire. Per quanto concerne le attività di bonifica dei suoli il sito viene suddiviso in quattro zone omogenee e fisicamente distinte: A1, A2, A3 e A4.

L’ACNA viene messa in liquidazione e incorporata in EniChem. Si avviano le attività di bonifica della falda.

Da questo anno Syndial, costituita da Eni per rilevare la proprietà delle aree di Enichem con i relativi oneri ambientali, è presente sul sito.

Il Ministero dell’Ambiente nel 2008 ha mosso avverso Syndial un’azione di risarcimento del danno ambientale riconducibile alla gestione operativa dello stabilimento ex Acna di Cengio. Ad oggi la causa pende ancora in primo grado presso il Tribunale di Genova.

Syndial ha presentato un’istanza di consultazione per la definizione dei contenuti dello Studio di impatto ambientale per il progetto di Messa in Sicurezza del sito, come richiesto dal ministero dell’Ambiente in relazione alla procedura di infrazione comunitaria per l’intervento non in linea con la normativa sulle discariche). Si è in attesa del parere della Commissione ministeriale e della Direzione DVA del Ministero dell’Ambiente.

Le nostre attività a Cengio-Saliceto

Il piano di risanamento del sito è iniziato nel settembre 1988, a seguito della delibera del Consiglio dei Ministri del 27 novembre 1987 con cui la Valle Bormida è definita “area ad elevato rischio di crisi ambientale”.
Tuttavia, già a partire dal 1984, furono realizzate le prime opere di contenimento, costituite da un’alternanza di muratura, calcestruzzo, diaframmi plastici, jet-grouting e trincee drenanti, al fine di impedire la filtrazione delle acque di falda dall’area dello stabilimento verso l’esterno. È stato successivamente posto un diaframma plastico in cemento-bentonite che si intesta nel substrato marnoso impermeabile, con interposto HDPE.
L’Accordo di Programma del 2000 ha previsto il progetto di messa in sicurezza d’emergenza con la rimozione dei rifiuti costituiti dai reflui salini stoccati nei lagoons e la realizzazione delle opere di messa in sicurezza permanente della zona A1, il progetto di bonifica con misure di sicurezza per la zona A2, il progetto di bonifica della zona A4 (Pian Rocchetta) con la rimozione dei rifiuti, il progetto di bonifica della zona A3, sempre con la rimozione dei rifiuti, il progetto per la gestione dei rifiuti e materiali contaminati provenienti dalla bonifica del sito conferiti nella zona A1.

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Syndial è impegnata da anni nelle attività di risanamento ambientale del sito ex Acna di Cengio. Un’area complessa che ha ospitato per oltre cento anni attività industriali svolte principalmente dalla stessa Acna che è confluita in Montecatini e Montedison, e successivamente, in Enimont, nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale degli anni ’90. Proprio in questi anni lo stabilimento viene avviato alla chiusura e nel contempo viene attuato il programma di risanamento ambientale. Interventi significativi voluti dallo Stato che nel 2000 nomina il Commissario Delegato e promuove la firma dell’Accordo di Programma fra i ministeri dell’Ambiente, Industria e Sanità, le regioni Liguria e Piemonte e l’Acna. Con tale accordo la società assume l’obbligo di effettuare gli interventi di bonifica, con lo scopo di conseguire la piena compatibilità ambientale e consentire il riutilizzo dell’area. Syndial, costituita per la gestione dei siti dismessi di Enichem, è presente a Cengio dal 2003 per realizzare prima gli interventi di messa in sicurezza di emergenza e poi quelli di bonifica autorizzati, tra il 2003 e il 2006, dal Commissario Delegato con provvedimenti specifici per ciascuna delle quattro aree omogenee in cui è stato suddiviso il sito.  I lavori sono in fase di ultimazione.

I COSTI DELLA BONIFICA

Persone e sicurezza

L’occupazione diretta conta 21 risorse.

L'innovazione al servizio della sicurezza

L’ex stabilimento industriale è adiacente al fiume Bormida. Al fine di evitare una contaminazione delle acque, dovuta alle eventuali onde di piena, è stata costruita un'opera ingegneristica ad alto valore tecnologico che consiste nella realizzazione di un argine lungo circa 2.500 metri fondato su uno strato di terreno impermeabile, chiamato marna, nel quale è stato posizionato un diaframma plastico di sbarramento per le acque di scolo. La struttura, tra le prime al mondo realizzate con questa tecnologia d’avanguardia, è stata progettata per resistere a un'esondazione di 1.750 m3 di acqua al secondo, garantendo la messa in sicurezza permanente del sito.

Cengio, la stagione culturale

Nella volontà di promuovere e sostenere lo sviluppo dell’arte e della cultura, Syndial ha accolto la proposta del Comune di Cengio di ospitare, all’interno del sito, le opere liriche “Turandot” (2017) e “Carmen” (2018), contribuendo a un’iniziativa ad alto valore identitario, confermata dalla partecipazione del pubblico. Da 3 anni Syndial contribuisce anche alle stagioni culturali realizzate a Palazzo Rosso. Tra le iniziative tese alla valorizzazione dello storico palazzo,
Syndial ha partecipato al progetto FarBen che prevedeva mostre fotografiche e artistiche, nonché un Museo e una Biblioteca della Chimica in cui sono stati messi a disposizione i preziosi volumi appartenuti all'ex stabilimento Acna.

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