Brindisi

Aree di proprietà Syndial

circa 320 ettari, di cui 200 sono esterni al sito petrolchimico

Provenienza aree

Montedison – operazione Enimont

Costi sostenuti

67,9 mln/€ al 30 giugno 2018

Costi da sostenere

CAPEX circa 59 mln/€ + OPEX circa 38 Mln€ per trattamento acqua di falda per 15 anni

Il complesso risanamento ambientale del SIN di Brindisi

Il Sito d’Interesse Nazionale di Brindisi, situato a sud-est della città lungo la costa adriatica, si estende per oltre 11.500 ettari tra aree a terra e aree marine, includendo il Parco Naturale Regionale Salina di Punta della Contessa. La sua perimetrazione comprende l’area dello stabilimento petrolchimico multisocietario, avviato verso la fine degli anni Cinquanta, che occupa 450 ettari, di cui circa 320 di proprietà Syndial. Dai primi anni Ottanta gli impianti del sito sono stati progressivamente trasferiti dalla società Montedison a EniChimica, poi Anic, Enimont e, infine, nel 1991, a Enichem. In particolare, Eni, allora ente pubblico, nell'ambito delle operazioni di salvataggio industriale degli anni Novanta, assicurò la continuità delle attività produttive. A partire dal 2003 Enichem trasferisce le aree dismesse a Syndial, che eredita gli oneri di bonifica anche di quelle cedute nel corso del decennio precedente a Dow, Polimeri Europa (Versalis) ed EniPower.
Fino al 30 giugno 2018 la società ambientale di Eni  ha speso circa 68 milioni di euro e prevede un ulteriore impegno economico pari a circa 100 milioni di euro per il completamento degli interventi sulle matrici ambientali (suoli e falda), per la messa in sicurezza permanente delle aree esterne, per il progetto di bonifica dell'Oasi protetta, per le demolizioni e per la gestione del TAF.

Storia del sito di Brindisi

  • 1957

  • 1983

  • 1989

  • 1993

  • 1995

  • 2000

  • 2001

  • 2003

Iniziano le attività industriali con il primo impianto di produzione GPL. Viene poi avviato un impianto cracking, con successivo sviluppo della filiera, e un impianto cloro-soda. A fine anni Settanta entra in esercizio l’impianto MDI (intermedi per poliuretani).

A partire dai primi anni Ottanta il sito è interessato dalle operazioni di salvataggio industriale: gli assets del gruppo Montedison vengono progressivamente trasferiti a EniChimica, Anic, Enimont e per ultimo Enichem. Eni – allora ente pubblico - assicura la continuità di tutte le attività facenti capo alla filiera del polietilene e butadiene, oltre a quelle relative alla produzione di dicloroetano, CVM e PVC.

Eni diviene proprietaria dell’area Micorosa che dal 1962 al 1980 è stata una discarica dei rifiuti di origine industriale da parte di società del gruppo Montedison. Nel 1992 Eni cede l’area alla società Micorosa.

La produzione di dicloroetano, CVM e PVC viene ceduta a EVC da Enichem.

Enichem cede a Chemgas la produzione di azoto, ossigeno e aria compressa mentre quella del polipropilene passa a Basell (oggi LyondellBasell).

L’area industriale di Brindisi diventa Sito d’Interesse Nazionale (SIN) ai sensi della legge 426/98, con perimetrazione decretata nel gennaio 2000.

Enichem cede a Dow il ciclo MDI (fermato nel 2003) e a Polimeri Europa (Versalis) la filiera del butadiene.

Enichem trasferisce le aree industriali dismesse a Syndial, ereditando anche gli oneri di bonifica delle aree cedute a Dow, Polimeri Europa (Versalis) e EniPower.

Le nostre attività a Brindisi

Nel Sito di Interesse Nazionale di Brindisi Syndial ha intrapreso attività di risanamento ambientale in aree interne ed esterne, di demolizione e altre su mandato delle società coinsediate. Nelle aree interne sono compresi gli interventi sui suoli, sulla falda, sull’area ex P14, sulle discariche ex Anic e sulle vasche sud e sud-est. Le aree esterne interessate dalla bonifica sono Micorosa e l’Oasi Protetta. Le demolizioni hanno invece interessato il capannone P17, il parco serbatoi P27, l’impianto carburanti e le centrali Enipower.

Dal 2006 è attivo un sistema di messa in sicurezza d’emergenza (MISE) della falda composto da 76 pozzi barriera di profondità pari a 21 metri e 368 piezometri che costituiscono la rete di monitoraggio.

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Nel 2001 Enichem presenta il Piano di Caratterizzazione delle aree interne, seguito nel 2006 da un Progetto Preliminare di Bonifica dei suoli. Sempre nel 2006 Syndial trasmette al Ministero dell’Ambiente sia l’Analisi di Rischio delle aree interne, sia i risultati della caratterizzazione. In seguito alle prescrizioni e alle richieste emerse, la documentazione viene integrata e nuovamente trasmessa nel 2008. A causa di un parere non positivo dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel settembre 2015 il Ministero dell’Ambiente richiede un ulteriore aggiornamento dell’Analisi di Rischio. Attualmente Syndial, come concordato in sede di conferenza dei servizi (settembre 2016), sta predisponendo il Progetto Operativo di Bonifica dei suoli delle aree interne al sito. Per quanto riguarda la falda, il Progetto Operativo di Bonifica è stato autorizzato con decreto nel 2016, dieci anni dopo la messa in sicurezza d’emergenza.

I COSTI DELLA BONIFICA

Persone e sicurezza

Nel sito multisocietario di Brindisi, in cui sono presenti anche Versalis ed Enipower, sono circa 90 le imprese esterne finora coinvolte.

Recupero risorse

Syndial, in linea con la propria mission circolare, ha firmato un accordo con Enipower per l’utilizzo virtuoso dell’acqua proveniente dall’impianto di trattamento dell’acqua di falda - TAF di Brindisi. Il progetto prevede che l'acqua estratta dai pozzi di emungimento e trattata venga destinata al nuovo impianto a membrane a osmosi inversa di Enipower. L'acqua demineralizzata prodotta verrà successivamente reimpiegata nei processi  industriali del sito. Tanti i vantaggi, a partire dall'importante riduzione nel prelievo dell'acqua di mare utilizzata nel flusso di alimentazione dell'impianto per l'osmosi inversa.

In sinergia con le istituzioni

La Prefettura di Brindisi e Syndial hanno sottoscritto un Protocollo di intesa per la legalità quale strumento per garantire la massima legalità e trasparenza nell'area del Sito di Interesse Nazionale interessata dai lavori di bonifica, prevenendo e contrastando ogni possibile tentativo di interferenza a scopo corruttivo negli appalti e nell'esecuzione dei lavori. In materia di sicurezza sul lavoro, inoltre, Syndial s'impegna affinché vengano efficacemente tutelate le condizioni delle maestranze impiegate, la loro salute e la tutela dell’ambiente.

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