Produzione industriale

La società Ing. Luigi Conti Vecchi: il nostro fiore all’occhiello
Una storia di riqualificazione che coniuga industria e ambiente

La storia delle saline Conti Vecchi

Per Syndial l’impatto ambientale più significativo è determinato dalla produzione di rifiuti derivanti da attività di bonifica e industriali. Per questo la società garantisce l’intero processo di gestione del ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento e in piena conformità alla normativa vigente, con l’obiettivo di ridurre i rischi attraverso un costante monitoraggio.Le saline Conti Vecchi, situate all’interno di una delle più importanti aree umide d’Europa, vennero avviate nel 1931 per la produzione di sale, solfato di magnesio e cloruro di magnesio, a fronte della concessione rilasciata all’ing. Luigi Conti Vecchi nel 1921 con decreto regio. 
Oggi la Società Ing. Luigi Conti Vecchi (controllata al 100% Syndial) gestisce sia le saline, che si estendono su una superficie di circa 2.700 ettari tra i comuni di Assemini, Capoterra e Cagliari, sia lo stabilimento dove si produce soda, acido cloridrico e ipoclorito.

Un progetto di riqualificazione che coniuga ambiente e industria

Nel dicembre del 2014 Syndial ha ceduto il ramo d’azienda cloro-soda e derivati alla società Ing. Luigi Conti Vecchi che fino ad allora gestiva solo le saline, confluite in Eni nel 1984. Nell’aprile 2013 Syndial aveva già avviato il piano di riqualificazione del sito, con un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro secondo anche quanto previsto nell’accordo sindacale siglato il 14 febbraio del 2013, che ha comportato la fermata dell’impianto produttivo di dicloretano, con un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro.

Per la valorizzazione della vocazione produttiva del sito si è proceduto con:

  • la riduzione di capacità del vecchio impianto cloro–soda e l’ammodernamento dell’impianto che, partendo sempre dal sale delle saline, attraverso un processo di elettrolisi che avviene nella cella a membrana bipolare di nuova generazione, produce soda al 30%, acido cloridrico e ipoclorito di sodio;

  • la destinazione di parte del sale per uso alimentare ottenuto mediante un nuovo impianto di raffinazione e insaccamento;

  • l’automatizzazione della gestione degli impianti produttivi;

  • il migliormaneto della sicurezza.
La riqualificazione degli impianti ha permesso altresì di consolidare e sviluppare la posizione di riferimento in Italia per la produzione e vendita di prodotti elettrolitici, grazie alla disponibilità di poli logistici a Priolo, Vasto (di prossima apertura) e Livorno, oltre a quello di Assemini.


La “fabbrica dell’oro bianco”

Le saline Conti Vecchi svolgono l’attività di produzione del sale destinato sia ad uso alimentare sia industriale. Il potenziale produttivo delle saline è di circa 400 mila tonnellate annue di sale di cui 150 mila vengono destinate alla raffinazione e quindi all’uso alimentare, 200 mila sono destinate al mercato del disgelo e le restanti 50 mila tonnellate sono destinate all’uso interno nell’impianto industriale cloro-soda.

Il sale della Sardegna fa rotta sul mondo

Il sale era e resta un perno cruciale per l’industria, il commercio e l’economia. Attualmente, il sale delle saline Conti Vecchi viene esportato in molti paesi, quali Stati Uniti, Inghilterra, Danimarca, Romania e Svezia. Il 23 gennaio 2017 un carico di sale prodotto dalla salina della Ing. Luigi Conti Vecchi è partito dal Porto Canale di Cagliari per la sua prima destinazione intercontinentale: la Pennsylvania. Ma l’elenco è destinato ad allungarsi. L’oro bianco continua il suo viaggio, sempre più rotte lo aspettano, dalla Sardegna a tutto il mondo.

La partnership con il Fondo Ambiente Italiano

Nel 2015 Syndial ha siglato un accordo di valorizzazione con il Fai - Fondo Ambiente Italiano che ha permesso, dopo un intervento di recupero storico, culturale e ambientale delle saline Conti Vecchi, l’apertura al pubblico nel maggio 2017 per dieci mesi l’anno. Un’esperienza unica di promozione culturale che coniuga l’attività industriale con la valenza storica e naturalistica di un sito operativo: una best practice che potrà essere divulgata in contesti nazionali e internazionali.

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