Tecniche di risanamento

Per ogni sito la scelta delle tecniche di bonifica tiene conto del tipo di contaminazione, quindi delle caratteristiche dello specifico contaminante, ma anche della valutazione dei benefici ambientali e del futuro riutilizzo dell’aree. Syndial si occupa della caratterizzazione, della messa in sicurezza, della bonifica e del monitoraggio dei siti contaminati (terreni e acque di falda) attraverso l’applicazione delle metodologie più avanzate che vengono sviluppate in collaborazione con i centri di ricerca Eni e i più prestigiosi atenei italiani e stranieri.

Le tipologie dei processi di bonifica

I processi di bonifica possono essere generalmente classificati in funzione del luogo in cui vengono applicati:

Grazie alla nostra ricerca, che si focalizza sulle tecniche a basso impatto ambientale, specialmente in situ, abbiamo sviluppato strumenti decisionali e di monitoraggio nell’ambito del processo di risanamento di un sito e registrato marchi di proprietà o brevetti.

Il campionamento passivo di suoli e sedimenti è una tecnica proprietaria tesa a misurare il reale impatto dei contaminanti nei sedimenti e nei terreni; speciazione dei metalli e metalloidi per l’individuazione delle forme chimiche del mercurio al fine di comprendere le interazioni tra contaminante e matrice; Il campionatore sviluppato dalla ricerca proprietaria per la stima delle concentrazioni nel soil-gas di idrocarburi leggeri quali i BTEX e di composti organo-clorurati volatili. Il campionatore contiene una pellicola di Polietilene a bassa densità (LDPE) e viene infisso nel terreno per il tempo necessario a raggiungere l’equilibrio. Il film di polietilene viene recuperato ed inviato in laboratorio per l’analisi della concentrazione adsorbita. Il dato grezzo viene restituito in modo tabellare, associandolo al coefficiente di ripartizione polietilene-aria (Kpea) sito-specifico ricavato in laboratorio, in modo da ricostruire la concentrazione nel soil gas. La tecnica è stata messa a punto per superare molte delle incertezze insite nelle tecniche tradizionali (nesty probe, flux chamber) pervenendo a dati che possono essere direttamente utilizzati nei calcoli di AdR.
Sviluppo del software Sustainable Assessment Framework (SAF) per la valutazione delle diverse modalità di intervento sulla base dei tre requisiti fondamentali della sostenibilità: sociale, economico ed ambientale;
Brevetto del dispositivo e-hyrec® per il recupero selettivo dell’organico dalla falda. Lo strumento è in grado di emungere selettivamente il surnatante presente in falda attraverso il suo inserimento all’interno di un pozzo piezometrico. Il sistema è dotato di un filtro in acciaio sinterizzato sul quale è depositato uno strato di polidimetilsilossano (PDMS) che rende la superficie idrofobica. Nella fase di lavoro l’organico permea selettivamente attraverso un filtro, posto a contatto con il liquido, mentre l’acqua è respinta dalla superficie, grazie alle caratteristiche del materiale filtrante. Il sistema rende possibile rimuovere il contaminante in modo continuo, pompando il permeato in superficie e lasciando l’acqua in falda. Grazie al dispositivo e-hyrec® si può quindi bonificare la falda senza estrazione di acqua, con minori costi di smaltimento dell’acqua e ridotto consumo energetico e rispetto ai sistemi di pompaggio tradizionali.
Utilizzo e sperimentazione della phytoremediation e registrazione del marchio e-IBS-ABR® per il sistema integrato di bioremediation.
Applicazione dell’Enhanced Natural Attenuation (ENA) e della bioaugmentation.
Sperimentazione del trattamento passivo, per esempio osmosi diretta e unità Raps per le acque di miniera acide. L’osmosi diretta è una tecnologia emergente in fase di sviluppo che si basa sull’utilizzo di una membrana semipermeabile interposta tra l’alimento e un’acqua fortemente salina sintetica (draw solution, DS). Si instaura un flusso spontaneo (e.g., senza l’applicazione di alcuna pressione idraulica, a pressione atmosferica) di acqua dolce dall’alimento (che viene concentrato) alla DS (che viene diluita). Una volta recuperata l’acqua dolce, la DS riportata alla concentrazione iniziale può essere riciclata al processo. Unità RAPS: processo passivo di trattamento delle acque di acque di miniera acide. In corso la sperimentazione su scala di laboratorio e su scala pilota delle principali unità di trattamento previste che comprenderanno un dreno riducente, RAPS, costituito da letti successivi di compost organico e calcare ed un’unità di ossidazione-sedimentazione.
Brevettata tecnologia brevettata (Bluewater) che permette il trattamento chimico/fisico/biologico delle acque di produzione.
Sviluppo e applicazione del SAF dinamico, utilizzo del MIAMI (Metodi Integrati di Analisi Microbiologica ed Isotopica) e del fingerprinting.
 
MIAMI (Metodi Integrati di Analisi Microbiologica ed integrata)
La metodologia isotopica permette una caratterizzazione della contaminazione più accurata, diminuendo il grado di incertezza che si raggiunge con le metodologie canoniche, identificando al contempo la sorgente della contaminazione stessa. Inoltre, accoppiando questa metodologia a quella molecolare si possono valutare e quantificare il grado e i processi di alterazione subiti dalla contaminazione nell’ambiente.
 
Fingerprinting molecolare
La tecnica impiegata è la qPCR, quantitative PCR o amplificazione genica basata su Polymerase Chain Reaction quantitativa. Consiste nella ricerca di marcatori genici associati alla biodegradazione in situ dei principali contaminanti. In particolare, nel DNA batterico estratto dall’acqua di falda vengono ricercati marcatori di degradazione aerobica/anaerobica. La presenza nei campioni di acqua di falda di marcatori genici associati a specifiche reazioni di biodegradazione batterica è indice di potenziale applicabilità della bioremediation.

Fingerprinting isotopico
La tecnica impiegata è l’analisi del rapporto isotopico tra gli isotopi stabili rari e abbondanti di un elemento chimico specifico attraverso lo strumento d’analisi GC-IRMS (Gas Chromatography Isotope Ratio Mass Spectometry). Gli isotopi stabili non decadono, ma il loro rapporto è soggetto a modifiche durante il processo di biodegradazione ad opera di microrganismi. Molti processi biochimici tendono a portare a prodotti arricchiti negli isotopi più leggeri con un conseguente progressivo arricchimento nel substrato residuo di quelli più pesanti. Questo fenomeno noto come “frazionamento”, consente di valutare anche con un approccio quantitativo i processi di attenuazione del plume inquinante.

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