Il recupero di un’area in un contesto naturalistico di particolare rilevanza.

Confinamento del corpo rifiuti, depurazione delle acque di falda e reintegrazione nell'habitat circostante. Questo il risultato del nostro impegno.

Un progetto ad elevato valore tecnologico e considerato unico a livello europeo.

L'area oggetto dell' intervento è una zona di 20 ettari nelle vicinanze del comune di Assemini in Sardegna, nella quale è stata effettuata la messa in sicurezza permanente di una discarica di residui industriali.

Diaframma plastico impermeabile per isolare l'area di deposito dei rifiuti.

Per costruire il diaframma plastico è stato necessario effettuare uno scavo lungo tutto il perimetro della discarica, con una profondità media di 42 metri.

Raggiunto lo strato argilloso del terreno, impermeabile per natura, sono stati realizzati e inseriti 954 pannelli in cemento-bentonite, per una lunghezza totale di 1884 metri.

L'obiettivo è creare un contenitore che impedisca ai materiali inquinanti di filtrare attraverso il terreno e contaminare la zona circostante.

L'intervento di impermeabilizzazione della superficie.

L'acqua piovana non deve mischiarsi con i detriti inquinati circoscritti nel diaframma e per questo viene applicata una copertura impermeabilizzante.

Questa soluzione definita capping, consiste in una barriera di copertura per la superficie dell’area diaframmata, composta da tre strati differenti: una membrana di materiali plastici, uno strato argilloso di un metro e mezzo e del terreno agricolo di riporto, utilizzato per la piantumazione e per integrare l'opera nell'ambiente paesaggistico circostante.

Perforazione orizzontale per la realizzazione del sottopasso.

Una perforazione orizzontale, mediante sondaggio teleguidato, ha permesso di collegare l’area diaframmata, con un impianto di trattamento delle acque di falda di proprietà all’interno dello stabilimento syndial.

Il sottopasso è stato realizzato in modo da consentire ai tubi camicia, in polietilene ad alta densità, di attraversare la strada provinciale, senza ostacolare il normale flusso del traffico. All’interno delle condutture sono presenti le linee per l'aria compressa, per l'acqua industriale e per l’alloggiamento della fibra ottica, strumenti necessari per l’invio dell’acqua di falda alla depurazione.

Monitoraggio della biofauna.

L’importante valore ecologico dello Stagno Santa Gilla, grazie all’elevato grado di biodiversità della fauna ornitica, è stato classificato come Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva dell’unione europea n. 409 del 1979 (“uccelli selvatici”) e come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, pertanto, durante e dopo i lavori, l'area della bonifica è stata monitorata per verificare le dinamiche degli habitat interessati, attraverso il controllo delle acque, il prelievo di campioni per analisi chimico-fisiche della salinità e della torbidità, e il monitoraggio della fauna attraverso l'Indice di Ricchezza Specifica di Margalef.

Questo strumento permette di osservare la reazione della fauna alla bonifica. in corso, prendendo in considerazione il rapporto tra il numero di specie e il numero di esemplari che ognuna presenta. Nel periodo di osservazione non sono state individuate alterazioni dovute ad attività svolte nell'area interessata.

Controllo dell'inquinamento acustico.

Durante le attività di cantiere l'area circostante viene monitorata costantemente, per ridurre al minimo gli eventuali danni dovuti all'inquinamento acustico prodotto dal cantiere. Attraverso un software di evoluta tecnologia, IMMI, è stato possibile controllare in ogni momento l'acustica della zona interessata e prendere dei provvedimenti per contenere il rumore, come l'utilizzo di barriere fonoassorbenti. Grazie a queste soluzioni le linee guida Europee e i limiti sul rumore sono sempre stati rispettati, anche nei periodi di lavoro più critici .

Tutti i numeri del nostro progetto che ha portato alla riqualifica dell’area interessata.

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