L’impegno di Eni a Gela

DOSSIER

Il nuovo Rapporto Locale di Sostenibilità

Pubblicati i risultati del 2016. Le iniziative per il territorio e lo sguardo al futuro di Gela.

Il Rapporto Locale di Sostenibilità promuove la trasparenza e la condivisione delle informazioni con tutti gli stakeholder locali, in maniera semplice e diretta. La nuova edizione si concentra sul 2016, un anno importante per l'attuazione del Protocollo d'Intesa per l'area di Gela: è stato consolidato il programma per il rilancio del territorio, tra nuovi importanti cantieri e la riqualifica locale. Nel segno dello sviluppo sostenibile.

La firma del Protocollo di Intesa per il rilancio dell’area di Gela tra Eni, le Organizzazioni Sindacali, le Istituzioni e Confindustria è avvenuta il 6 novembre 2014. Dalla firma dell’accordo fino a luglio 2017 sono stati investiti sul territorio complessivamente 555 milioni di euro. È un piano di sviluppo che comporta una serie di interventi tutti caratterizzati da alto contenuto tecnologico e di ricerca e a elevata sostenibilità ambientale. Un piano che a metà settembre è entrato nella fase di completamento. Cosa facciamo a Gela?

CULTURA & TERRITORIO

Un’antica nave greca è stata recuperata con il contributo di Eni. Dal ritrovamento del reperto prende spunto una spettacolo messo in scena da Jacopo Fo a dicembre del 2016. L’intervista a Jacopo Fo e a Emanuele Turco, direttore del Museo Archeologico di Gela, è stata realizzata in occasione dell’evento al Teatro Eschilo di Gela.

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La bioraffineria è in via di completamento

Dopo aver ottenuto, nell'agosto del 2017, l’autorizzazione VIA/AIA da parte del Ministero dell’Ambiente e da quello dei Beni Culturali, il progetto di conversione della raffineria in bioraffineria volge alla conclusione. Più di 160 cantieri avviati, oltre 1.400 lavoratori impiegati per un impianto ad altissima sostenibilità ambientale.

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Quello di Gela è il primo grande progetto trasversale e integrato che Eni mette in campo in Italia per costruire con il territorio un nuovo programma industriale.

CLAUDIO DESCALZI

Il progetto della bioraffineria, che sarà ultimata entro giugno 2018 vuole ripensare la struttura della raffineria individuando soluzioni innovative attraverso cicli "verdi", sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Attraverso la valorizzazione degli impianti esistenti e l'applicazione di tecnologie proprietarie, la bioraffineria converte materie prime non convenzionali di prima (olio di palma) e seconda generazione (grassi animali, olii di frittura) in green diesel, green GPL e green nafta. Quella di Gela sarà una delle poche bioraffinerie al mondo in grado di trattare cariche unconventional in elevata quantità, intorno all'80%. L'impianto potrà lavorare materie derivanti da scarti della produzione alimentare, quali olii usati (UCO, used cooking oil), grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione dell'olio di palma (PFAD, acidi grassi). La costruzione del nuovo impianto di produzione idrogeno, “Steam Reforming” rappresenta la svolta per avviare la produzione entro il giugno 2018 e consentire entro il 2019, con il completamento anche del secondo nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse, l’utilizzo di materie prime di seconda generazione. Questa caratteristica renderà la raffineria di Gela un sito a elevata sostenibilità ambientale, in quanto farà uso di cariche che diversamente andrebbero smaltite come rifiuti, con aggravio dei costi per la comunità e impatto sull'ambiente. In linea con l’ultima normativa EU, ridurrà del 60% le emissioni di gas serra. Importanti anche le ripercussioni sull'indotto: nel 2016 sono state spese nella realizzazione della Green Refinery 270.000 ore lavorate, mentre nel primo semestre 2017 il livello di occupazione dell’indotto ha superato in media le 1.450 risorse, rispetto alle 1.000 previste nel Protocollo.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 31 agosto 2016, che ha respinto il ricorso di alcune associazioni ambientaliste e di quattro comuni siciliani, abbiamo confermato la volontà di portare avanti il progetto nel Canale di Sicilia. Un’ipotesi prevede di ricollocare gli impianti di trattamento del gas a terra nelle aree rese disponibili dalla raffineria. Tale proposta rappresenta la migliore soluzione per lo sviluppo del progetto in quanto consente di recuperare in parte i ritardi nella realizzazione dell’opera, dovuti ai ricorsi amministrativi, e di acquisire tangibili benefici in termini di riduzione dell'impatto ambientale, di ricadute sull'economia e sull'occupazione locale e di recupero di aree della raffineria già bonificate e utili a ospitare i nuovi impianti.

Upstream: i giacimenti a gas di Argo e Cassiopea

Eni considera la tutela e la salvaguardia del territorio una priorità e le attività di bonifica dei siti in cui opera sono parte integrante della propria missione. Grazie al nostro impegno, l’area di Gela rappresenta un modello positivo di risanamento di un sito industriale, in cui si coniugano il recupero ambientale e la creazione di opportunità di sviluppo del territorio. Svolgiamo costantemente attività di prevenzione attraverso ispezioni periodiche di tubazioni e apparecchiature e manutenzione degli impianti, al fine di garantirne l’affidabilità e l’integrità tecnica, con benefici per l’ambiente e a tutela del territorio. A novembre del 2016 insieme a Syndial abbiamo inaugurato il cantiere per il risanamento ambientale dell’impianto ISAF a Gela.

Inaugurato nel gennaio 2015, il Safety Competence Center di Gela (SCC) ha formato finora 140 specialisti nel campo della sicurezza che lavorano a supporto delle attività operative di Eni in Italia e all’estero. All’SCC è affidato il “Patto per la sicurezza”, un programma applicato ai cantieri di costruzione e ora esteso anche alle attività di routine.

Safety Competence Center: la gestione della sicurezza a Gela

Nel campo della formazione ed educazione il nostro impegno è testimoniato dalle circa 40.000 ore di formazione comprensive dei progetti di alternanza scuola-lavoro e di apprendistato di primo livello che, nel 2016, hanno coinvolto 1.700 partecipanti. Vediamo nel dettaglio le principali iniziative in ambito formativo e i risultati raggiunti.