Grazie alla partnership tra Eni Syndial e il Fondo Ambientale Italiano (FAI) dal 28 maggio 2017 è possibile visitare le saline dello stagno di Santa Gilla per conoscerne la dimensione culturale e naturalistica. E per apprezzare l’elevata biodiversità di una delle più importanti aree umide d’Europa. Oltre 40.000 esemplari di uccelli acquatici di 50 specie diverse popolano l’area delle Saline Conti Vecchi. I fenicotteri rosa, che in questa laguna hanno trovato il loro habitat naturale, dipingono su una tela bianco-azzurra un paesaggio unico e quasi fiabesco. All'interno di questa oasi naturale, le saline e lo stabilimento industriale Ing. Luigi Conti Vecchi risultano armonicamente integrati: per il FAI è la prima esperienza di gestione e valorizzazione di un progetto imprenditoriale in un sito minerario ancora produttivo.

VIDEO

Il progetto di riqualificazione delle Saline Conti Vecchi ha preso il via dall’analisi e dallo studio del patrimonio culturale locale. Da qui nasce il racconto in cui si articola il percorso di visita. In questo video è possibile vedere alcuni dei passaggi più interessanti insieme ai protagonisti della cerimonia di inaugurazione.

IL COMMENTO

L’industria sposa l’ambiente, ma è quello che facciamo in tutta Italia, partendo dal passato, per dare vita all’industria e rilanciarla su altri aspetti. Siamo entrati 35 anni fa ad Assemini per rilevare un’industria chimica fallita, abbiamo tolto per la prima volta il mercurio dalla trasformazione usando tecnologie nuove.

Claudio Descalzi

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Un progetto di straordinaria sostenibilità

Alla cerimonia di apertura al pubblico delle Saline Conti Vecchi che si è svolta venerdì 26 maggio 2017, erano presenti il Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dorina Bianchi, il Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, il Presidente del FAI, Andrea Carandini, e l’Amministratore Delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca.

Questo è un progetto che coniuga la permanenza di un'attività estrattiva industriale insieme alla valorizzazione storico-culturale degli edifici e naturalistica dell'ambiente circostante. (...) Qualcuno potrebbe dire che qui il tempo sembra non essersi fermato: tutto è stato riportato a come era negli anni Trenta. La verità è che il tempo non si ferma e l'attività industriale su questo sito valorizzato e aperto al pubblico continua. Questa è la cifra distintiva di questo progetto.

Vincenzo Maria Larocca, AD Syndial

Dal sale delle Saline Conti Vecchi estraiamo il cloruro di sodio, destinato al settore alimentare e al disgelo autostradale nelle regioni del Centro-Nord Italia. Oggi la produzione raggiunge le 400.000 tonnellate l'anno ed è specializzata in prodotti raffinati destinati al mercato alimentare d'eccellenza, come il "fior di sale". L’attività estrattiva e produttiva si affianca a quelle di approvvigionamento, ingegneria e realizzazione dei progetti e di logistica dei rifiuti gestite da Syndial.

FAI

L’intervento di riqualificazione del sito ha compiuto il restauro degli immobili storici e la creazione di percorsi naturalistici per turisti e scolaresche: "Noi FAI ci siamo accertati che Syndial avesse realmente realizzato un'opera di bonifica importante, cosa che ha fatto. Le Saline Conti Vecchi sono sia una miniera sia una straordinaria oasi con specie che sopravvivono da sempre" (Marco Magnifico, Vice Presidente Esecutivo FAI).

Come prenotare la visita alle saline

INFORMAZIONI UTILI

Come prenotare la visita alle saline

Le Saline Conti Vecchi sono visitabili dal martedì alla domenica, il percorso completo dura circa un'ora e 45 minuti e si accede all'area naturalistica con un trenino turistico. Chiuso il lunedì.
Telefono: 070-247032
E-mail: faisaline@fondoambiente.it
Maggiori dettagli sul sito dedicato.

Visita il sito

Costituite nel 1929, dopo aver bonificato lo stagno di Santa Gilla, ma attive dal 1931, le Saline Conti Vecchi producono sale industriale e alimentare. Il progetto di sostenibilità economica e ambientale, iniziato da un imprenditore illuminato, viene ripreso nel 2013 da Syndial (società di Eni che fornisce servizi integrati nel campo del risanamento ambientale) che qui avvia un piano di riqualificazione e di valorizzazione del territorio. Nel 2017 l’alleanza con il FAI apre il sito al pubblico di tutto il mondo grazie a un’opera di restauro che dota il sito di servizi di accoglienza e itinerari di visita.

La storia

Il progetto ha un valore importante: è il segno tangibile della volontà di rimanere e investire in Sardegna, supportando nello stesso tempo il tessuto turistico e l’industria.

La visita proposta dal FAI alle saline è suddivisa in tappe, ognuna delle quali racconta con strumenti differenti la storia degli stabilimenti e dell'oasi naturalistica. Partendo dagli ambienti storici (direzione, uffici e laboratorio), tornati all'aspetto che avevano negli anni Trenta, si passa nella ex-falegnameria e nell'officina meccanica, che ospitano video proiezioni immersive. Infine ci si addentra nelle saline, tra le vasche salanti e i bacini evaporanti, fino ai luoghi di produzione attuali.