L'elaborazione dei dati sismici

Storie e persone

Le tre dimensioni della superficie terrestre

Riproduciamo il sottosuolo in altissima definizione. Grazie alla tecnologia DVA.

Uno fra gli esempi più significativi degli applicativi sviluppati internamente negli ultimi anni è il pacchetto DVA, Depth Velocity Analysis, una piattaforma di analisi dei dati sismici che ci consente di ottenere un’immagine 3D del sottosuolo, il più simile possibile alla realtà. Erika Gentile, coordinatore Eni per l’elaborazione dei dati sismici, ci racconta la potenza di un software indispensabile nelle nostre attività di esplorazione.

L’obiettivo più profondo del mondo

SUCCESSFUL EXPLORATION

L’obiettivo più profondo del mondo

Lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per lo studio del sottosuolo è la chiave del successo di Eni nella scoperta di nuovi giacimenti. È nell’ambito della piattaforma Succesfull Exploration che studiamo sistemi sofisticati che consentono di focalizzare, dai dati acquisiti, le immagini tridimensionali ad alta risoluzione della struttura del sottosuolo, sia in aree terrestri che marine.

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IL COMMENTO

Erika Gentile

È un mix di competenze, insieme al costante aggiornamento delle conoscenze e alla passione verso queste tematiche, che ci consente di implementare flussi di lavoro mirati alle specificità di ogni progetto.

Erika Gentile

La piattaforma DVA

ENI AWARD

Come è nata la piattaforma DVA?

Era il 2009 quando l’ingegnere Eni Clara Andreoletti riceveva il riconoscimento Eni Award per il pacchetto software per l’analisi di velocità sismica. Da quel momento la tecnologia DVA diventava uno strumento di lavoro indispensabile per l’indagine del sottosuolo.

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ENI NEL MONDO

  • DVA in Mozambico e Congo

    Come è cambiata l’esplorazione in Mozambico e in Congo

    Qui la tecnologia DVA permette la conoscenza delle profondità terrestri e marine e un posizionamento ottimale dei pozzi esplorativi.

La sismica a riflessione

STRUMENTI

La sismica a riflessione

Le onde che si propagano nel sottosuolo vengono riflesse in modo diverso a seconda di ciò che incontrano. Registrando queste riflessioni attraverso i “geofoni” è possibile ricostruire in immagini 3D le diverse formazioni geologiche in profondità e individuare i potenziali giacimenti di idrocarburi.

I flussi gravitativi nell'esplorazione petrolifera

Eni oggi produce olio e gas da reservoir torbiditici nel mar Adriatico e in West Africa, nel Golfo del Messico, nel mare del Nord e in Indonesia, e anche i recenti successi esplorativi  nell’offshore del Mozambico e del Ghana si fondano sulla scoperta di depositi torbiditici. Tutto ha origine dal fenomeno dei “flussi gravitativi”. Cosa sono? Come si formano? Perché c’è grande interesse nei loro confronti?