Goliat: l’avvio in produzione

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Goliat: l’avvio in produzione

In una zona priva di ghiacci, al largo della Norvegia, Eni avvia la produzione di Goliat: il primo giacimento a olio a entrare in produzione nel Mare di Barents.

Goliat è stato sviluppato attraverso la più grande e sofisticata unità galleggiante di produzione e stoccaggio (FPSO) cilindrica al mondo, costruita con le più avanzate tecnologie per affrontare le sfide tecnico-ambientali legate all’operatività in ambiente artico, e con una capacità di 1 milione di barili di olio. Grazie all’alimentazione elettrica da terra e al concetto operativo "zero discharge" Goliat minimizza anche l'impatto sull'ambiente.

Goliat utilizza le soluzioni tecnologiche più avanzate per minimizzare l'impatto sull'ambiente, grazie all’alimentazione elettrica da terra e al concetto operativo "zero discharge".

Quello che ha portato la piattaforma dalla Corea del Sud, dove Sevan 1000 è stata costruita, fino al mare di Barents, dove il 17 aprile 2015 è stata rimorchiata.

Una FPSO unica al mondo

FPSO

Una FPSO unica al mondo

L’unità galleggiante Sevan 1000, costruita nel cantiere Hyundai a Ulsan, in Corea, è il più grande e sofisticato impianto FPSO cilindrico mai costruito prima. È stata progettata da una società norvegese per fronteggiare le condizioni artiche del Mare di Barents, integrando una serie di rivoluzionarie innovazioni nel design per garantire operazioni sicure e stabili.

Artico

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La risposta tecnologica alle sfide dell’Artico

Operare nell’Artico significa lavorare in un contesto molto complesso dal punto di vista ambientale, data la ricchezza di biodiversità e la particolare sensibilità degli ecosistemi locali. Il progetto ha impiegato sistemi tecnici a basso rischio per l’ambiente e per le persone impiegate, pur considerando le condizioni estreme che caratterizzano l’area.

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Ascolta Il gigante Goliat un articolo di Marco Alfieri.

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