Un alter ego digitale per l'esporazione - Big data e supercomputer

L’alter ego digitale

La trasformazione digital di Eni mette al centro persone e tecnologie per una nuova idea di futuro. Digitalizzare significa migliorare la sicurezza, generare opportunità, ridurre i costi e il consumo di risorse ambientali. Tutto questo serve ad accelerare i processi produttivi. La parola chiave insourcing vuol dire scommettere su tutte le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi. Teste pensanti, ricerche e studi ieri come oggi, e la corsa a un futuro fatto di innovazione. Un percorso che si compone di diversi attori.

Tutto parte dall'analisi dei dati utilizzando la tecnologia. Per tutti i suoi progetti concreti Eni immagina un alias digitale, un alter ego virtuale che ha il potere di prevedere i risultati delle esplorazioni. Operazioni così hanno bisogno di strumenti e a questo che servono i centri di calcolo di Eni che analizzano i dati delle precedenti esplorazioni e delle simulazioni fluidodinamiche, per prevedere dove si trovano i nuovi giacimenti. Un modo per ridurre i costi, velocizzare i processi di ricerca e abbattere le tempistiche di esplorazione. Prendete Zhor, il più grande giacimento di gas individuato da Eni al largo delle coste del mediterraneo. Una scoperta che racconta come lavorare sulla simulazione di un alias virtuale funzioni. I dati da soli sono utili ma quando vengono elaborati valgono molto di più: lo facciamo al Green Data Center Eni con il nuovo supercomputer HPC4. HPC sta per high performance computing: il centro computazionale più forte del mondo a livello industriale. La potenza di questi super calcolatori è reale ma servirebbe a poco senza il know how e le competenze dei tecnici Eni che hanno sviluppato software e algoritmi proprietari integrati con la linea produttiva.