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La Scuola di Tecnologia Applicata in Egitto promuove opportunità per i giovani

di Eni Staff
18 ottobre 2021
3 min di lettura
di Eni Staff
18 ottobre 2021
3 min di lettura
In Egitto Eni sta lavorando insieme ad attori pubblici e privati per dare vita a una scuola che ospiterà più di 700 studenti entro la fine del ciclo accademico, contribuendo a migliorare l'accesso all'istruzione tecnica e a favorire opportunità di lavoro per i giovani.

La scuola

La Zohr Applied Technology School è un fiore all'occhiello dell'istruzione tecnica in Egitto. Ha sede a Port Said, nel nord-est del Paese, dove Eni opera alcune delle sue attività più rilevanti. Lanciata a ottobre 2021, la scuola ospita 264 studenti dai 15 ai 18 anni, con l'obiettivo di raggiungere 792 giovani entro la fine del ciclo accademico. Al momento offre cinque campi di specializzazione, che potranno aumentare o cambiare nel corso degli anni, per seguire il passo con l'evoluzione del mercato del lavoro: Energia, Elettricità, Informazione e Tecnologia (IT), Manutenzione meccanica e Riscaldamento, Ventilazione e Condizionamento dell'Aria (HVAC). L'istituto, che impiega 38 persone tra personale docente e non docente, fornisce istruzione tecnica e formazione professionale specializzata in conformità con i più alti standard internazionali per migliorare le opportunità di accesso al mercato del lavoro per i giovani. Più di 20 aziende sono coinvolte nel progetto, contribuendo attivamente allo sviluppo di programmi di studio e di apprendistato per gli studenti. L'Istituto Don Bosco del Cairo ha fornito la formazione al personale.

Partnership per lo sviluppo verso obiettivi di lungo termine durevoli

Il progetto mostra l'importanza strategica delle partnership per lo sviluppo. Infatti, è il risultato di una collaborazione congiunta tra autorità pubbliche, settore privato ed enti non-profit, che è la chiave per raggiungere risultati tangibili e durevoli, in linea con la Mission di Eni.

Contributo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite

Eni e l'Egitto hanno un rapporto di lunga data, iniziato nel 1954 e consolidatosi negli anni grazie al duro lavoro congiunto di entrambe le parti a tutti i livelli.  IEOC, società controllata da Eni, sta lavorando attivamente per rivestire un ruolo di leadership verso Vision 2030 e i 17 SDGs delle Nazioni Unite. L'azienda gioca un ruolo fondamentale nell'accesso all'elettricità per il Paese, contribuendo così all'SDG 7 (accesso all’energia economica e pulita). La produzione di gas della compagnia rappresenta il 60% dell'intero volume di gas nel Paese, mentre il gas è la principale fonte di generazione di energia. Sostenendo programmi di sviluppo, come quello di Port Said, la compagnia si impegna anche a "incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti" (SDG 8).

Il modello integrato di Port Said: un approccio sostenibile da replicare

Negli ultimi vent’anni, con il supporto delle autorità egiziane e dei propri partner, Eni si è mossa verso un approccio integrato di sviluppo. In quest'ottica, il modello implementato a Port Said rappresenta una buona pratica che può essere replicata in altre aree. Qui, dove si trovano gli impianti onshore di Zohr, El Gamil, UGDC, l'azienda ha impostato la propria strategia sull'evoluzione di un modello di business fortemente incentrato sulla creazione di valore a lungo termine.

La strategia di lungo termine di Eni è quella di ripetere il modello integrato applicato a Port Said in altre aree del Paese (Deserto Occidentale, Sud Sinai, Delta del Nilo) dove sono localizzate le attività dell'azienda, attraverso progetti innovativi che possano contribuire al miglioramento delle condizioni socio-economiche delle fasce di popolazione più vulnerabili.

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