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Diritti umani e la responsabilità d’impresa in Messico

Il rispetto dei diritti umani in un panel virtuale.

di Eni Staff
29 settembre 2020
5 min di lettura
diEni Staff
29 settembre 2020
5 min di lettura

L’attenzione di Eni per i territori

“La vision di Eni sui diritti umani si fonda sulla dignità di ciascun essere umano e sulla responsabilità dell’impresa a contribuire al benessere delle persone e delle Comunità nei Paesi nei quali opera”. Sono parole provenienti dalla nostra Dichiarazione sul rispetto dei Diritti Umani, il documento che stabilisce i termini dell’impegno di Eni con le comunità di riferimento. Monitoriamo costantemente quanto accade nei Paesi in cui siamo presenti e una testimonianza in tal senso è stata portata da Domenico Barranca, responsabile della sostenibilità di Eni Mexico, che ha partecipato al forum virtuale Business and Human Rights Latin America, tenutosi lo scorso 9 settembre, in cui ha fatto il punto sulle attività messe in atto dall’azienda. All’evento, organizzato dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), da ILO e OECD, si è discusso di Due Diligence e diritti umani in America Latina e Caraibi.

Nell’ambito del panel intitolato “Debida diligencia en materia de derechos humanos: perspectivas multiactor sobre un concepto multifacético” (La Due Diligence in materia di diritti umani in America Latina: prospettive su un concetto multiforme), Barranca ha approfondito alcuni aspetti legati ai progetti estrattivi e alle valutazioni di impatto sul territorio messe in campo da Eni.

Azioni e metodologie per il rispetto dei diritti umani

“Eni, in quanto società globale attiva nel settore energetico, realizza grandi progetti estrattivi in Paesi con diverse legislazioni e requisiti. Diventa quindi fondamentale effettuare valutazioni d'impatto prima di iniziare qualsiasi tipo di operazione”, ha sottolineato Barranca. Si tratta di un aspetto cruciale del processo di autorizzazione, utile a comprendere l'impatto dei progetti sotto vari aspetti: dalle implicazioni ambientali a quelle sanitarie e sociali. “Per Eni, l'esecuzione di un ESHIA (Environmental, Social, and Health Impact Assessment) relativo a ogni progetto, secondo linee guida interne che stabiliscono metodologie che ogni controllata deve seguire, rappresenta uno standard imprescindibile”, ha aggiunto il responsabile della sostenibilità di Eni Mexico.

Un approccio, quello descritto, che rispecchia la scelta dell'impresa di adottare un processo di due diligence più stringente rispetto a quanto previsto dalla legislazione nazionale e che contempla, per quei progetti a più alto rischio - identificati utilizzando un apposito modello di prioritizzazione, una valutazione dell'impatto sui diritti umani, o HRIA (Human Rights Impact Assessment), così come è stato fatto in Messico con il supporto del Danish Insitute for Human Rights, un’istituzione molto autorevole su questa tematica.

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Alla fine dello HRIA molte persone della comunità si sono avvicinate per esprimerci la loro soddisfazione per essere stati coinvolti, e per aver tenuto in considerazione la loro opinione

di Domenico Barranca, responsabile della sostenibilità di Eni Mexico

Non meno importante è il ruolo dello Stato di riferimento, che necessita di un quadro normativo chiaro, che orienti le imprese sul significato delle proprie responsabilità. Alcuni Stati, soprattutto in Europa, hanno iniziato ad adottare misure legislative in tal senso. La Commissione europea ha inoltre espresso l'intenzione di presentare un progetto regionale in materia entro il 2021.

ESHIA e HRIA: buone pratiche da cui partire

“Le principali differenze tra un ESHIA e un HRIA, secondo quanto osservato durante le nostre attività, si trovano nel modo in cui gli impatti vengono identificati”, ha evidenziato Barranca. Nell'HRIA, infatti, i titolari dei diritti – direttamente o indirettamente interessati dai progetti – sono identificati con largo anticipo e le loro opinioni, insieme al loro modo di vivere e alle preoccupazioni riguardo al progetto, sono approfondite con interviste dedicate e focus group con individui e gruppi vulnerabili: bambini, donne e minoranze. “Gli impatti identificati nell'HRIA sono più ampi di quelli identificati nell'ESHIA. L'HRIA copre le questioni del lavoro con gli appaltatori, le buone pratiche sui diritti umani all'interno della catena di fornitura di beni e servizi e i diritti umani e le attività di sicurezza relative alle operazioni”, ha aggiunto il responsabile sostenibilità di Eni Messico. Nel caso dell'ESHIA, invece, i rischi e gli impatti ambientali e sociali possono essere trattati e gestiti in modo separato.

Le valutazioni di Eni in Messico

Eni ha svolto in Messico tre diverse tipologie di attività. Prima è stato condotto un ESHIA, intervento previsto come da procedura interna dell’azienda. In una seconda fase è stata condotta una valutazione sull’impatto sociale, requisito legale imprescindibile. L’ultimo passo è stato rappresentato dalla valutazione dell’impatto sui diritti umani delle attività svolte nel Paese. Quest’ultima azione è inserita nel processo di due diligence che il sistema di gestione dei diritti umani di Eni richiede alla luce del livello di rischio potenzialmente associato all'area di progetto 1, classificata come alta secondo il modello di prioritizzazione.

L'HRIA condotto dal Danish Institute for Human Rights è stato realizzato non appena il progetto di sviluppo è stato avviato. Le comunità sono state avvicinate per svolgere le interviste e i focus group, concentrandosi sui loro punti di vista, preoccupazioni e bisogni. Questo ha facilitato la percezione positiva delle attività legate all’HRIA e rafforzato un sentimento di partecipazione e coinvolgimento delle popolazioni.