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Le comunità locali e il rispetto dei Diritti Umani

Intervista ad Arturo Garrido Mora, Direttore della divisione di scienze biologiche dell’Università UJAT in Messico.

di Eni Staff
06 novembre 2020
3 min di lettura
di Eni Staff
06 novembre 2020
3 min di lettura

Eni si impegna a prevenire possibili impatti negativi in relazione ai diritti umani di individui e comunità ospitanti derivanti dalla realizzazione di progetti industriali. Proprio per questo, nel 2018, abbiamo adottato un modello risk based per classificare i progetti di business delle attività Upstream in base al potenziale rischio in fatto di diritti umani. I progetti con rischi maggiori vengono gestiti sviluppando prima specifici approfondimenti ed eseguendo dedicati “Human Rights Impact Assessment” (HRIA), che prevedono, tra l’altro, un’analisi preliminare del contesto locale sui diritti umani e una successiva attività di engagement con i principali “rightsholder”. Un report finale raccoglie le raccomandazioni per l’implementazione di misure atte a prevenire gli impatti potenziali e a gestire quelli esistenti.

Dal suo punto di vista, quali sono alcuni degli aspetti principali nella relazione tra i nuovi attori dell’industria Oil & Gas e le comunità locali?

L’attività petrolifera nella zona del golfo del Messico è stata oggetto di una riforma legislativa che prevede delle raccomandazioni per lo svolgimento delle attività estrattive di petrolio e di gas, oltre a segnalare le misure da rispettare per evitare danni all’ambiente, proteggere le risorse naturali, promuovere l’attività economica e considerare la vulnerabilità sociale dell’area. Alla luce di queste previsioni considero adeguato l’insieme delle attività che Eni sta sviluppando nello stato di Tabasco, le quali includono vari progetti e piani, come quello sui diritti umani, che hanno la finalità di rispondere agli aspetti sopra segnalati.

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Eni ha mostrato interesse per le comunità di pescatori localizzate nelle zone interessate del progetto, così come per le attività produttive, l’educazione, la salute, le infrastrutture urbane della comunità di Villa e Puerto Coronel Andrés Sánchez Magallanes, e per le altre comunità che si trovano nell’area contrattuale 1.

Arturo Garrido Mora, Direttore della divisione di scienze biologiche dell’Università UJAT in Messico

Secondo la valutazione di impatto sui diritti umani, condotta dal Danish Institute for Human Rights (DIHR), una grande sfida per la comunità di pescatori locali è quella legata ai possibili impatti cumulativi prodotti dalle attività di tutte le compagnie O&G operanti nella zona. Quale sarebbe, secondo lei, la modalità più adeguata per gestire tali impatti?

L’uso di tecnologie ambientalmente compatibili che riducano gli impatti, nonché l’identificazione e la progettazione di strategie idonee alla gestione degli impatti sul suolo e sulla zona marina e umida.

Eni in Messico ha sviluppato un Piano di azione sui diritti umani per le sue attività nell’area contrattuale 1, basato sulle raccomandazioni fornite nella valutazione svolta nell’ambito dello HRIA. Qual è la sua impressione rispetto alle attività previste nel piano da Eni e rivolte alle comunità di pescatori locali? Quali altre iniziative o passi importanti potrebbero aiutare Eni nel garantire il rispetto dei diritti umani delle comunità in questo contesto specifico?

Eni ha mostrato interesse per le comunità di pescatori localizzate nelle zone interessate del progetto, così come per le attività produttive, l’educazione, la salute, le infrastrutture urbane della comunità di Villa e Puerto Coronel Andrés Sánchez Magallanes, e per le altre comunità che si trovano nell’area contrattuale 1, nel Municipio di Cárdenas, in Tabasco. Eni Mexico ha previsto una serie di iniziative volte a migliorare la qualità della vita nella regione nel suo insieme, nei differenti aspetti segnalati. Rispetto a tali iniziative sarà importante tener conto che:

  1. La diversificazione delle attività produttive e l’avvio di progetti innovativi rappresentano un’opzione importante per la regione
  2. Le problematiche connesse al degrado dell’ambiente costiero e alla vulnerabilità sociale sono un aspetto importante da considerare nell’area
  3. L'inclusione degli aspetti di genere e delle opportunità per i giovani sono elementi fondamentali, da promuovere nell’area di impatto di Eni.