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Siamo la quarta rivoluzione industriale

L'uomo e la macchina non sono mai stati così vicini e tutte le ripercussioni di questa convivenza ora possiamo toccarle con mano sia sui profitti delle aziende che sulle reazioni sociali.

di Evita Comes
06 dicembre 2019
4 min di lettura
diEvita Comes
06 dicembre 2019
4 min di lettura

Gli scenari futuristici raccontati dai grandi del cinema, che hanno affascinato e indottrinato tutti su una vita condivisa con umanoidi e robot, sono praticamente realtà. Non vedere gli effetti del processo di digitalizzazione sarebbe un errore e lo sarebbe soprattutto nel mondo dell’industria. Le smart company sono una realtà ben consolidata e i numeri in positivo parlano di un mondo che cresce e guadagna a ritmi sostenuti anno dopo anno. Di questa crescita esponenziale ha parlato la ricerca Smart Company prodotta dalla Casaleggio associati e svolta su trecentocinquanta imprese di tutto il mondo. Si tratta di compagnie che hanno aperto la loro porta principale a intelligenza artificiale, blockchain, 5G, Internet delle cose e a tutti gli ingredienti necessari a fare la quarta rivoluzione industriale che è in atto. Secondo la ricerca tutte le compagnie che sono e saranno in grado di cavalcare quest’onda potranno toccare con mano un aumento della produzione di 10 volte nell’arco di soli 5 anni e affidandosi ad AI, blockchain, Iot e 5G riusciranno a generare nuove opportunità di business.

La svolta del 5G

L’ampliamento e l’utilizzo di una rete più efficiente come il 5G permetterà alle smart company di rivedere la loro organizzazione in un’ottica più sostenibile, portando servizi innovativi e ampliando l’utilizzo della rete, sino ad ora ancora impedito in molti casi per problemi di copertura.

L’altro aspetto fondamentale della futura rete sarà la sua applicazione alla robotica. La ricerca evidenzia come “oltre 4 milioni di robot saranno presenti in più di 50.000 magazzini in tutto il mondo”. Questo aspetto tende a terrorizzare i lavoratori di domani, ma in realtà, le compagnie digitalizzate, come per esempio oggi Microsoft, Apple, Amazon e Alphabet hanno aumentato il numero dei loro dipendenti grazie alla crescita dei profitti e probabilmente, come dichiara la ricerca, mantenendo ben saldi anche certi principi: “con il profitto non si incanta più nessuno una smart company deve avere a cuore la comunità d’origine, la società e l’ambiente, facendo attenzione all’impatto della distribuzione del prodotto, alla tutela dei diritti umani e dell’ambiente, alla compensazione di Co2”. C’è chi la pensa però anche in maniera completamente opposta, che l’automazione del lavoro porterà inesorabilmente ad una diminuzione sostanziale dei posti occupati da esseri umani, da gente fatta di carne ed ossa. Come sostiene questo studio firmato dalla Boston University e svolto da quattro ricercatori olandesi.

Eppure c’è anche un altro risvolto della medaglia: le macchine si perfezionano grazie al contributo umano, le persone sono uno degli elementi che permettono ai sistemi fondati sull’intelligenza artificiale di funzionare. Dunque, una macchina privata del principio critico proprio dell’essere umano, resterebbe per sempre solo un’apparecchiatura artificiale.

Numeri rivoluzionari

Secondo le stime, il mercato dell'Intelligenza Artificiale nel 2018 valeva circa 20,7 miliardi di dollari. Nel 2026 sarà 202,6 miliardi di dollari, mentre nel 2035 si valuta che avrà un impatto sulla produttività italiana del 12% e in alcuni Paesi raggiungerà il 40%. Le connessioni 5G passeranno da 5 milioni del 2019 a 2,6 miliardi nel 2025. E ancora: oltre 4 milioni di robot saranno presenti in più di 50.000 magazzini in tutto il mondo e, secondo la ricerca, la collaborazione tra robot e umani può aumentare l'efficienza nella produzione dell'85%.

La sanno lunga anche altre stime sull’intelligenza artificiale, raccontate in una ricerca della Gartner, società multinazionale che si occupa di consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo della tecnologia dell’informazione. Secondo Gartner l’IA sta vivendo un boom senza precedenti: negli ultimi quattro anni, le imprese che l’hanno adottata sono aumentate del 270%, grazie soprattutto ai responsabili informatici aziendali che ne hanno fatto una priorità per lo sviluppo e la crescita del loro lavoro.

L’uomo e la macchina non sono mai stati così vicini come oggi e questo legame tende con il tempo a diventare sempre più tangibile, reale e sotto gli occhi di tutti. Cos’altro possiamo aspettarci? Di certo forse anche l’impensabile e per citare ancora una volta il mondo del cinema, una macchina potrà arrivare a dirci perfino le parole di Adrew, il fantastico protagonista dell’Uomo Bicentenario interpretato da Robin Williams: “Come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo, che vivere per tutta l'eternità come macchina... Per essere riconosciuto per chi sono e per ciò che sono. Niente di più, niente di meno. Non per la gloria, per l'approvazione, ma per la semplice verità di questo riconoscimento. È stato l'elemento propulsivo di tutta la mia esistenza e devo riuscire a ottenerlo, se voglio vivere o morire con dignità”.