Dati decarbonizzazione

Decarbonizzare con l’intelligenza artificiale

La tecnologia può assumere un ruolo importante nella lotta al cambiamento climatico.

di Maria Pia Rossignaud
21 aprile 2021
6 min di lettura
di Maria Pia Rossignaud
21 aprile 2021
6 min di lettura

Grazie all’intelligenza artificiale le aziende potrebbero ridurre dal 5% al ​​10% il totale di emissioni di gas serra entro il 2030 contribuendo in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’impatto potenziale dell’utilizzo dell’IA nelle politiche di sostenibilità aziendale varia tra i 1,3 e i 2,6 mila miliardi di dollari attraverso ricavi aggiuntivi e risparmi sui costi. La stima è del Boston Consulting Group (BCG) che nel report ‘Reduce carbon and costs with the power of AI’ analizza come la tecnologia sia in grado di accelerare la trasformazione sostenibile delle imprese riducendo l’impatto ambientale e tagliando rapidamente i costi. L’effetto positivo sugli investimenti si registra spesso nell’arco di un solo anno dall’applicazione e questo fa sì che l’intelligenza artificiale assuma oggi un ruolo fondamentale nella ripresa dalla crisi post Covid-19, oltre che nella transizione verso un futuro sostenibile.

L’impatto dell’intelligenza artificiale

A questa riflessione si aggiunge anche un approfondimento pubblicato sul sito dell’EIT Digital Climate Kic, la community europea che si pone come obiettivo quello di affrontare il cambiamento climatico attraverso l’innovazione. Nell’articolo IA e cambiamento climatico: la promessa, i pericoli e i pilastri dell'azione, si legge: “Bisogna agire con decisione ora, altrimenti in futuro il danno economico causato dal cambiamento climatico sarà paragonabile all’avere un’epidemia di Covid ogni 10 anni”. L’autrice è Eirini Malliaraki, una ricercatrice dell’Alan Turing Institute di Londra, che pone l’accento sulle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale: si possono limitare le emissioni nel settore energetico prevedendo domanda e offerta, si può programmare con più efficienza le energie rinnovabili e ridurre le emissioni derivanti da carburanti fossili attraverso la manutenzione predittiva.

“La scala planetaria della nostra conoscenza e delle nostre tecnologie sta rivelando nuove interdipendenze e circuiti di feedback tra sistemi ambientali e ingegneristici –scrive Eirini Malliaraki–. Questa rinnovata comprensione richiede una visione etica, ontologica e pratica aggiornata, che non sia riduzionista, ma che anzi renda ancora più urgente la responsabilità morale. Di conseguenza, la considerazione degli impatti ambientali e la responsabilità di prendersi cura del nostro pianeta dovrebbero riflettersi nella nostra infrastruttura tecnica, nei nostri modi di lavorare, nelle nostre pratiche e nelle nostre politiche per avere sistemi di IA equi, responsabili, trasparenti ed etici”. 

In che misura l’Intelligenza artificiale può contribuire a un'economia a zero-emissioni?

L'intelligenza artificiale può essere un fattore importante che aiuta l’essere umano a muoversi più velocemente verso l’abbandono delle fonti fossili ma le domande senza risposte sono ancora molte: in che misura l'IA può contribuire a un'economia zero-emissioni? Quanto velocemente può succedere, vista l'urgenza della sfida? Qual è l'effetto netto sul pianeta? Roberto Ventura, Managing Director e Partner di BCG Gamma, team globale del Boston Consulting Group spiega: “La forza dell’IA risiede nella capacità di imparare dall’esperienza, sfruttando massicce quantità di dati raccolti da diverse fonti, e di riuscire a sintetizzare per l’uomo delle relazioni, a volte estremamente difficili da intuire, con l’obiettivo di supportare i processi di decision making”. Quindi i progressi nell'intelligenza artificiale sembrano destinati a trasformare il modo in cui tutte le società affrontano la loro attività: dall'ottimizzazione dei sistemi di produzione ed energia al modo in cui gli scienziati analizzano e utilizzano i dati, dalla previsione dei cambiamenti climatici e del fallimento delle colture alla comprensione degli ecosistemi. 

L’importanza dell’analisi predittiva

La società deve affrontare un'enorme sfida ambientale e le azioni intraprese oggi determineranno il modo in cui ci adattiamo a un mondo che cambia, come preserviamo le risorse naturali e la qualità della vita per le generazioni future. Uno studio Intel ha rilevato che il 74% dei leader tecnologici ritiene che l'intelligenza artificiale possa aiutare a risolvere sfide ambientali di lunga data. Il 92% pensa che l'analisi predittiva aiuterà a rilevare problemi e sviluppare nuove soluzioni, a condizione che i costi e gli ostacoli normativi possano essere superati. In un’altra analisi di Microsoft sull'intelligenza artificiale in Europa emerge che l'89% delle aziende intervistate si aspetta che generi benefici per il business ottimizzando le proprie operazioni e aumentando l'efficienza delle risorse.

Consapevole delle questioni normative, l'Unione Europea sta guidando le richieste per una politica industriale globale sull'intelligenza artificiale e la robotica. L'intelligenza artificiale –osserva il Parlamento europeo– può aiutare i fornitori di energia a passare dalla gestione preventiva a quella predittiva delle risorse aiutando i settori ad alta intensità energetica nell’identificare e migliorare le proprie prestazioni. Questo può aprire la strada a reti di trasporto più ecologiche e intelligenti: un tema di attualità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione europea nell'ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.

L'autrice: Maria Pia Rossignaud

Giornalista esperta di tecnologie applicate ai media, è fra i venticinque esperti di digitale della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, direttrice della prima rivista di cultura digitale italiana «Media Duemila» e Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia.