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Microreti: il segreto dell’autosufficienza energetica

Una valida alternativa alle tradizionali infrastrutture energetiche delle singole comunità.

di Amanda Saint
28 settembre 2020
7 min di lettura
diAmanda Saint
28 settembre 2020
7 min di lettura

Nell’attuale contesto di impegno globale volto alla progressiva eliminazione dell’energia fossile centralizzata, le microreti iniziano a svolgere un ruolo determinante nel contribuire all’autosufficienza energetica delle singole comunità. In particolare, la generazione di energia su piccola scala per mezzo di microreti si sta rivelando la soluzione più efficace per le comunità situate in zone remote, per cui la connessione alla rete nazionale risulta solitamente difficile, se non impossibile, e spesso inaffidabile.

Le tre comunità presentate di seguito, hanno tutte assistito a un cambiamento radicale del proprio approvvigionamento energetico e a un conseguente miglioramento dell’impatto ambientale, grazie all’installazione di microreti proprie.

Un sistema indipendente dalla terraferma

Lunga appena sei miglia e larga due, l’Isle au Haut si trova a circa sette miglia al largo della costa del Maine, negli Stati Uniti. In parte coperta dal Parco Nazionale di Acadia, l’isola conta soltanto 50 residenti permanenti.

L’approvvigionamento di energia elettrica dell’isola avviene per mezzo di un cavo sottomarino proveniente dalla terraferma, installato da un pescatore locale nel 1983. In caso di interruzione della fornitura elettrica, gli isolani si affidano a generatori diesel, una soluzione troppo costosa e dannosa per l’ambiente per poter essere adottata a lungo termine.

Consapevoli del fatto che il cavo sottomarino potrebbe guastarsi del tutto in tempi non troppo lontani, gli abitanti dell’isola si trovano ora ad affrontare la sfida rappresentata dal miglioramento della propria rete energetica. Per questo motivo stanno attualmente investendo nell’installazione di una microrete composta da 900 pannelli solari per una capacità complessiva di 300 KW, che permetterà alla comunità di effettuare il passaggio alle energie rinnovabili.

La rete si servirà inoltre di soluzioni di ultima generazione per l’accumulo solare, tra cui i supercondensatori: dispositivi elettronici che permettono di immagazzinare e rilasciare energia ad un ritmo sostenuto e caratterizzati da un deterioramento molto più lento rispetto alle comuni batterie. La rete genera energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 300 persone, che corrisponde approssimativamente al numero di visitatori estivi dell’Isle au Haut.

Fino a quando il cavo elettrico che collega l’isola alla terraferma resterà in funzione, il surplus di energia elettrica prodotto durante il resto dell’anno sarà rivenduto alla società elettrica. Nel lungo termine, saranno inoltre installati impianti di riscaldamento a pompa di calore aria-acqua in tutte le proprietà residenziali, municipali e commerciali dell’isola. Tali impianti trasformeranno infatti l’elettricità in eccesso in acqua calda, che sarà poi utilizzata per riscaldare gli edifici, sostituendo così la legna, il petrolio e il cherosene su cui gli abitanti dell’isola fanno attualmente affidamento.


Vista del Parco Nazionale di Acadia

Un villaggio dell’Alaska si allontana dal diesel

Con una popolazione di appena 160 abitanti, il villaggio di Deering, nel remoto nord-ovest dell’Alaska, è stato in grado di ridurre la propria dipendenza dai generatori diesel grazie all’installazione di una nuova microrete ad energia solare e di batterie per lo stoccaggio energetico.

Situato nella Kotzebue Sound, poco più a sud del Circolo Polare Artico, il villaggio è caratterizzato da condizioni climatiche estreme, con il sole che non tramonta mai durante i mesi estivi. Le sue risorse di energia solare devono pertanto poter contare su una soluzione di stoccaggio affidabile. In inverno, il villaggio riceve infatti appena quattro ore circa di luce. La nuova microrete ad energia solare è quindi integrata dall’azione complementare delle turbine eoliche installate dalla comunità nel 2015.

La microrete solare, installata dalla società californiana Box Power, è composta da tre unità fotovoltaiche e di stoccaggio da 16 kW ciascuna, le quali forniscono energia rinnovabile supplementare, riducendo così la quantità di gasolio impiegata dalla comunità.

Un’ottima notizia per l’ambiente, considerando che gli abitanti di Deering erano soliti bruciare circa 46.000 galloni di gasolio all’anno, una spesa onerosa per un’economia locale già alle prese con un alto costo della vita: l’approvvigionamento di beni alimentari e non avviene infatti per via aerea per gran parte dell’anno, ovvero nei periodi di gelata del fiume.

In presenza di condizioni favorevoli, la microrete disattiva automaticamente i generatori diesel. La comunità stima che, grazie alla propria rete e a simili impianti installati nelle vicine comunità di Kotzebue e Buckland, sarà possibile ridurre le emissioni di carbonio della loro regione di ben 305 tonnellate all’anno.

Un’alternativa alle infrastrutture energetiche tradizionali

Nella remota città di Onslow, in Australia Occidentale, l’utility company Horizon Power e il fornitore di sistemi tecnologici per la gestione di microreti PXiSE Energy Solutions, hanno unito le proprie forze per la creazione di una microrete, dimostrando come le comunità remote possano disporre di una valida alternativa alle tradizionali infrastrutture energetiche.

Gli 848 abitanti della città hanno potuto abbandonare del tutto la propria fornitura di energia diesel e termica, grazie a una nuova microrete che può contare su un impianto fotovoltaico da 1 MW e batterie da 2 MW per lo stoccaggio energetico, a cui si aggiunge il gas naturale.

Tale progetto si inscrive nel più ampio programma di Horizon e PXiSE, che mira a collegare le città australiane più remote a microreti e a incrementare così la quantità di energia su scala nazionale proveniente da fonti rinnovabili.

Il futuro dell’energia

Queste tre comunità rappresentano solo una piccola parte del numero sempre crescente di progetti che vedono l’installazione di microreti in tutto il mondo. Secondo quanto riportato in un rapporto di Guidehouse Insights di marzo 2020, si prevede l’avviamento di un totale di 6.610 progetti per l’installazione di microreti in tutto il mondo, per un totale previsto pari a 31.784,6 MW di potenza installata.

Alla luce delle stime degli analisti del settore, che prevedono nei prossimi cinque anni un incremento del mercato globale delle microreti, che passerà dall’attuale valore di 28,6 miliardi dollari a 47,4 miliardi, il futuro dell’energia appare più roseo che mai.