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CappottoMio per casa mia

Il sistema di coibentazione di Eni gas e luce per la riqualificazione energetica degli edifici.

di Media Duemila
11 novembre 2020
7 min di lettura
di Media Duemila
11 novembre 2020
7 min di lettura

Secondo le stime ONU, entro il 2050 la popolazione mondiale potrebbe sfiorare i dieci miliardi e gli abitanti delle zone urbane addirittura raddoppiare. In un contesto del genere, assume un’importanza chiave la questione dell’edilizia abitativa. Infatti, in un ecosistema urbano con una tale densità demografica, l’uso di energia domestica e le abitudini energetiche di ognuno influiscono notevolmente sulla qualità dell’aria e sulla salute del clima. E il loro impatto è destinato a crescere.

Come ci spiega Silvia Brini, ricercatrice dell’ISPRA e coordinatrice tecnico-scientifica del XV Rapporto sulla qualità dell’Ambiente Urbano del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA): “Abbiamo raccolto un’ingente quantità di dati tra il 2005 e il 2015 e, grazie alla maggiore precisione degli strumenti di rilevazione, possiamo affermare che oggi i sistemi di riscaldamento domestico contribuiscono ad inquinare l’aria in quantità non inferiore a quella del traffico degli autoveicoli”. Il che è molto significativo se si pensa che il particolato, comunemente definito polveri sottili, è costituito dall’insieme delle sostanze liquide e solide sospese nell’aria che respiriamo ed è tra gli inquinanti più frequenti e più pericolosi presenti nelle aree urbane. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio, lo ritiene responsabile di 4,2 milioni di morti all’anno (dati 2016) e di “patologie cardiovascolari e respiratorie, oltre che di diversi tumori". 

"Ovviamente —continua Brini— per calcolare la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria non si considerano solo le emissioni. Nei processi di rilevamento intervengono molti altri fattori che fanno sì che il traffico sia ancora al primo posto come fattore inquinante. Tuttavia, mentre molte ricerche indicano una diminuzione, anche se lenta, da parte degli autoveicoli, il punto evidenziato dal Rapporto del SNPA è che la contaminazione provocata dai sistemi di riscaldamento domestico nelle 120 città più popolose d’Italia è in aumento. In 88 dei centri urbani analizzati, abbiamo riscontrato che i riscaldamenti domestici influiscono per oltre il 50% sulle emissioni di polveri sottili. Anche per questo siamo costantemente sottoposti a procedure d’infrazione per quanto concerne il loro livello, risultato mediamente più alto del massimo tollerato dalla Commissione Europea”. A cosa è dovuta questa tendenza? Da un lato si è incentivato l’uso di alcuni combustibili che, nel tempo, si sono rivelati più impattanti dei vecchi (e qui ci riferiamo a camini e stufe di ultima generazione) dall’altro non si è affrontata strutturalmente la questione dell’efficientamento energetico degli immobili.

Tra le mura domestiche

Alla luce di queste due premesse, è evidente che dobbiamo iniziare a considerare le nostre case sotto un’ottica diversa, ovvero come degli incubatori della cosiddetta transizione verde. E non si tratta semplicemente dell’antico antico motto “i cambiamenti iniziano dal proprio piccolo”, ma di un’evidenza frutto di ricerche e confronto di dati. Per citarne uno, nel think tank del Forum European House - Ambrosetti, che vede raggruppati rappresentanti di settore come Stefano Boeri, l’architetto degli Orti verticali di Milano, e Claudia Canevari, Vicedirettore dell’Unità per l’Efficienza Energetica della Commissione Europea, è stato evidenziato che il nostro patrimonio edilizio vive un contesto di generale arretratezza, in quanto oltre la metà (56%) degli edifici è in classe energetica G.

Emblematico è il caso della Val Padana, considerata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle zone più inquinate d’Europa proprio a causa della tipologia di riscaldamento prodotto delle abitazioni private e dalla particolare stagnazione dell’aria in un’area dove il vento soffia raramente. Dunque, la domanda scontata a questo punto è: come porre rimedio ai danni provocati dalla normale necessità che hanno i singoli di riscaldarsi o di rinfrescarsi nelle proprie abitazioni?

Le soluzioni sono molteplici, dall’uso di sistemi a base di energie rinnovabili (soprattutto solare) ai nuovissimi esperimenti sui mattoni fotovoltaici, passando per la installazione di particolari piante sui terrazzi e dispositivi di Intelligenza Artificiale che regolano l’accensione e lo spegnimento dei riscaldamenti nei condomini. Per facilitare l’accesso a questo tipo di soluzioni, il governo italiano ha proposto un ecobonus a coloro che intendano eseguire interventi di efficientamento energetico e di miglioramento strutturale, permettendo loro di usufruire di consistenti agevolazioni fiscali e con tassi di finanziabilità fino al 110% dei lavori.

L’arresto delle attività di diverse società edili causato dalla pandemia, la spesa energetica che aumenta proporzionalmente all'aumento del tempo trascorso tra le mura domestiche, hanno fatto scaturire la decisione di dare un forte incentivo a un settore che crea un enorme indotto per il Paese. Non solo, le linee guida degli interventi possibili sono in larga parte state tracciate tenendo come faro la sostenibilità e il miglioramento degli standard di consumo energetico degli edifici.

CappottoMio

Tra le iniziative in atto, c’è quella sviluppata da Eni gas e luce per la riqualificazione energetica degli edifici condominiali attraverso l’installazione del cosiddetto cappotto termico per ridurre le dispersioni termiche degli immobili. Il nome di questo servizio è CappottoMio che, oltre all’isolamento termico delle pareti, include l’adeguamento energetico delle centrali termiche condominiali e la possibilità di interventi di consolidamento antisismico, per una diminuzione dei consumi energetici nei condomini interessati dai lavori dal 30 al 50%. Questo risultato si ottiene attraverso la coibentazione, tecnica di isolamento termico, che impiega materiale isolante specifico (poliuretano espanso rigido), l’eventuale sostituzione degli infissi e dei serramenti e il rifacimento della falda o del solaio della casa.

Esteticamente, gli edifici guadagnano una nuova facciata, come se fossero stati appena intonacati, ma all’interno, il calore rimane molto più concentrato d’inverno e il caldo è meno invasivo d’estate. Il guadagno è considerevole per la salute degli individui, per il pianeta e per le tasche dei condomini, in quanto CappottoMio è installabile in piena armonia con i finanziamenti governativi dell’ecobonus oltre a generare risparmi tangibili nelle bollette. Come spiega chiaramente Brini: “Ridurre le emissioni è un modo per agire direttamente contro i cambiamenti climatici e allo stesso tempo influire positivamente sulla qualità dell’aria nei contesti urbani, l’efficientamento delle abitazioni private è di sicuro una misura importante che potrebbe avere una portata più che significativa nel giro di pochi anni”.