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Il conservatore Saied è il nuovo presidente della Tunisia

ll ballottaggio per le presidenziali si conclude con la vittoria di Kais Saied che non ha però la maggioranza in parlamento.

di Giuseppe Acconcia
5 min di lettura
diGiuseppe Acconcia
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La Tunisia ha votato per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Secondo gli exit-poll, il giurista indipendente, Kais Saied, avrebbe vinto le presidenziali con il 76% dei voti, mentre il suo sfidante, il businessman, Nabil Karoui, si sarebbe fermato al 24%. Il dato dell'affluenza indica una partecipazione superiore al 50%.

Le elezioni sono state anticipate per la morte, lo scorso luglio, dell'ex presidente Beji Caid Essebsi che aveva iniziato il suo incarico dopo il voto del 2014, tenutosi in seguito alle proteste che avevano attraversato il Paese nel 2011, avviando una lunga fase di transizione democratica. La scarsa partecipazione popolare al voto, l'incertezza dei risultati delle elezioni parlamentari che aprirebbero la strada a un governo di coalizione e la vittoria al primo turno delle presidenziali tra i 26 candidati ammessi di figure politiche, lontane dai partiti tradizionali, hanno segnato il voto.

I candidati al secondo turno

Al primo turno Nabil Karoui si era fermato al 15,6% mentre Kais Saied aveva prevalso con il 18,4%. Il nuovo presidente eletto, Kais Saied, 61 anni, che ha incassato il sostegno degli islamisti moderati di Ennahda e della Corrente democratica (Ettayar) alla vigilia del secondo turno, ha lanciato messaggi contro la corruzione e per l'integrità nella vita pubblica. Saied ha promesso di promuovere riforme elettorali soprattutto in tema di voto amministrativo. È stato accusato di posizioni eccessivamente conservatrici dai suoi oppositori per le sue dichiarazioni in favore della reintroduzione della pena di morte, sospesa in Tunisia dal 1994, e contro la cancellazione del reato di omosessualità.

La commissione elettorale ha fatto sapere alla vigilia del voto che in caso di sconfitta, il suo avversario, Nabil Karoui, 56 anni, avrebbe avuto facoltà di presentare ricorso perché non ha potuto partecipare alla campagna elettorale, a causa della detenzione per accuse di evasione e riciclaggio. Karoui era stato rilasciato poco dopo l'annuncio dei risultati preliminari delle parlamentari e in piena campagna elettorale per il secondo turno delle presidenziali lo scorso 10 ottobre. Il rilascio è arrivato dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha fatto cadere il suo ordine di detenzione per le accuse di corruzione che lo avevano portato in prigione lo scorso agosto. Uomo d'affari e proprietario della tv privata Nessma, Karoui si è espresso a sostegno delle classi più disagiate in riferimento al suo impegno in varie opere caritatevoli. I sostenitori di Karoui hanno più volte denunciato interferenze della magistratura contro il candidato durante la campagna elettorale, culminate nel suo arresto.

La morte dell'ex presidente Ben Ali

La campagna elettorale per le parlamentari e le presidenziali è stata segnata anche dalla morte dell'ex presidente, Zine al-Abidine Ben Ali, al potere per 23 anni fino alle dimissioni dovute alle manifestazioni di piazza del 2011. Ben Ali, 83 anni, è stato condannato a 35 anni per concussione e abuso d'ufficio e all'ergastolo per l'uccisione di manifestanti nelle proteste di otto anni fa. Da tre mesi in ospedale, l'ex presidente tunisino è morto in Arabia Saudita dove viveva dopo aver lasciato il Paese, in seguito alle prime manifestazioni delle così dette Primavere arabe.

Le elezioni parlamentari

Come al primo turno delle presidenziali dello scorso settembre, anche in occasione delle parlamentari ha prevalso una scarsa partecipazione al voto e l'affermazione di partiti politici anti-sistema, sebbene i partiti tradizionali abbiano contenuto i danni.

I risultati delle elezioni parlamentari che si sono svolte domenica 6 ottobre hanno assegnato una vittoria risicata al partito islamista moderato tunisino Ennahda. Tuttavia, secondo i risultati preliminari, il partito di Rached Ghannouchi, che ha conquistato il suo seggio a Tunisi, non avrebbe la maggioranza necessaria per formare un governo. In questo caso si andrebbe verso un possibile governo di coalizione. Ennahda ha conquistato 52 seggi su 217, molto al di sotto della maggioranza di 109, necessaria per governare. Il partito conservatore Qalb Tounes (Cuore della Tunisia) del candidato alle presidenziali Nabil Karoui ha ottenuto invece 38 seggi.

Nei prossimi giorni si apriranno le consultazioni per la formazione di un possibile governo di coalizione tra Ennahda e Qalb Tounes, con il possibile sostegno di altri partiti politici del frammentato nuovo parlamento tunisino. Il partito social-democratico dell'attivista per i diritti umani, Mohamed Abbou, ha ottenuto 22 seggi, mentre il partito islamista radicale Karama dell'avvocato, Seif Eddine Makhlouf, ha ottenuto 21 seggi. Infine, il partito liberale di Abir Mouss ha conquistato 17 seggi e incassato l'elezione della sua leader, come parlamentare a Tunisi. L'annuncio dei risultati definitivi è atteso per il prossimo 7 novembre.

Le aspettative di cambiamento dei tunisini sembrano ancora lontane dal realizzarsi nella transizione democratica, avviata dopo le proteste del 2011 nel Paese. Disoccupazione e disuguaglianze hanno spinto molti giovani a boicottare il voto. L'incerto risultato delle elezioni parlamentari del 6 ottobre scorso potrebbe determinare la formazione di un governo di coalizione tra gli islamisti moderati di Ennahda e il partito conservatore Qalb Tounes, che potrebbe aprire una nuova fase di instabilità politica. Mentre l'affermazione di Kais Saied, secondo presidente della Repubblica eletto dopo Beji Caid Essebsi, ha confermato la chiara aspirazione di lotta contro corruzione e concussione da parte del popolo tunisino.

L'autore: Giuseppe Acconcia

Giornalista e ricercatore specializzato in Medioriente (Università Bocconi di Milano e Londra).