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Luce dell’India

Intervista a Shri Ajay Kumar Bhalla, che illustra i prossimi passi di Delhi per sostenere la crescita energetica futura.

di Giancarlo Strocchia
29 novembre 2018
5 min di lettura
diGiancarlo Strocchia
29 novembre 2018
5 min di lettura

Questo articolo è tratto da WE-World Energy n. 41 - The big reversal. Leggi il magazine

 

È forse la potenza mondiale che maggiormente avanza verso una diffusione capillare di nuovo sviluppo. L’India, un miliardo e 400 milioni di abitanti circa, ha posto come massima priorità quella di sostenere la crescita per affrancare le fasce più deboli della popolazione dall’emarginazione sociale e occupazionale. Secondo alcune recenti stime economiche, la crescita economica indiana nel 2017 si è attestata al 7,2%, con un balzo in avanti di quasi un punto percentuale rispetto alle più rosee previsioni, registrando uno dei tassi di crescita maggiori di tutto il globo, superiore anche al più che apprezzabile, ma insufficiente, 6,9% della Cina e al 2,5% degli USA. Percentuali cui comunque nessun paese europeo è in grado di tener testa. La crescita indiana, inoltre, riesce a trainare economie evidentemente povere come il Bangladesh, (+13%), il Nepal (+7,4%) ed il Pakistan (+5,3%), che anche per ragioni di vicinato, subiscono l’effetto positivo della crescita del sub-continente. Funzionale a questa progressione continua ad essere il livello di accesso all’energia che deve ancora raggiungere livelli da grande economia globale. Ce lo ha confermato, in questa intervista, anche Shri Ajay Kumar Bhalla, Segretario per l’energia del Ministero per l’Energia e le rinnovabili dell’India. 

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Ministro, qual è al momento il principale obiettivo dell'India in termini di progetti energetici?

Al momento la priorità è l'elettrificazione di tutte le abitazioni, che dobbiamo portare a termine entro la fine del 2018. Circa il 7 percento delle case del paese non è ancora elettrificato, che in termini numerici equivale più o meno a 15 milioni di unità abitative. Nell'ultimo anno abbiamo già fornito elettricità a 17 milioni di famiglie e ci occuperemo dei restanti 15 milioni nei prossimi tre o quattro mesi. Quello dell'accesso universale all'elettricità è uno dei nostri obiettivi più ambiziosi. Oltre ad allacciare alla rete molte di queste abitazioni, adotteremo anche soluzioni solari stand-alone per alcune zone collinari remote difficili da raggiungere.

L'economia dell'India sta crescendo, come pure la sua popolazione. Prevede che in futuro si assisterà a un incremento della domanda petrolifera, e se sì in quale misura?

Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal carbone e dai combustibili fossili di importazione. L'India dispone di abbondanti risorse di carbone, che rappresenta la principale fonte di energia elettrica. Stiamo però potenziando il settore delle energie rinnovabili. Entro il 2022 la capacità installata raggiungerà i 175 gigawatt, oggi siamo a circa 70. Un significativo incremento che ci permetterà di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili ed in particolare dalle importazioni di greggio. Un altro settore su cui punteremo a breve è quello della mobilità elettrica. Sono previsti interventi su larga scala entro il 2030. Anche questo ridurrà la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Ecco quali sono le misure che intendiamo adottare.

Quali sono i principali progetti in corso in India in termini di infrastrutture energetiche?

Per quanto riguarda il settore elettrico, abbiamo una capacità di 344 gigawatt e passeremo a circa 500 gigawatt entro il 2022 grazie alla crescita delle energie rinnovabili. Per quanto riguarda la capacità di generazione, dunque, non vedo grossi problemi. Nel corso degli ultimi quattro anni, inoltre, abbiamo potenziato enormemente il nostro sistema di distribuzione elettrica e oggi la situazione è ottima in tutto il paese. Il nostro obiettivo è "una nazione, una rete". Nemmeno su questo fronte, pertanto, vedo problemi.

Vi è un terzo livello che riguarda la distribuzione dell'elettricità negli stati più remoti. Stiamo facendo enormi investimenti per consolidare, costruire e modernizzare le infrastrutture nelle aree interessate. Occorre introdurre contatori e reti intelligenti, un obiettivo su cui lavoreremo nei prossimi tre o quattro anni.

L'India sta concentrando molta della sua strategia di diversificazione energetica anche sulle importazioni di GNL, per esempio dagli Stati Uniti. Come si sta sviluppando questa prospettiva?

Avevamo in cantiere qualche progetto per lo sfruttamento dei combustibili gassosi presenti nel nostro paese ma alcuni di essi hanno subito una flessione. Al momento, effettivamente, per coprire parte del nostro fabbisogno, stiamo importando gas da diversi paesi, tra cui gli USA.

Al momento si parla molto di economia circolare, quale potrebbe essere il contributo dell'India in tal senso per quanto riguarda il settore energetico?

Condividiamo in pieno un tale approccio. Gli impegni assunti in occasione della XXI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC (COP21) prevedono la riduzione delle emissioni e per farlo stiamo portando avanti diverse iniziative. Una delle più importanti riguarda l'efficienza energetica. Oltre ad aver introdotto le lampadine LED su larga scala e ampliato l'Energy Conservation Building Code (codice per la conservazione energetica nell'edilizia), attualmente ci stiamo concentrando sulla termovalorizzazione e sulla generazione di energia da biomasse, e certamente accoglieremmo con estremo favore qualunque soluzione consentisse di eliminare del tutto i rifiuti.