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Una scorciatoia per l’energia pulita

Il nuovo piano dell’UE per raggiungere in anticipo gli obiettivi prefissati per contrastare il cambiamento climatico.

di Amanda Saint
14 ottobre 2020
8 min di lettura
diAmanda Saint
14 ottobre 2020
8 min di lettura

Il Climate Action Network dell’Unione Europea ha elaborato un piano accelerato che permetterebbe di raggiungere con dieci anni di anticipo gli obiettivi 2050 per l’energia pulita stilati nell’Accordo di Parigi. L’attuazione di tale piano prospetta lo scenario di un’Europa interamente alimentata da energia pulita entro il 2040. Sviluppato unitamente alle organizzazioni della società civile e in collaborazione con gestori delle reti energetiche, rappresentanti dell’industria, economisti e ricercatori, il rapporto, intitolato Building a Paris Agreement Compatible (PAC) energy scenario (Costruire uno scenario energetico compatibile con l’Accordo di Parigi), rivela inoltre che l’Unione Europea potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 65% entro il 2030, portandosi così un passo avanti rispetto all’attuale obiettivo del 40%. 

Nonostante la sua recente uscita dall’Unione Europea, anche il Regno Unito è stato incluso nel rapporto. Gli autori affermano infatti che, se le raccomandazioni contenute nel rapporto saranno messe in atto, l’UE e la Gran Bretagna potrebbero sviluppare un panorama energetico in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi che prevede di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C. Le suddette raccomandazioni possono inoltre costituire una base di partenza per il raggiungimento degli obiettivi green al centro del piano europeo di ripresa economica a seguito degli impatti causati dalle misure restrittive relative all’emergenza COVID-19.

Come cambierà la domanda energetica

Le proiezioni sul fabbisogno energetico del continente europeo nei prossimi 20 anni costituiscono un elemento chiave del rapporto, così come il messaggio che la transizione verso una maggiore efficienza energetica di abitazioni, edifici pubblici, industrie, imprese e trasporti può avere un impatto determinante e rappresenta quindi il passo più importante da compiere. Col graduale sviluppo di economie di tipo circolare, il mondo assisterà a una riduzione sempre maggiore dell’uso di materie prime e un incremento delle pratiche di riciclaggio e ricondizionamento dei prodotti di consumo. Il risparmio energetico che potrebbe derivarne è significativo, e il rapporto indica che la domanda energetica potrebbe risultare persino dimezzata adottando questi provvedimenti: ristrutturare vecchi edifici dotandoli di un migliore isolamento, incrementare l’efficienza energetica dei trasporti pubblici, ammodernare macchinari e processi industriali obsoleti, garantire che i prodotti di consumo siano più duraturi e impieghino meno energia, sia nelle fasi di produzione che di utilizzo.

Il carbone fa spazio alle rinnovabili

Al fine di accorciare i tempi della transizione all’energia pulita, nel rapporto si stima che l’uso del carbone per la produzione energetica dovrà essere completamente abolito entro il 2030, mentre l’uso di gas fossili e petrolio dovrà essere eliminato rispettivamente entro il 2035 e il 2040. Nel rapporto si raccomanda inoltre di porre fine agli investimenti nell’energia nucleare e di provvedere alla sua graduale eliminazione, che dovrà avvenire entro il 2040. I motivi alla base di tale decisione sono da ricercarsi nei crescenti costi di manutenzione, della catena del combustibile e delle operazioni di dismissione. Per il raggiungimento degli obiettivi proposti, l’Europa dovrà triplicare le sue attuali fonti di energia rinnovabile nell’arco del prossimo decennio. Ciò significherebbe che, al fine di ridurre le emissioni di gas serra del 65%, oltre il 50% del consumo energetico finale dovrebbe provenire da fonti rinnovabili entro il 2030, raggiungendo poi il 100% entro il 2040.


Anche il nucleare dovrà cedere il passo alle rinnovabili

Riduzione delle emissioni, un obiettivo raggiungibile

I provvedimenti graduali indicati nel rapporto, volti a migliorare l’efficienza energetica e a favorire la transizione del mix energetico verso le energie rinnovabili, col conseguente abbandono dei combustibili fossili, porterebbero a una diminuzione delle emissioni di CO2 legate all’energia dalle 4.124 Mt del 1990 a 997 Mt nel 2030, per poi raggiungere lo zero nel 2040. Otterremmo quindi una riduzione del 76% delle emissioni di carbonio. Se le emissioni di altri gas serra, siano esse derivanti dal settore energetico o meno, dovessero ridursi allo stesso ritmo, l’UE vedrebbe allora diminuire le proprie emissioni totali di CO2 equivalente da 5.650 Mt del 1990 a circa 1.367 Mt nel 2030. Il rapporto ha inoltre rivelato che, per ottenere una riduzione del 65% delle emissioni totali di gas serra entro il 2030, la somma delle emissioni diverse dalla CO2 e di quelle non correlate alla produzione e al consumo di energia dovrebbe essere ridotta del 36%. Alla luce delle attuali tendenze nella riduzione delle emissioni, gli autori ritengono che questo sia un obiettivo facilmente raggiungibile.

I trasporti del futuro, sempre più sostenibili

Implementare la trasformazione del settore dei trasporti sarà una delle maggiori sfide per il raggiungimento degli obiettivi delineati nel rapporto. I veicoli stradali alimentati a carburante fossile dovrebbero essere eliminati del tutto entro il 2040, quindi auto, autobus, furgoni, moto e veicoli per il trasporto merci dovrebbero essere interamente elettrificati nell’arco dei prossimi 20 anni. Tutti i veicoli dotati di motore a combustione interna venduti dopo il 2020 dovranno avere una durata di vita limitata, al fine di ottenere una flotta di automezzi non alimentati da combustibili fossili entro il 2040. 

Affinché il settore dei trasporti possa raggiungere i suoi obiettivi, dovranno essere soddisfatte le seguenti disposizioni proposte nel rapporto: le auto private saranno del tutto elettrificate entro il 2040, mentre il trasporto merci su strada sarà a sua volta interessato in via prioritaria dalla transizione elettrica (per mezzo di batterie, autostrade dotate di linee aeree di contatto o di sistemi con rotaie elettrificate), seguita dall’idrogeno rinnovabile per i mezzi pesanti. Per quanto riguarda il trasporto marittimo, si prevedono mezzi alimentati a elettricità per le brevi distanze, da un mix di elettricità e idrogeno rinnovabile per le medie distanze (all’interno dell’Unione Europea) e da un mix di idrogeno rinnovabile e ammoniaca per le lunghe distanze. Le reti ferroviarie saranno completamente elettrificate e l’aviazione includerà mezzi per lo più alimentati da carburanti sintetici liquidi e solo in misura minore da biocarburanti di seconda generazione, almeno fino alla più ampia diffusione dei velivoli elettrici prevista dopo il 2040. 

I punti chiave da realizzare per una svolta globale

Tra le raccomandazioni contenute nel rapporto sono presenti alcuni punti chiave che potrebbero essere facilmente adottati in altri paesi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi a livello globale. Tali punti si riferiscono in particolare alla mobilitazione del potenziale di risparmio energetico tramite un’accelerazione dei processi di ristrutturazione radicale degli edifici e l’ammodernamento dei processi di produzione industriale. Le misure in corso di attuazione includono una serie di provvedimenti: un incremento dell’utilizzo di energie rinnovabili a livello nazionale e la graduale ma rapida eliminazione dei combustibili fossili, l’elettrificazione dei processi industriali, del riscaldamento e dei trasporti, basata su energia elettrica da fonti rinnovabili e la progressiva transizione di edifici e strade verso il rispettivo utilizzo di pompe di calore e veicoli elettrici, che si affermeranno come tecnologie chiave degli anni 2030. 

Le tecnologie e le conoscenze necessarie al raggiungimento di tali obiettivi in tutti i paesi sono già oggi presenti; l’unico tassello mancante per conseguire l’adozione globale delle suddette misure è quindi l’impegno dei governi, delle industrie e della finanza globale.