471719863

Un museo in casa

Durante il lockdown, la realtà virtuale ha reso possibile l’accesso a cultura e arte senza uscire dalla propria dimora.

di Maria Pia Rossignaud
08 giugno 2020
6 min di lettura
diMaria Pia Rossignaud
08 giugno 2020
6 min di lettura

Agli inizi del secolo scorso, Walter Benjamin, filosofo, critico e sociologo tedesco, con il testo “L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica” proponeva una visione particolarmente chiara e inedita del concetto di riproducibilità, influenzandone lo studio che si fa di essa. Se ne deduce forse che un accesso all’arte allargato, sminuisca l’aura di un artefact. Il processo da cui deriva questa svalutazione, è la riproduzione meccanica del capolavoro artistico. Trasferendo questo concetto sull’esperienza del recente lockdown, abbiamo imparato che le distanze tra cultura e fruitore possono essere superate: istituti e gallerie da sempre simboli della cultura per eccellenza come il Louvre, i musei Vaticani, Pompei (solo per citarne alcuni), hanno permesso all’arte di uscire dalla loro dimora abituale ed entrare nelle nostre case. Con la modalità “a distanza”, tra i contenuti e gli utenti nasce una relazione particolare, la diffusione della cultura si uniforma, ciascuno partecipa al coinvolgimento dell’altro.

Coursera

Alcuni tra gli spazi espositivi più importanti nel mondo dell’Arte hanno fatto di questo nuovo tipo di “connessione”, dei casi virtuosi, come quello del MoMA e della piattaforma Coursera, con la quale ha stretto una partnership. Attraverso questa collaborazione, il Museum of Modern Art, grande istituzione no-profit USA, con ricavi annui attorno ai 145 milioni di dollari, ha potuto fornire corsi di arte contemporanea, design e fotografia. Coursera, è un’azienda di circa 450 dipendenti, fondata da Andrew Ng e Daphne Koller, entrambi docenti di informatica a Stanford, il primo esperto in intelligenza artificiale, con esperienze lavorative presso Google e Baidu e l’altra, con competenze su inferenza, apprendimento, processo decisionale, visione artificiale e biologia computazionale.

La piattaforma offre corsi in tipologia MOOC (Massive Open Online Courses, corsi pensati per l’insegnamento a distanza per un numero elevato di utenti) su uno spettro molto ampio di discipline come quelle umanistiche, scienze sociali, business, medicina e biologia, matematica, fisica ed informatica. In Italia, nel 2013, Coursera ha siglato una collaborazione con La Sapienza, università di Roma, e con la Luigi Bocconi, università commerciale di Milano. I corsi sono disponibili nelle lingue arabo, cinese, francese, giapponese, inglese, italiano, russo, portoghese, spagnolo, tedesco, turco e ucraino. Ad oggi sono disponibili 9 corsi in partnership con il MoMA, di cui uno in cinese. I corsi sono svariati, tra i vari titoli ci sono quelli di “Fashion as Design”, (175,000 iscritti); “In the studio: Postwar Abstract Painting” (quasi 75,000), “What is Contemporary Art?” (113,000), “Art & Ideas: Teaching with Themes” (30,000), Seeing Through Photographs” (335,000), tra i più popolari. L’esperienza del MoMA dimostra con estrema chiarezza come questo sia il momento di spingere la creatività nell’offerta culturale unita al supporto di partnerships.

Il tesoro virtuale di Roma

Un’altra iniziativa degna di nota è quella offerta dai Musei Vaticani, nelle note mura leonine, chiusi al pubblico dallo scorso 9 marzo. Accedendo al loro sito, i Musei propongono un tour virtuale all’interno di Cappella Sistina, Basilica di San Pietro, Piazza san Pietro ed altre sale come quella dei Papiri, il Museo Profano, Pio Clementino, Chiaramonti, Braccio Nuovo, le Stanze di Raffaello, la Cappella Niccolina, la Sala dei Chiaroscuri etc. Come si apprende dal canale Vatican News, le immagini visibili sono in alta definizione e consentono di concentrarsi su ogni particolare delle opere d’arte presentate. Periodicamente inoltre, sulla loro pagina Instagram, vengono forniti dettagli delle opere d’arte conservate. Encomiabile lo sforzo della direzione dei musei nel sostenere —in via gratuita— delle visite di così grande impatto non solo estetico ma anche scientifico. L’esperienza, altamente customizzata, vissuta dall’utente getta la luce su una possibile direzione che in futuro potrebbe riguardare l’approccio ai musei. Visite virtuali ad hoc che si accostano a quelle in presenza: dalle prime un grande contributo nella fruizione particolare dell’arte, dalle seconde il meraviglioso impatto di una visita reale.

L’universo in quattro mura

Per gli appassionati dello spazio, è possibile invece andare in orbita, attraverso NASA at home; l’agenzia spaziale americana (NASA) mette infatti a disposizione sul proprio sito simulazioni di lancio, unità spaziali, programmi di problem solving matematici ed ingegneristici, legato all’esplorazione dello spazio, disegnati con aggiornamenti giornalieri, con contenuti su 6 aree e-books. Sono anche disponibili tour virtuali e apps, come per esempio il “Next Stop: the Stratosphere”, una visita simulata nella stratosfera, podcasts “Nasa Explorer: Apollo”, nelle celebrazioni dell’anniversario del primo uomo sulla luna e vari video. Rimanendo in ambito statunitense, nel mondo accademico, l’Università di Harvard, membro della prestigiosa Ivy League, ha istituito una serie di corsi online di diversa difficoltà in diverse competenze. Un corso interessante e piuttosto appetitoso è quello di “Science & Cooking: From Haute Cousine to Soft Matter Science” che unisce due grandi passioni comuni a molte persone: la cucina e la chimica strettamente correlati tra loro. Gli alimenti sono prodotti e reagenti per la realizzazione di grandi piatti. Il corso è disegnato per scoprire queste connessioni, afferisce al programma di laurea in chimica, dura sedici settimane, per un impegno settimanale di 2/3 ore in inglese, al cui termine si consegue un certificato di frequenza. Ad oggi il corso, distribuito attraverso la piattaforma di e-learning di Harvard MIT Edx, vanta quasi 120,000 iscritti. Nel nuovo contesto, la citazione di John Donne “no man is an Island” è quanto mai appropriata!

Il mondo si è unito nello sforzo di non fermarsi, continua a trasmettere cultura con ogni mezzo possibile. Effetto questo della trasformazione digitale che dagli atomi fa nascere i bit, modificando sostanzialmente la relazione tra spazio e tempo.

Bellezza e sapere a portata di click

GUARDA