cover-studiare-i-molluschi-per-comprendere-il-cambiamento-climatico.jpg

Studiare i molluschi per comprendere il cambiamento climatico

La Northeastern University e l’Università di Palermo studiano piccoli animali marini per comprendere gli effetti del cambiamento climatico.

da Gabriella Galloro
06 febbraio 2020
2 min di lettura
daGabriella Galloro
06 febbraio 2020
2 min di lettura

Lo studio guidato dal professore Gianluca Sarà

Dall’Università di Palermo, il professor Gianluca Sarà, collabora con la Northeastern University di Boston e studia quella zona di spiaggia che è l’interfaccia tra mare e atmosfera, unendo ingegneria avanzata, modelli matematici e osservazione sul campo… Osservando il comportamento di animali come paguri, patelle e cozze, si possono studiare gli effetti del cambiamento climatico. Dall’articolo di Amanda Saint in cui racconta il lavoro di frontiera di Brian Helmuth della Northeastern University, nasce lo spunto ad approfondire l’argomento e a scoprire che la Northeastern University collabora con l’Università di Palermo. In particolare Gianluca Sarà, professore ordinario di ecologia, è a capo di un manipolo di esploratori provenienti da diverse parti del mondo.

single-image-studio-fauna-marina-cambiamento-climatico-molluschi.jpg

Dai molluschi gli effetti del cambiamento climatico

I molluschi, piccoli sensori

Per il loro habitat e per le loro conchiglie, i molluschi sono i migliori candidati per lo studio dei cambiamenti climatici. Le patelle, i paguri e le cozze vivono in una zona specifica, che si chiama mesolitorale. È una zona della spiaggia che subisce l’alternarsi di bassa e alta marea, una specie di interfaccia tra mare e atmosfera… e questo fa sì che questi molluschi vivano per 12 ore al giorno fuori dall’acqua e per 12 immersi, in un ciclo continuo fatto da fasi alterne di 6 ore ciascuna. Questo li rende delle specie particolarmente utile per la ricerca sul clima. Per effettuare i loro studi, il professor Sarà insieme al suo team utilizza tecniche di ingegneria termale, tra cui una combinazione di lavoro sul campo, telerilevamento e modellistica matematica, per esplorare i modi in cui l’ambiente determina la temperatura corporea degli animali marini costieri. In altre parole, i molluschi (in particolar modo le cozze) possono ospitare all’interno dei loro gusci dei piccoli sensori che rilevano costantemente la temperatura corporea, che rispecchia quella esterna. Attraverso questo tipo di monitoraggio si studiano gli effetti della variabilità ambientale, dal cambiamento climatico al disturbo antropico locale. Questo gruppo di ricercatori lavora a stretto contatto con i due dottorandi della Hong Kong University, i tre dottorandi della Northeastern University e gli studenti della triennale e magistrale di Palermo.

studio-fauna-marina-cambiamento-climatico-mediterraneo.jpg

Zona mesolitorale nel Mediterraneo

L’autore: Gabriella Galloro

Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.