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Nuove tecnologie per la mobilità sostenibile

Eni ha un ruolo da protagonista nel percorso di decarbonizzazione dei trasporti grazie ad un approccio olistico per la mobilità sostenibile

di Eni Staff
11 min di lettura
diEni Staff
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Mobilità sostenibile

Circa il 24% delle emissioni globali di CO2 deriva dal settore dei trasporti, in Europa e negli Stati Uniti i trasporti incidono in modo più netto arrivando a quasi il 30% delle emissioni. Promuovere una mobilità sostenibile significa contribuire a ridurre i gas serra, causa del cambiamento climatico, e affrontare una delle più grandi sfide universali: proteggere l’ambiente. Nel 2015 l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato l’Agenda 2030, un programma di azione che ingloba i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) che indirizzano le azioni che tutti, governi, aziende, società, devono intraprendere per garantire una crescita sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. La mission di Eni, che riprende quella precedente adottata nel 2016, sposa gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile per rispondere alle sfide universali sostenendo concretamente “una transizione energetica socialmente equa, con l’obiettivo di preservare il nostro pianeta e promuovere l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti”.

All’interno del percorso di neutralità carbonica nel lungo termine, Eni svolge un ruolo da protagonista attivo nel promuovere un approccio olistico alla mobilità sostenibile, technology neutral, che punta ad un mix sinergico di soluzioni innovative, che garantiscono la minimizzazione dell’impatto ambientale e incrementano l’efficienza per il consumatore.

L’economia circolare rappresenta un incredibile volano per lo sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità sostenibile, in quanto permette di valorizzare scarti e rifiuti in nuovi prodotti per la mobilità a ridotto impatto ambientale.

Come Eni vogliamo cogliere le opportunità di una trasformazione guidata dall’innovazione tecnologica e orientata verso un nuovo paradigma di sviluppo, che ci consenta di creare valore per gli stakeholder e gli shareholder attraverso un approccio sistemico capace di integrare organicamente la sostenibilità, per renderla business.

di Claudio Descalzi

Biocarburanti

I biocarburanti a differenza dei carburanti tradizionali non derivano da combustibili fossili, bensì da biomasse di origine vegetale. Eni dal 2014 ha affiancato al business tradizionale la produzione di biocomponente per il gasolio attraverso la trasformazione di oli vegetali in HVO (olio vegetale idrogenato), che addizionato al gasolio dà vita a Eni Diesel +, il carburante premium di Eni. Inoltre la ricerca Eni è attiva in progetti di economia circolare finalizzati alla valorizzazione delle biomasse, degli scarti e dei rifiuti, da utilizzare come nuovi feedstock per la produzione di biocarburanti HVO in sostituzione degli oli di origine vegetale. Gli oli alimentari esausti (UCO, Used Cooking Oils) sono un chiaro esempio di come l’economia circolare possa contribuire a sviluppare soluzioni per la mobilità sostenibile a partire da scarti e rifiuti. Infatti gli UCO, correttamente raccolti, possono costituire una carica alternativa agli oli vegetali processati nelle bioraffinerie per la produzione del biocarburante HVO da addizionare al gasolio per la produzione Eni Diesel +. Circa il 50% degli UCO raccolti in Italia nel 2019 è stato trattato nella bioraffineria Eni di Venezia ed a breve anche in quella di Gela, grazie anche alle partnership siglate da Eni con i consorzi CONOE, RenOils, Utilitalia ed agli accordi siglati con diverse aziende multiutility incaricate della raccolta e trattamento dei rifiuti. In ottica di sostenibilità ambientale Eni promuove non solo il riutilizzo degli scarti, ma anche l’uso di terreni marginali. Nel 2019 è stata conclusa in Tunisia la sperimentazione, avviata nel 2018, per la coltivazione di ricino su terreni predesertici, non utilizzabili per colture alimentari. Tale coltivazione permette di ottenere una biomassa idonea per le bioraffinerie Eni e quindi per la produzione di biocomponenti per il gasolio. Visto l’esito positivo della sperimentazione è stato avviato un percorso di valutazione per l’avvio di una coltivazione su larga scala, che permetterà di alimentare la bioraffineria di Gela con una supply chain corta più sostenibile. A tal fine a dicembre 2019 è stato siglato un accordo di collaborazione con la società tunisina SNDP.

Il gas per la mobilità, un vettore di transizione: CNG – LNG - bio-metano

Il metano, tra i carburanti alternativi a più basso impatto ambientale, è quello tecnologicamente più maturo ed è già disponibile grazie ad una rete distributiva di circa 1.300 punti vendita ed un mercato consolidato in Italia. Eni in ottica circolare promuove il recupero delle biomasse e scarti della filiera agricola e zootecnica e punta alla realizzazione di impianti per la produzione di biometano. Eni intende promuovere l’intera catena del biometano e per questo ha stretto accordi di collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas, Coldiretti e Confagricoltura e dialoga con le aziende produttrici di biogas per promuovere la produzione di biometano derivante da digestione anaerobica di biomasse, rifiuti zootecnici e FORSU. Attraverso il potenziamento della propria rete di distribuzione Eni avrà un importante ruolo nell’agevolare la diffusione della mobilità a gas sia compresso CNG (Compressed Natural Gas) per le autovetture sia liquido LNG (Liquefied Natural Gas) per il trasporto pesante. A fine 2019 la rete Eni conta circa 200 punti vendita (di cui circa 100 di proprietà Eni), che erogano metano gassoso e 5 punti vendita (di cui 2 di proprietà) che erogano metano liquido. Nel quadriennio 2020-2023 è prevista la realizzazione di 50 nuovi punti vendita che erogano metano (di cui circa 40 in partnership con Snam Rete Gas) e 10 nuovi punti vendita LNG (per lo sviluppo nel segmento dei trasporti pesanti) oltre ai 2 già presenti.

Il vehicle sharing Enjoy

Enjoy è il servizio di vehicle sharing Eni che ha l’obiettivo di ridurre il parco veicoli privato, decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in città. Enjoy è nato a Milano nel dicembre 2013 ed è oggi attivo a Milano, Roma, Firenze, Torino e Bologna con circa 2.500 Fiat 500 (Euro 6) e circa 100 Fiat Doblò (di cui alcuni alimentati a Metano). È un servizio gestito interamente tramite app e si basa sul modello «free floating» con prelievo e rilascio del veicolo in qualsiasi punto all’interno dell’area coperta dal servizio. Inoltre per la pulizia delle auto vengono utilizzati prodotti biodegradabili e la pulizia avviene a secco (con un risparmio medio di 300 lt di acqua). A fine 2019 Enjoy conta circa 950.000 iscritti (con una media di 400 iscrizioni al giorno).

Eni per la mobilità elettrica

Eni ha un programma quadriennale di installazione di colonnine di ricarica elettrica in circa 350 stazioni di servizio. Il piano di sviluppo di punti di ricarica elettrica prevede sulle strade ad alto traffico veicolare l’installazione di stazioni di ricarica ultraveloci (350 kW) in grado di dare fino a 100 km di autonomia in 5 minuti grazie all’accordo con Ionity (una JV tra alcune delle principali case automobilistiche), mentre nei centri urbani il piano prevede l’installazione di colonnine elettriche di ricarica veloce (50 kW). Inoltre Eni gas e luce (con E-start) offre soluzioni per la mobilità elettrica personalizzabili in base alle esigenze del cliente: dalle wallbox per il segmento residenziale alle colonnine per i clienti business.

Eni e l’idrogeno per la mobilità

L’Idrogeno è un vettore energetico che offre nel breve-medio termine molte possibilità di riduzione delle emissioni nel settore trasporti. I veicoli a celle a combustibile che combinano idrogeno e ossigeno per produrre elettricità garantiscono tempi di ricarica e autonomie simili ai veicoli tradizionali a combustione interna. Nell’ambito delle attività per la mobilità sostenibile a idrogeno, nel 2019 Eni ha siglato due accordi di partnership con Toyota, che metterà a disposizione vetture fuel cell per sperimentare la mobilità ad idrogeno. Gli accordi prevedono inoltre la realizzazione da parte di Eni di due nuove stazioni di servizio, che erogheranno idrogeno a 700 bar, una nell’area di San Donato Milanese e l’altra nell’area della Città metropolitana di Venezia. Eni ha inoltre siglato un accordo con la Città metropolitana di Venezia per lo sviluppo di una piattaforma integrata e sperimentale ad idrogeno. Sono in corso numerosi progetti di ricerca fra cui lo studio di fattibilità, presso la raffineria di Venezia, di un impianto di gassificazione ad alta temperatura del Plasmix (mix di plastiche attualmente non riciclabili) e CSS (Combustibile Solido Secondario) per la produzione di idrogeno.

Nuove soluzioni per la mobilità sostenibile

Oltre ai citati progetti di ricerca sui biocarburanti e sull’idrogeno Eni sta investendo sui nuovi carburanti prodotti da rifiuti: in questo ambito è allo studio un progetto che prevede, presso la Raffineria di Livorno, la produzione di metanolo tramite gassificazione ad alta temperatura con ossigeno di rifiuti solidi urbani, costituiti da rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix, mix di plastiche attualmente non riciclabili e CSS, Combustibile Solido Secondario). Il processo si basa sulla produzione di un gas di sintesi da materiale a base carbonio. Il gas di sintesi così prodotto viene prima purificato e successivamente può essere utilizzato per la sintesi del metanolo o per la produzione di idrogeno puro. Il metanolo prodotto utilizzando come materia prima i rifiuti potrebbe essere considerato un Recycled Carbon Fuel, come previsto dalla direttiva europea sulle rinnovabili RED II, ed è quindi assimilabile ad un biocarburante. Può essere utilizzato nelle benzine tramite trasformazione in MTBE, oppure in miscela nella benzina sperimentale ad alto contenuto di alcoli insieme al bioetanolo (benzine A20). Con il gruppo FCA è stato sviluppato un nuovo carburante, l’A20, basato su una miscela contenente il 15% di metanolo e 5% di bioetanolo, che è stato sottoposto a una sperimentazione di 13 mesi nei quali cinque Fiat 500 della flotta Enjoy hanno percorso senza riscontrare alcun problema circa 50.000 km, per un totale di circa 9.000 differenti noleggi. È stata inoltre sviluppata una tecnologia Waste to Fuel in grado di convertire la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in biolio.

Le iniziative di mobilità sostenibile per i dipendenti

Eni ha sviluppato un piano per la mobilità sostenibile dei dipendenti, che comprende una serie di azioni volte alla riduzione delle emissioni nello spostamento casa-lavoro, come: • la promozione del car pooling aziendale; • la possibilità per i dipendenti di sottoscrivere abbonamenti al trasporto pubblico locale (TPL) a condizioni vantaggiose; • l’istituzione di un servizio di navette aziendali che con circa 350 corse al giorno collega le sedi Eni di Roma, Milano, Novara, Ravenna, Vibo Valentia ai più vicini Hub di TPL. Eni promuove inoltre iniziative in grado di contribuire indirettamente alla mobilità sostenibile, come la promozione di nuove forme di lavoro, come lo Smart Working o il telelavoro e l’utilizzo di sistemi di videoconferenza per la riduzione degli spostamenti.