Nuove tecnologie per la mobilità

Nuove tecnologie per la mobilità sostenibile

Eni ha un ruolo da protagonista nel percorso di decarbonizzazione dei trasporti grazie a tecnologie proprietarie e accordi strategici con cui contribuirà a rendere la mobilità sempre più sostenibile e circolare.

di Eni Staff
12 maggio 2021
12 min di lettura
di Eni Staff
12 maggio 2021
12 min di lettura

Soluzioni innovative verso l’obiettivo zero emissioni

Circa il 24% delle emissioni globali di CO2 deriva dal settore dei trasporti. In Europa e negli Stati Uniti i trasporti incidono in modo più netto arrivando a quasi il 30% delle emissioni. Promuovere una mobilità sostenibile significa contribuire a ridurre i gas serra, principale causa del cambiamento climatico, e affrontare una delle più grandi sfide universali: proteggere l’ambiente. Nel 2015 l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato l’Agenda 2030, un programma di azione che ingloba i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) che indirizzano le azioni che tutti, governi, aziende, società, devono intraprendere per garantire una crescita sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. La mission di Eni, che riprende quella precedente adottata nel 2016, sposa gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile per rispondere alle sfide universali sostenendo concretamente “una transizione energetica socialmente equa, con l’obiettivo di preservare il nostro pianeta e promuovere l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti”.

All’interno del percorso di neutralità carbonica nel lungo termine, Eni svolge un ruolo da protagonista attivo nel promuovere un approccio olistico alla mobilità sostenibile, technology neutral, che punta ad un mix sinergico di soluzioni innovative, che garantiscono la minimizzazione dell’impatto ambientale e incrementano l’efficienza per il consumatore.

Inoltre, all’interno del Piano strategico 2021-2024, la combinazione dei business di bio-raffinazione e marketing, darà una forte spinta al settore della mobilità sostenibile.

Come Eni vogliamo cogliere le opportunità di una trasformazione guidata dall’innovazione tecnologica e orientata verso un nuovo paradigma di sviluppo, che ci consenta di creare valore per gli stakeholder e gli shareholder attraverso un approccio sistemico capace di integrare organicamente la sostenibilità, per renderla business.

Claudio Descalzi

I nostri biocarburanti

I biocarburanti a differenza dei carburanti tradizionali non derivano da combustibili fossili, bensì da biomasse di origine vegetale. Eni dal 2014 ha affiancato al business tradizionale la produzione di biocomponente per il gasolio attraverso la trasformazione di oli vegetali in HVO (olio vegetale idrotrattato), che addizionato al gasolio dà vita a Eni Diesel +, il carburante premium di Eni. Attualmente utilizziamo prevalentemente olio di palma per la produzione di HVO, ma abbiamo l’obiettivo di rendere le bioraffinerie palm oil free entro il 2023. Grazie alla flessibilità della tecnologia Ecofining™ che consente di trattare varie tipologie di biomassa, stiamo incrementando l’utilizzo di cariche alternative (per esempio oli alimentari usati e di frittura, grassi animali e scarti della lavorazione di oli vegetali) sperimentando cariche di tipo advanced (per esempio oli da alghe e rifiuti, materiale lignocellulosico, biooli).  Gli oli alimentari esausti (UCO, Used Cooking Oils) sono un chiaro esempio di come l’economia circolare possa contribuire a sviluppare soluzioni per la mobilità sostenibile a partire da scarti e rifiuti. Infatti gli UCO, correttamente raccolti, possono costituire una carica alternativa agli oli vegetali processati nelle bioraffinerie per la produzione del biocarburante HVO da addizionare al gasolio per la produzione Eni Diesel +.

Circa il 50% degli UCO raccolti in Italia nel 2019 è stato trattato nella bioraffineria Eni di Venezia ed a breve anche in quella di Gela, grazie anche alle partnership siglate da Eni con i consorzi CONOE, RenOils, Utilitalia ed agli accordi siglati con diverse aziende multiutility incaricate della raccolta e trattamento dei rifiuti. In ottica di sostenibilità ambientale Eni promuove non solo il riutilizzo degli scarti, ma anche l’uso di terreni marginali. Nel 2019 è stata conclusa in Tunisia la sperimentazione, avviata nel 2018, per la coltivazione di ricino su terreni predesertici, non utilizzabili per colture alimentari. Tale coltivazione permette di ottenere una biomassa idonea per le bioraffinerie Eni e quindi per la produzione di biocomponenti per il gasolio. Visto l’esito positivo della sperimentazione è stato avviato un percorso di valutazione per l’avvio di una coltivazione su larga scala, che permetterà di alimentare la bioraffineria di Gela con una supply chain corta più sostenibile. A tal fine a dicembre 2019 è stato siglato un accordo di collaborazione con la società tunisina SNDP.

Accordi per la mobilità sostenibile

Car sharing proprietario, accordi con importanti realtà del settore dei trasporti, la realizzazione di un biometano prodotto da scarti alimentari; sono solo alcuni degli accordi siglati da Eni in fatto di mobilità sostenibile. Una nuova strada verso il futuro dei trasporti.

Eni e FNM insieme per un progetto della Hydrogen Valley italiana

Eni ha recentemente sottoscritto una lettera d’intenti insieme a FNM, il principale gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia, con l’obiettivo di promuovere la decarbonizzazione del trasporto lombardo attraverso l’impiego di nuove fonti di energia.

La lettera sottoscritta prevede la definizione di potenziali collaborazioni e iniziative riguardanti l’introduzione di carburanti e altri vettori energetici in grado di ridurre le emissioni di CO2 per i motori termici dei mezzi di trasporto. Ma anche l’introduzione di modelli di cattura, stoccaggio o utilizzo della CO2 generata nei processi di produzione dell’idrogeno da destinare ai mezzi di trasporto e di punti di distribuzione dell’idrogeno per la mobilità privata su strada.

Una collaborazione che rientra nel progetto H2iseO di FNM e Trenord (società partecipata da FNM), grazie a cui il Sebino e la Valcamonica potranno trasformarsi nella prima "Hydrogen Valley" italiana.
 

FNM ed Eni collaborano per accelerare la transizione energetica nel settore dei trasporti

Eni con Inalca e Havi Logistics

Eni ha siglato nel gennaio 2020 un accordo nazionale con Inalca e Havi Logistics per la produzione e l’utilizzo di biometano per autotrazione prodotto da scarti agroalimentari nel settore delle carni. Un’iniziativa tesa a promuovere una nuova filiera energetica, che accompagni la mobilità verso un sistema di trasporto a basso impatto, basato interamente su fonti rinnovabili. Un altro tassello della strategia integrata Eni per quanto concerne la mobilità sostenibile, che punta allo sviluppo di tutte le leve possibili in fatto di decarbonizzazione.

Accordo Eni, Inalca e Havi Logistics per la mobilità sostenibile con energia da fonti rinnovabili

La mobilità elettrica targata Eni

Eni ha un programma quadriennale di installazione di colonnine di ricarica elettrica in circa 350 stazioni di servizio. Il piano di sviluppo di punti di ricarica elettrica prevede sulle strade ad alto traffico veicolare l’installazione di stazioni di ricarica ultraveloci (350 kW) in grado di dare fino a 100 km di autonomia in 5 minuti grazie all’accordo con Ionity (una JV tra alcune delle principali case automobilistiche), mentre nei centri urbani il piano prevede l’installazione di colonnine elettriche di ricarica veloce (50 kW). Anche Eni gas e luce, operante nel settore della vendita nel mercato retail e business di gas, luce e soluzioni energetiche, ha scelto di offrire nuove soluzioni a supporto della mobilità elettrica, personalizzabili in base alle esigenze del cliente. Grazie a E-start,ad esempio, l'azienda punta a fornire le infrastrutture di ricarica sia a privati e condomini che a strutture pubbliche e aziende. Con le colonnine e i servizi di ricarica, Eni gas e luce offre soluzioni per la mobilità elettrica personalizzabili in base alle esigenze del cliente: dalle wallbox per il segmento residenziale alle colonnine per i clienti business. Inoltre, è stato da poco siglato un accordo tra Eni gas e luce e Be Charge, società del Gruppo Be Power S.p.A. dedicata alla diffusione delle infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica. Si tratta di un accordo che prevede l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici co-brandizzate e ad accesso pubblico su tutto il territorio nazionale. Le colonnine verranno alimentate con energia verde fornita da Eni gas e luce, certificata tramite garanzie d’origine di provenienza europea e prodotta da impianti alimentati al 100% da fonti rinnovabili. A partire da marzo 2021 tutti i possessori di auto elettriche in Italia possono usufruire di uno sconto del 50% sulla prima ricarica effettuata presso una delle postazioni utilizzando la app di ricarica Be Charge. L’accordo rientra nella strategia di decarbonizzazione e transizione energetica di Eni, che punta a diventare l’azienda leader nella vendita di prodotti a basso impatto di carbonio entro il 2050.

Il vehicle sharing di Enjoy

Enjoy è il servizio di vehicle sharing Eni che ha l’obiettivo di ridurre il parco veicoli privato, decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in città. Enjoy è nato a Milano nel dicembre 2013 ed è oggi attivo a Milano, Roma, Firenze, Torino e Bologna con circa 2.500 Fiat 500 (Euro 6) e circa cento Fiat Doblò (di cui alcuni alimentati a Metano). È un servizio gestito interamente tramite app e si basa sul modello «free floating» con prelievo e rilascio del veicolo in qualsiasi punto all’interno dell’area coperta dal servizio. Inoltre, per la pulizia delle auto vengono utilizzati prodotti biodegradabili e la pulizia avviene a secco (con un risparmio medio di 300 lt di acqua). A fine 2019 Enjoy conta circa 950.000 iscritti (con una media di 400 iscrizioni al giorno).

Eni e Toyota: un accordo sull’idrogeno per ridurre le emissioni

L’idrogeno è un vettore energetico che offre nel breve-medio termine molte possibilità di riduzione delle emissioni nel settore trasporti. I veicoli a celle a combustibile che combinano idrogeno e ossigeno per produrre elettricità garantiscono tempi di ricarica e autonomie simili ai veicoli tradizionali a combustione interna. Nell’ambito delle attività per la mobilità sostenibile a idrogeno, nel 2019 Eni ha siglato due accordi di partnership con Toyota, che metterà a disposizione vetture fuel cell per sperimentare la mobilità ad idrogeno. Gli accordi prevedono inoltre la realizzazione da parte di Eni di due nuove stazioni di servizio, che erogheranno idrogeno a 700 bar, una nell’area di San Donato Milanese e l’altra nell’area della Città metropolitana di Venezia. Eni ha inoltre siglato un accordo con la Città metropolitana di Venezia per lo sviluppo di una piattaforma integrata e sperimentale ad idrogeno. Sono in corso numerosi progetti di ricerca fra cui lo studio di fattibilità, presso la raffineria di Venezia, di un impianto di gassificazione ad alta temperatura del Plasmix (mix di plastiche attualmente non riciclabili) e CSS (Combustibile Solido Secondario) per la produzione di idrogeno.

Chiudere il cerchio della mobilità urbana

La circolarità è fondamentale per superare i vecchi modelli di sviluppo lineare, basati unicamente sulla produzione e sul consumo ad alta intensità di energia e di risorse naturali. In Eni guardiamo al domani come opportunità di cambiamento, un cambiamento sostenibile, fatto di innovazioni di prodotto e di processo. Materie prime sostenibili, riuso, riciclo e recupero ed estensione della vita utile, sono i tre pilastri da cui partiamo.

Promuoviamo quindi l’economia circolare anche nel mondo dei trasporti pubblici e dei servizi delle multiutility, grazie a una strategia che si sviluppa su due piani: da un lato la promozione dell’uso dei nostri biocarburanti nei mezzi pubblici, dall’altro lato la creazione di reti per la raccolta degli oli di cucina per la raffinazione del prodotto pronto per il serbatoio. In questi anni, sempre più città italiane hanno scelto il biocarburante con HVO (olio vegetale idrotrattato) per alimentare gli autobus del trasporto locale e i mezzi per la raccolta dei rifiuti, e sempre più aziende multiutility si impegnano a realizzare un sistema diffuso per la raccolta degli oli vegetali usati e di frittura. Sul lungo periodo, inoltre, lavoriamo ad accordi industriali per ricavare biometano, bio olio e idrogeno dalle diverse frazioni dei rifiuti solidi urbani.

Uno dei nostri risultati migliori in fatto di biocarburanti è rappresentato da quanto fatto a Gela con il sistema Waste to Fuel, dove produciamo biocarburante utilizzando la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), il cosiddetto “umido” costituito dagli scarti di cucina. È il primo esempio al mondo di questo genere ed è stato progettato, sviluppato e coperto da brevetti nel Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l'Ambiente di Novara. L’impianto pilota può trattare circa 700 kg di FORSU al giorno, ricavando dal 3% al 16% di bio-olio.

Il gas per la mobilità, un vettore di transizione: CNG – LNG - bio-metano

Il metano, tra i carburanti alternativi a più basso impatto ambientale, è quello tecnologicamente più maturo ed è già disponibile grazie ad una rete distributiva di circa 1.300 punti vendita ed un mercato consolidato in Italia. Eni in ottica circolare promuove il recupero delle biomasse e scarti della filiera agricola e zootecnica e punta alla realizzazione di impianti per la produzione di biometano. Eni intende promuovere l’intera catena del biometano e per questo ha stretto accordi di collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas, Coldiretti e Confagricoltura e dialoga con le aziende produttrici di biogas per promuovere la produzione di biometano derivante da digestione anaerobica di biomasse, rifiuti zootecnici e FORSU. Attraverso il potenziamento della propria rete di distribuzione Eni avrà un importante ruolo nell’agevolare la diffusione della mobilità a gas sia compresso CNG (Compressed Natural Gas) per le autovetture sia liquido LNG (Liquefied Natural Gas) per il trasporto pesante. A fine 2019 la rete Eni conta circa 200 punti vendita (di cui circa 100 di proprietà Eni), che erogano metano gassoso e 5 punti vendita (di cui 2 di proprietà) che erogano metano liquido. Nel quadriennio 2020-2023 è prevista la realizzazione di 50 nuovi punti vendita che erogano metano (di cui circa 40 in partnership con Snam Rete Gas) e 10 nuovi punti vendita LNG (per lo sviluppo nel segmento dei trasporti pesanti) oltre ai 2 già presenti.

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FUTURA #7 – Mobilità sostenibile

I rifiuti mettono in moto la circolarità

Oltre ai citati progetti di ricerca sui biocarburanti e sull’idrogeno Eni sta investendo sui nuovi carburanti prodotti da rifiuti: in questo ambito è allo studio un progetto che prevede, presso la Raffineria di Livorno, la produzione di metanolo tramite gassificazione ad alta temperatura con ossigeno di rifiuti solidi urbani, costituiti da rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix, mix di plastiche attualmente non riciclabili e CSS, Combustibile Solido Secondario). Il processo si basa sulla produzione di un gas di sintesi da materiale a base carbonio. Il gas di sintesi così prodotto viene prima purificato e successivamente può essere utilizzato per la sintesi del metanolo o per la produzione di idrogeno puro. Il metanolo prodotto utilizzando come materia prima i rifiuti potrebbe essere considerato un Recycled Carbon Fuel, come previsto dalla direttiva europea sulle rinnovabili RED II, ed è quindi assimilabile ad un biocarburante. Può essere utilizzato nelle benzine tramite trasformazione in MTBE, oppure in miscela nella benzina sperimentale ad alto contenuto di alcoli insieme al bioetanolo (benzine A20). Con il gruppo FCA è stato sviluppato un nuovo carburante, l’A20, basato su una miscela contenente il 15% di metanolo e 5% di bioetanolo, che è stato sottoposto a una sperimentazione di 13 mesi nei quali cinque Fiat 500 della flotta Enjoy hanno percorso senza riscontrare alcun problema circa 50.000 km, per un totale di circa 9.000 differenti noleggi. È stata inoltre sviluppata una tecnologia Waste to Fuel in grado di convertire la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in biolio.

Eni e FRI-EL: una nuova spinta nella produzione di biogas

Attraverso Ecofuel, la società controllata e deputata alla gestione degli investimenti nel campo dell’economia circolare, Eni ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione della FRI-EL Biogas Holding, leader nel settore della produzione di biogas in Italia. L’azienda dispone, infatti, di 21 impianti per la generazione di energia elettrica da biogas da biomasse agricole e rifiuti zootecnici e di un impianto per il trattamento della FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che Eni punta a convertire alla produzione di biometano. Sarà così possibile immettere in rete oltre 50 milioni di metri cubi anno che verranno distribuiti nelle stazioni di servizio Eni, sia come gas naturale compresso che come gas naturale liquefatto.

Il biogas è il frutto della degradazione, in assenza di ossigeno di varie sostanze organiche ad opera di batteri. L’energia racchiusa nei legami chimici viene poi rilasciata e immagazzinata principalmente in metano (CH4) il quale, assieme all’anidride carbonica (CO2) è il principale costituente del biogas. Il biometano separato dalla CO2 è un composto dall’elevato rendimento energetico e un carburante che consente di ridurre significativamente le emissioni GHG, soprattutto se prodotto da materie prime come scarti agricoli e frazione organica delle raccolta differenziata.

Con questa operazione, Eni rafforza ulteriormente la propria crescita nell’ambito dell’economica circolare, ponendo le basi per diventare il primo produttore di bio-metano in Italia e mettendo a disposizione dei clienti uno strumento per una mobilità più sostenibile. Un altro passo per velocizzare il percorso di completa decarbonizzazione al 2050 intrapreso dall’azienda.

Eni acquisisce FRI-EL Biogas Holding, leader nazionale nella produzione di biogas

Dipendenti Eni e le iniziative per la mobilità sostenibile

Eni ha sviluppato un piano per la mobilità sostenibile dei dipendenti, che comprende una serie di azioni volte alla riduzione delle emissioni nello spostamento casa-lavoro, come:

  • la promozione del car pooling aziendale;
  • la possibilità per i dipendenti di sottoscrivere abbonamenti al trasporto pubblico locale (TPL) a condizioni vantaggiose;
  • l’istituzione di un servizio di navette aziendali che con circa 350 corse al giorno collega le sedi Eni di Roma, Milano, Novara, Ravenna, Vibo Valentia ai più vicini Hub di TPL.

Eni promuove inoltre iniziative in grado di contribuire indirettamente alla mobilità sostenibile, come la promozione di nuove forme di lavoro, come lo Smart Working o il telelavoro e l’utilizzo di sistemi di videoconferenza per la riduzione degli spostamenti.

Soluzioni e sperimentazioni per la mobilità

L’economia circolare rappresenta un incredibile volano per lo sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità sostenibile, in quanto permette di valorizzare scarti e rifiuti in nuovi prodotti per la mobilità a ridotto impatto ambientale.

Sperimentazione a Venezia

A Venezia è stato realizzato un esempio di economia circolare: l'olio con cui i cittadini friggono gli alimenti e che poi conferiscono al servizio di raccolta differenziata è diventato biocarburante per i mezzi acquei del servizio di trasporto pubblico. Dal 1 aprile al 31 ottobre 2018, tutti i mezzi acquei della flotta AVM/Actv hanno utilizzato il nuovo combustibile la cui parte vegetale viene prodotta nella bioraffineria di Porto Marghera, capace trasformare materie prime di origine biologica, inclusi gli oli vegetali usati e grassi animali, in biocarburanti.

Sperimentazione a Torino

650 autobus della flotta cittadina di Gruppo Torinese Trasporti (GTT), riforniti normalmente con gasolio tradizionale, hanno utilizzato il nuovo biocarburante con HVO da luglio a ottobre 2017. La sperimentazione nella Città di Torino ha dimostrato i vantaggi economici e ambientali dell'utilizzo del biocarburante.

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Il valore del metanolo

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