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Per una mobilità rispettosa dell’ambiente

Spostarsi eco: il biocarburante Eni che fa muovere le città.

di Eni Staff
04 febbraio 2020
4 min di lettura
diEni Staff
04 febbraio 2020
4 min di lettura

Mobilità sostenibile

La posizione Eni relativamente alla mobilità sostenibile si basa sull’individuazione di un mix sinergico di soluzioni per massimizzare l’efficacia su 3 principali direttrici: migliorare l’ambiente, ridurre il traffico e costruire servizi innovativi. Questo mix prevede numerose azioni, alcune che Eni può e adotta autonomamente, altre che rappresentano uno stimolo per gli stakeholder o da realizzare in partnership.

Chiudere il cerchio della mobilità urbana

Promuoviamo l’economia circolare nel mondo dei trasporti pubblici e dei servizi delle multiutility, grazie a una strategia che si sviluppa su due piani: da un lato la promozione dell’uso dei nostri biocarburanti nei mezzi pubblici, dall’altro lato la creazione di reti per la raccolta degli oli di cucina per la raffinazione del prodotto pronto per il serbatoio. In questi anni, sempre più città italiane hanno scelto il biodiesel  per alimentare gli autobus del trasporto locale e i mezzi per la raccolta dei rifiuti, e sempre più aziende multiutility si impegnano a realizzare un sistema diffuso per la raccolta degli oli vegetali usati e di frittura. Sul lungo periodo, inoltre, lavoriamo ad accordi industriali per ricavare biometano, bio olio e idrogeno dalle diverse frazioni dei rifiuti solidi urbani.

Eni e le multiutility: insieme per circoli virtuosi in città

Dagli oli vegetali esausti raccolti dalle multiutility nasce il biocarburante per i mezzi aziendali della raccolta rifiuti. Dopo una prima sperimentazione a Torino, Venezia e Roma, che  ha dimostrato importanti benefici a livello di qualità dell’aria, economico e industriale, sono stati firmati  nuovi accordi con le società Hera in Emilia Romagna e Amiu a Taranto e col Governatorato dello Stato di Città del Vaticano. L'intesa prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, siano recuperati attraverso appositi contenitori stradali e conferiti in centri di raccolta per poi essere inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, e a Gela, che lo trasformeranno in biodiesel, prodotto che contiene circa il 20% di materia prima rinnovabile (oli usati e di frittura, grassi animali e altri oli vegetali di scarto). Il biocarburante alimenta i mezzi aziendali per la raccolta dei rifiuti urbani nelle aree di Modena e di Taranto. L’accordo con lo Stato del Vaticano prevede anche l’utilizzo del biodiesel Eni da parte dei mezzi di trasporto dello Stato della Città del Vaticano.

A Venezia i rifiuti diventeranno energia

I rifiuti provenienti dalla raccolta urbana diventeranno energia. Succede a Venezia, dove il 1 marzo 2019 è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa tra Eni Rewind e Veritas, multiutility che effettua la raccolta, valorizzazione e trattamento dei rifiuti nei 51 Comuni dell'area metropolitana di Venezia, per studiare le modalità di realizzazione, in un’area dismessa e bonificata del petrolchimico, di un impianto industriale che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio olio e biometano, attraverso la tecnologia proprietaria Eni Waste to Fuel.

Sperimentazione a Venezia

A Venezia è stato realizzato un esempio di economia circolare: l'olio con cui i cittadini friggono gli alimenti e che poi conferiscono al servizio di raccolta differenziata è diventato biocarburante per i mezzi acquei del servizio di trasporto pubblico. Dal 1 aprile al 31 ottobre 2018, tutti i mezzi acquei della flotta AVM/Actv hanno utilizzato il nuovo combustibile la cui parte vegetale viene prodotta nella bioraffineria di Porto Marghera, capace trasformare materie prime di origine biologica, inclusi gli oli vegetali usati e grassi animali, in biocarburanti.

Sperimentazione a Torino

650 autobus della flotta cittadina di Gruppo Torinese Trasporti (GTT), riforniti normalmente con gasolio tradizionale, hanno utilizzato il nuovo[1]  biodiesel da luglio a ottobre 2017. La sperimentazione nella Città di Torino ha dimostrato i vantaggi economici e ambientali dell'utilizzo del biocarburante.