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Per una mobilità rispettosa dell’ambiente

Spostarsi eco: il biocarburante Eni che fa muovere le città.

di Eni Staff
01 ottobre 2020
12 min di lettura
diEni Staff
01 ottobre 2020
12 min di lettura

Promuovere una mobilità sostenibile è fondamentale per contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, causa del cambiamento climatico, e affrontare una delle più grandi sfide universali: proteggere l’ambiente. Circa il 24% delle emissioni globali di CO2 deriva infatti dal settore dei trasporti. Un dato che in Europa e negli Stati Uniti cresce fino quasi al 30%. La posizione di Eni relativamente alla mobilità sostenibile si basa sull’individuazione di un mix sinergico di soluzioni per massimizzare l’efficacia su tre principali direttrici: migliorare l’ambiente, ridurre il traffico e costruire servizi innovativi. Questo mix prevede numerose azioni, alcune che Eni può e adotta autonomamente, altre che rappresentano uno stimolo per gli stakeholder o da realizzare in partnership.

Nel nostro Piano d’azione 2020–2023, la mobilità sostenibile rappresenta un aspetto importante per quanto riguarda le operazioni di diversificazione dell’offerta, con la produzione di carburanti alternativi. Vogliamo proseguire nel processo di diversificazione delle attività, e per farlo abbiamo previsto investimenti in raffinazione alternativa, che ci aiutino a raggiungere una capacità di lavorazione fino a 1 milione di tonnellate nel 2023 completamente palm oil free. Lavoreremo su altre cariche di partenza, come ad esempio l’olio di ricino. Nell’ambito dell’economia circolare, stiamo sviluppando iniziative per produrre idrogeno e metanolo dal riciclo dei materiali di scarto.

L’obiettivo al 2050, come dichiarato dall’AD di Eni, Claudio Descalzi, è quello di ridurre dell’80% le emissioni nette di gas serra sull’intero ciclo dei suoi prodotti energetici. Continuando nel processo di trasformazione che porterà presto Eni a essere capace di vendere prodotti totalmente decarbonizzati, che siano bluegreen, o bio. Questo farà si che il cliente non debba più preoccuparsi delle emissioni. È il nostro futuro, un futuro che è già iniziato.

Intervista a Claudio Descalzi: il futuro di Eni è già oggi

Chiudere il cerchio della mobilità urbana

La circolarità è fondamentale per superare i vecchi modelli di sviluppo lineare, basati unicamente sulla produzione e sul consumo ad alta intensità di energia e di risorse naturali. In Eni guardiamo al domani come opportunità di cambiamento, un cambiamento sostenibile, fatto di innovazioni di prodotto e di processo. Materie prime sostenibili, riuso, riciclo e recupero ed estensione della vita utile, sono i tre pilastri da cui partiamo.

Promuoviamo quindi l’economia circolare anche nel mondo dei trasporti pubblici e dei servizi delle multiutility, grazie a una strategia che si sviluppa su due piani: da un lato la promozione dell’uso dei nostri biocarburanti nei mezzi pubblici, dall’altro lato la creazione di reti per la raccolta degli oli di cucina per la raffinazione del prodotto pronto per il serbatoio. In questi anni, sempre più città italiane hanno scelto il biocarburante con HVO (olio vegetale idrogenato) per alimentare gli autobus del trasporto locale e i mezzi per la raccolta dei rifiuti, e sempre più aziende multiutility si impegnano a realizzare un sistema diffuso per la raccolta degli oli vegetali usati e di frittura. Sul lungo periodo, inoltre, lavoriamo ad accordi industriali per ricavare biometano, bio olio e idrogeno dalle diverse frazioni dei rifiuti solidi urbani.

Uno dei nostri risultati migliori in fatto di biocarburanti è rappresentato da quanto fatto a Gela con il sistema Waste to Fuel, dove produciamo biocarburante utilizzando la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), il cosiddetto “umido” costituito dagli scarti di cucina. È il primo esempio al mondo di questo genere ed è stato progettato, sviluppato e coperto da brevetti nel Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l'Ambiente di Novara. L’impianto pilota può trattare circa 700 kg di FORSU al giorno, ricavando dal 3% al 16% di bio-olio.

La mobilità targata Enjoy

Enjoy è il servizio di car sharing di Eni inaugurato a Milano alla fine del 2013 e attivo anche a Roma a partire dal giugno del 2014. È tra i car sharing tra i più diffusi in Italia, con una flotta composta da circa 2.500 Fiat 500 e circa cento Doblò Cargo per i trasporti più ingombranti. Grazie a Enjoy è possibile muoversi in centro in maniera semplice e veloce: parcheggiando con facilità e con accesso alle ZTL. Utilizzando Enjoy si contribuisce attivamente a limitare i consumi e a ridurre le emissioni di gas. Dopo Milano e Roma, il servizio di car sharing è arrivato anche a Torino, Firenze e dal 2018 a Bologna, allargando la mappa delle città in cui è possibile prenotare un’auto con un semplice click dall’app dello smartphone.

Eni e le multiutility: insieme per circoli virtuosi in città

Dagli oli vegetali esausti raccolti dalle multiutility nasce il biocarburante per i mezzi aziendali della raccolta rifiuti. Dopo una prima sperimentazione a Torino, Venezia e Roma, che  ha dimostrato importanti benefici a livello di qualità dell’aria, economico e industriale, sono stati firmati altri accordi con le società Hera in Emilia Romagna e Amiu a Taranto e col Governatorato dello Stato di Città del Vaticano. L'intesa prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, siano recuperati attraverso appositi contenitori stradali e conferiti in centri di raccolta per poi essere inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, e a Gela, che lo trasformeranno in biocarburante con HVO, prodotto che contiene circa il 20% di materia prima rinnovabile (oli usati e di frittura, grassi animali e altri oli vegetali di scarto). Il biocarburante alimenta i mezzi aziendali per la raccolta dei rifiuti urbani nelle aree di Modena e di Taranto. L’accordo con lo Stato del Vaticano prevede anche l’utilizzo del biocarburante con HVO Eni da parte dei mezzi di trasporto dello Stato della Città del Vaticano.

Massafra, Taranto: nuovi percorsi e sinergie

Eni e il Comune di Massafra, in provincia di Taranto, hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per costruire nuovi percorsi in fatto di economia circolare e mobilità sostenibile. L’obiettivo alla base dell’accordo è quello di promuovere modelli virtuosi di mobilità che favoriscano la riduzione delle emissioni, filiere industriali innovative per realizzare nuovi prodotti attraverso il riciclo, diffondendo tra i cittadini, in particolare tra le fasce più giovani, una cultura della circolarità e della difesa dell’ambiente mediante la gestione corretta delle materie prime, degli scarti e dei rifiuti.

Il Comune di Massafra è da tempo impegnato nello sviluppo di progetti di economia circolare, anche grazie a sinergie tra realtà industriali locali e nazionali. L’obiettivo di questo nuovo accordo con Eni è di promuovere iniziative virtuose, in particolare tra i più giovani. Dalla raccolta domestica degli oli alimentari esausti fino a innovative soluzioni per il manto stradale: come quella sviluppata con il supporto del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Parma, grazie a cui è stato possibile il progetto di una strada ecosostenibile caratterizzata da un asfalto composto da una miscela innovativa, contenente anche polverino da pneumatici esausti generati dal circuito del riciclo, al fine di contribuire alla riduzione dell’impatto acustico del traffico.

Eni: accordo con il Comune di Massafra per sviluppare iniziative di economia circolare e mobilità sostenibile
 

Un nuovo accordo per la mobilità sostenibile

Eni ha siglato nel gennaio 2020 un accordo nazionale con Inalca e Havi Logistics per la produzione e l’utilizzo di biometano per autotrazione prodotto da scarti agroalimentari nel settore delle carni. Un’iniziativa tesa a promuovere una nuova filiera energetica, che accompagni la mobilità verso un sistema di trasporto a basso impatto, basato interamente su fonti rinnovabili. Un altro tassello della strategia integrata Eni per quanto concerne la mobilità sostenibile, che punta allo sviluppo di tutte le leve possibili in fatto di decarbonizzazione.

Accordo Eni, Inalca e Havi Logistics per la mobilità sostenibile con energia da fonti rinnovabili

Eni e Toyota sulla via dell’idrogeno

Toyota ed Eni hanno avviato una collaborazione che punta ad accelerare la diffusione delle stazioni di rifornimento e delle vetture a idrogeno in Italia. In una prima fase il progetto prevede l’apertura di un punto di rifornimento a idrogeno presso la nuova stazione di servizio Eni a San Donato Milanese, una struttura polifunzionale e di design perfettamente integrata architettonicamente con il nuovo Centro Direzionale Eni in costruzione.

Nella nuova stazione sarà possibile acquistare prodotti petroliferi premium in combinata con l'erogazione dei carburanti avanzati come bio-metano, idrogeno ed elettricità. Un passo importante verso la riduzione delle emissioni di CO2 a cui potranno contribuire gli automobilisti che transiteranno nelle nuove stazioni. L'idrogeno disponibile nella stazione di San Donato sarà, inoltre, a “emissioni zero” e autoprodotto nella stessa stazione per elettrolisi dell’acqua utilizzando energia rinnovabile.

Toyota parteciperà al progetto, mettendo a disposizione le proprie conoscenze tecniche e mettendo su strada una flotta di 10 Mirai, che saranno rifornite nella stazione Eni. Un progetto che potrebbe aprire le porte a una produzione su più larga scala di idrogeno, con la nascita di nuove stazioni da mettere in rete.

Scopri di più sull'accordo con Toyota

Eni e ASSTRA: mobilità sostenibile e decarbonizzata

Da agosto 2020 Eni ha sottoscritto un accordo con ASSTRA, associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia, che ha permesso di legare il mondo della produzione energetica con quello del trasporto pubblico locale. Un modo per accelerare le attività relative alla mobilità sostenibile e la decarbonizzazione, creando al contempo valore aggiunto dal punto di vista ambientale, sociale ed economico per l’intero Paese. Questa collaborazione è in linea con gli obiettivi 2050 del New Green Deal europeo e punta ad abbattere il livello di particolato immesso nell’aria, grazie a un approccio olistico e tecnologicamente neutro. L’accordo prevede la realizzazione di vari studi congiunti attraverso la condivisione di conoscenze e partecipazione reciproca tra le due realtà a tavoli di lavoro tematici. Infine, grazie alla promozione di un position paper congiunto, Eni e ASSTRA vogliono dare risalto alle diverse opportunità energetiche, tecnologiche e organizzative che possono derivare dall’integrazione tra trasporto pubblico e forme di sharing mobility, dall’uso di biolubrificanti e biocarburanti nel trasporto pubblico e dall’applicazione dell’approccio di Life Cycle Assessment (LCA) e “Well to Wheel” nella valutazione dell’impatto emissivo delle varie soluzioni di mobilità.

A Venezia i rifiuti diventeranno energia

I rifiuti provenienti dalla raccolta urbana diventeranno energia. Succede a Venezia, dove il 1 marzo 2019 è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa tra Eni Rewind e Veritas, multiutility che effettua la raccolta, valorizzazione e trattamento dei rifiuti nei 51 Comuni dell'area metropolitana di Venezia, per studiare le modalità di realizzazione, in un’area dismessa e bonificata del petrolchimico, di un impianto industriale che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio olio e biometano, attraverso la tecnologia proprietaria Eni Waste to Fuel.

Soluzioni e sperimentazioni per la mobilità

L’economia circolare rappresenta un incredibile volano per lo sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità sostenibile, in quanto permette di valorizzare scarti e rifiuti in nuovi prodotti per la mobilità a ridotto impatto ambientale.

Sperimentazione a Venezia

A Venezia è stato realizzato un esempio di economia circolare: l'olio con cui i cittadini friggono gli alimenti e che poi conferiscono al servizio di raccolta differenziata è diventato biocarburante per i mezzi acquei del servizio di trasporto pubblico. Dal 1 aprile al 31 ottobre 2018, tutti i mezzi acquei della flotta AVM/Actv hanno utilizzato il nuovo combustibile la cui parte vegetale viene prodotta nella bioraffineria di Porto Marghera, capace trasformare materie prime di origine biologica, inclusi gli oli vegetali usati e grassi animali, in biocarburanti.

Sperimentazione a Torino

650 autobus della flotta cittadina di Gruppo Torinese Trasporti (GTT), riforniti normalmente con gasolio tradizionale, hanno utilizzato il nuovo biocarburante con HVO da luglio a ottobre 2017. La sperimentazione nella Città di Torino ha dimostrato i vantaggi economici e ambientali dell'utilizzo del biocarburante.