Lutto nel mondo della scienza: scompare il professor Gérard Férey

A 76 anni ci lascia Gérard Férey, già membro e Presidente della Commissione scientifica di Eni Award.

21 agosto 2017
3 min di lettura
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Gérard Férey e Eni Award: curiosità, impegno ed entusiasmo

Il professore è conosciuto nel mondo scientifico come il “papà” dei solidi porosi, argomento sul quale dal 1992 ha pubblicato oltre 600 articoli su riviste accademiche specializzate, da Science, a Nature Materials, al Journal of the American Chemical Society. Aveva ricevuto il Premio Eni Award nel 2009 e da allora il suo rapporto con Eni è stato forte e continuo. Membro e Presidente per alcuni anni della Commissione scientifica di Eni Award ha collaborato alla sua crescita e conoscenza con convinto entusiasmo. Numerose le sue lezioni nelle Università italiane nell’ambito delle iniziative delle Eni Award Lectures. Il suo contributo ormai fa parte della storia del Premio, come i suoi studi della storia della chimica.

Una ricerca internazionale e attuale

Fu fondatore dell’Institut Lavoisier de l’Université de Versailles, dove è tuttora attivo il suo Gruppo di ricerca formato da ricercatori e ingegneri del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique). Oggetto della sua ricerca sono stati i solidi ibridi e inorganici con microporosità nanometriche (MOFs, metal organic-frameworks): dai meccanismi alla base della loro origine fino alle applicazioni pratiche. Quello dei MOFs è un campo di ricerca che ha acquisito una sempre maggiore rilevanza grazie alla loro importanza nelle applicazioni relative allo stoccaggio di idrogeno e della CO2, così come nello stoccaggio e nell’erogazione di medicinali antitumorali e antiretrovirali per combattere svariate forme di cancro e l’AIDS. I suoi MOFs a base di alluminio sono per esempio utilizzati nei serbatoi di gas naturale per l'alimentazione degli autoveicoli e sono commercializzati dalla compagnia BASF.

I riconoscimenti scientifici e la responsabilità per la formazione

Innumerevoli i riconoscimenti scientifici di grande rilievo, come l’ammissione nel 2003 all’Académie des Sciences de l’Institut de France, la Fellowship della English Royal Society of Chemistry nel 2005 e il Premio Gay-Lussac-Humboldt della Fondazione Alexander Von Humboldt. È stato inoltre insignito del premio della Chemical Society of Japan nel 2008, del Catalan-Sabatier Award, della Spanish Chemical Society, e di tre Lecture Awards negli Stati Uniti (Arizona State University nel 2007, Texas AT&M nel 2008 e UC Berkeley nel 2009). Nel 2010 è stato insignito della più alta onorificenza scientifica francese, la Medaglia d'Oro del CNRS, per le sue eminenti ricerche sui materiali metallorganici microporosi (MOFs). Nel 2011, ha ricevuto il Grand Prix of the International Foundation de la Maison de Chimie insieme a J.-M. Fréchet. Nel 2013 è stato il quarto chimico in cinquant’anni a ricevere la rarissima medaglia d’oro Lavoisier della Société Chimique de France e ha ricevuto in aprile il Davison Award del Massachussetts Institute of Technology. Nel 2014 gli è stato conferito l'EuCheMS Award lecture. Negli ultimi anni il suo nome circolava sempre di più come candidato al Nobel per la Chimica. Credeva fermamente nell’utilità fondamentale della formazione dei giovani e nella necessità, anzi nel dovere di offrire loro delle opportunità. Anche il suo gruppo era formato da giovani ricercatori e aveva intrapreso una campagna di interventi nei licei.