Le attività di bonifica in Italia. Un percorso comune pubblico e privato verso la sostenibilità

L'evento, promosso da Syndial, ha avuto l’obiettivo di mettere in evidenza come le attività di bonifica, in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale siano strategiche per il sistema Paese.

21 luglio 2017
1 min di lettura
21 luglio 2017
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Syndial (Eni) ha promosso a Roma il convegno "Le attività di bonifica in Italia. Un percorso comune pubblico e privato verso la sostenibilità", il 20 luglio scorso.

L'evento, al quale sono intervenuti rappresentanti del mondo accademico, giuridico e istituzionale, e concluso dall'intervento dell’on. Alessandro Bratti, Presidente della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ha inteso dare evidenza di come le attività di bonifica, in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale siano strategiche per il sistema Paese.

In Europa la ricerca di soluzioni per la contaminazione storica dei siti ha coinciso con la progressiva formulazione dei principi di sostenibilità degli interventi e minimizzazione del rischio complessivo. Nel contempo, i siti compromessi a livello ambientale rappresentano per i territori una risorsa in quanto, una volta bonificati, possono essere riutilizzati per nuove attività produttive ed ecosostenibili.

"Abbiamo fatto bonifiche per circa 3 miliardi finora e abbiamo in previsione una spesa più o meno comparabile. Nell'85% dei casi interveniamo su aree che sono state contaminate da terzi - ha detto Vincenzo Maria Larocca, Amministratore Delegato di Syndial - e che a Eni sono state assegnate ex lege. Abbiamo voluto fare questo convegno per fare il punto della situazione delle bonifiche in Italia perché si sta ora aprendo una nuova stagione di cooperazione tra il privato e l'ente pubblico per interventi ambientali efficienti e sostenibili, e per la valorizzazione, reimpiego e riutilizzo di aree industriali compromesse".