Eni sigla a Gela il Patto per la sicurezza con le ditte dell’indotto

17 giugno 2016
2 min di lettura
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Gela, 17 Giugno 2016 – Si è svolto ieri a Gela il "Patto per la sicurezza" alla presenza del Responsabile HSEQ - Health, Safety, Environment and Quality - di Eni, Giuseppe Ricci, e tutti i contrattisti impegnati nelle attività sul territorio. Il "Patto", che negli ultimi due anni è stato progressivamente applicato ai cantieri di costruzione, viene ora esteso anche alle attività di routine, diventando un vero e proprio modello di gestione della sicurezza in Eni.

Sulla sicurezza Eni da sempre non fa distinzione tra i propri dipendenti e i lavoratori dell'indotto e tutti gli indicatori di sicurezza vedono coinvolta tutta la forza lavoro. L'impegno e il coinvolgimento profusi da tutta l'organizzazione ha prodotto i suoi frutti e gli indicatori di sicurezza Eni sono migliorati di 5 volte in 5 anni, ponendo Eni al primo posto tra le maggiori oil&gas e di ordini di grandezza meglio della media italiana e UE.

Oggi la probabilità di infortunarsi in Eni è pari a 0,2 per ogni milione di ore lavorate e moltissimi siti industriali vantano molti anni senza infortuni, mentre la media dell'industria italiana e UE è di oltre 10 infortuni ogni singolo milione di ore lavorare.

Risultati eccellenti che Eni vuole consolidare e migliorare fino al raggiungimento di zero infortuni in tutto il gruppo. Un obiettivo molto ambizioso per il quale è indispensabile mantenere sempre tensione e attenzione ai massimi livelli. Per questo, è stato implementato un sistema di regole e controlli molto rigoroso che parte dalla qualifica dei contrattisti fino al feedback sul loro operato. Ma questo non basta ancora: Eni vuole il loro pieno coinvolgimento ed è questo lo scopo del "Patto per la sicurezza", una partnership che parte dai titolari delle imprese che vengono coinvolti nella definizione della strategia e nella sua attuazione.

Eni mette a disposizione gli strumenti, dal sicurometro al portale della sicurezza per le ditte terze, dalle iniziative di comunicazione agli interventi di formazione aggiuntiva, dalle lesson learned ai controlli in campo da effettuare congiuntamente, e si pretende una piena integrazione e collaborazione sulla sicurezza tra Eni e le ditte contrattiste.

Il funzionamento del "Patto" è affidato proprio al Safety Competence Center di Gela che con i suoi circa 140 leader nella sicurezza assicura che tutta l'organizzazione, interna e dei terzi, funzioni secondo la strategia condivisa, una combinazione di rigore e coinvolgimento che è la ricetta ideale per continuare a migliorare in un campo, quello della sicurezza. Un'innovazione, quella del SCC, che Eni distingue da ogni altra realtà industriale al mondo e che potrebbe in futuro diventare un modello virtuoso da esportare all'esterno.