Camera: Sulla scena del crimine. La prova dell'immagine dalla sindone ai droni

Eni è partner del progetto Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, un Centro Italiano di riferimento per la Fotografia in collaborazione con Magnum Photos, la più importante agenzia fotografica al mondo, e con il patrocinio del Comune e della Regione.

27 gennaio 2016
2 min di lettura
27 gennaio 2016
2 min di lettura

Eni è partner del progetto Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, un Centro Italiano di riferimento per la Fotografia in collaborazione con Magnum Photos, la più importante agenzia fotografica al mondo, e con il patrocinio del Comune e della Regione.
Dal 27 gennaio al 1 maggio 2016 gli spazi di Camera ospitano la mostra Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni.

L’esposizione analizza la storia della fotografia forense e mostra un corpus di opere che coprono più di un secolo di storia, dai primi scatti entrati nelle aule di tribunale fino alle foto satellitari usate dalle organizzazioni per i diritti umani per denunciare l’uccisione di civili, come nel caso degli attacchi con i droni. Immagini forti, molto diverse tra loro, ma accomunate dalla terribile violenza che documentano e di cui sono prova.
Una selezione di undici casi-studio per illustrare un approccio scientifico al mezzo fotografico, volto a renderlo uno strumento nelle mani della giustizia. Una ricerca molto diversa da quella portata avanti in campo artistico, ma non per questo priva di un suo tetro fascino, nobilitato dalla solennità della Storia.


La mostra esplora contemporaneamente la potenza e i limiti del mezzo fotografico nella ricerca della verità. La potenza è quella dell’immagine, più d’impatto e più convincente di quanto potranno mai esserlo parole o cifre. Il limite è quello della tecnica, che spesso smentisce l’idea secondo cui l’obiettivo del fotografo non è altro che un occhio infallibile, che tutto coglie e tutto registra, capace di catturare l’attimo e di fermare in questo modo il tempo.