In Angola contro la siccità

Eni sta attuando il Progetto sociale integrato dal 2017, nelle province meridionali di Huíla e Namibe, entrambe colpite dalla siccità. Quattro comunità della municipalità di Gambos, nella regione di Huíla, e cinque comunità della municipalità di Bibala, nella regione di  Namibe, per un totale di beneficiari di circa 60.000 persone. Il Progetto sociale integrato ha quattro componenti principali, in particolare accesso all'energia, accesso all’acqua, consapevolezza riguardo alla salute e agricoltura. Il sistema idrico sta fornendo acqua potabile alle comunità e agli animali, un fattore particolarmente rilevante dal momento che il bestiame è essenziale per queste comunità di pastori che erano costretti ad andare a cercare l’acqua a chilometri di distanza.

L’acqua favorisce anche le attività agricole: le donne rurali adesso possono dedicarsi alla coltivazione in campi modello. Attualmente 700 fattorie sono inserite nelle associazioni di agricoltori del Progetto sociale integrato e i 26 campi modello creati garantiscono una produzione destinata al consumo con un surplus che viene venduto. Grazie alle attività di formazione, le donne sono adesso consapevoli delle nuove specie che possono essere coltivate e consumate, contribuendo così a migliorare la diversità e la qualità della catena alimentare, come ad esempio il cetriolo, l’okra, la melanzana e la carota, che sono stati piantati per la primissima volta. I temi trattati includono anche la preparazione del terreno per i vivai, la pacciamatura, l’aerazione e l’importanza di utilizzare il letame come fertilizzante e potare le piante.

Intervista alle scuole rurali per l’agricoltura e l’allevamento ECAP, che fa parte del Progetto Sociale Integrato contro la siccità.

Maria Florida Joaquim, 41 anni, è una residente della comunità Kapangombe, nel comune di Bibala. Ecco un dialogo con Miguel Jose Maria, di APP, l’ONG che sta realizzando il progetto, su come l’ECAPS ha cambiato la sua vita.

Miguel: Come è cambiata la sua vita grazie ai progetti ECAP? 

Maria:  Prima non sapevo molto di agricoltura, a parte come coltivare miglio e sorgo. Ho imparato come coltivare e cucinare verdure come cavolo, cavolo riccio, pomodori, cipolle, melanzane, carote, arachidi e cetrioli, e cerali come il granturco. Durante le sessioni abbiamo imparato come creare vivai, semenzai, pesticidi biologici, come diserbare e svolgere la pacciamatura. Anche l’alimentazione della mia famiglia è migliorata, grazie alla varietà di verdure che siamo stati in grado di produrre. Inoltre, mi piace l’idea di imparare e lavorare insieme ad altre persone. Non ho mai visto membri di tribù diverse lavorare fianco a fianco, ma ADPP è riuscita a unire diverse tribù, come i Mucubal, i Munguendelongo e i Mumuilas. Lavoriamo insieme, come una squadra, e lo trovo un cambiamento positivo per la nostra comunità. Ho anche imparato a conoscere meglio le aree di Bibala e Lubango, dove vado a vendere alcuni dei nostri prodotti in eccedenza.

Miguel: Crede che sia importante continuare con i progetti ECAP a Bibala? 

Maria: Sì, credo che sia molto importante continuare con le scuole di ECAP, perché stanno migliorando la vita di tantissime persone. Durante quest’anno di siccità, grazie a ECAP il nostro orto è stato produttivo.
Durante questo anno di siccità, noi come ECAP siamo riusciti ad avere cibo dall'orto. Se produciamo più verdure, saremo in grado di assicurarci un pasto e anche commerciare, evitando la fame.

Miguel: La ringrazio per il suo tempo.

Maria: Grazie al Progetto per tutto il supporto che ci offre.