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Elezioni Usa, i temi chiave del testa a testa

Motori di ricerca, social network e sondaggi aiutano a capire gli argomenti decisivi della corsa alla Casa Bianca.

di Eni Datalab
04 settembre 2020
6 min di lettura
diEni Datalab
04 settembre 2020
6 min di lettura

Una volta c’erano solo i dibattiti televisivi, ora si può chiedere ai motori di ricerca. In attesa del primo dei tre duelli tra Donald Trump e Joe Biden, il 29 settembre in Indiana, ecco che analizzare i Google Trends può fornire qualche dato di interpretazione del testa a testa per la corsa alla Casa Bianca.

Tra le ricerche più frequenti associate ai Repubblicani ci sono questione razziale, disoccupazione, aborto, economia e sicurezza sociale. Sono quasi gli stessi temi relativi ai Democratici, ma con un diverso ordine di priorità: aborto, disoccupazione, questione razziale, economia e immigrazione. Al primo posto delle curiosità degli utenti nei confronti di Biden c’è sempre l’aborto. Seguono la Cina, le armi, gli afroamericani e l’immigrazione.

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Diverse sono le domande degli utenti rispetto a Trump, di cui vogliono sapere le posizioni su sicurezza sociale, voto postale, aborto e cambiamento climatico. Come si vede spesso le ricerche riguardano curiosità e timori dell’elettorato, dunque sono utili a capire cosa interessa a quella maggioranza silenziosa, come la definì Nixon, che risulta decisiva.

Queste analisi vengono dal lavoro dell’Eni Datalab, un laboratorio nato nel 2016 nella direzione di Comunicazione Esterna, con l’obiettivo di applicare anche alla comunicazione le competenze di data science, analytics e intelligenza artificiale che hanno reso Eni un’eccellenza nell’esplorazione di nuove fonti di energia.

Ancora su Google Trends è possibile notare come le curiosità stato per stato sfavoriscano Biden e solo nel Distretto di Columbia lo sfidante venga più richiesto di Trump. Il voto negli stati è particolarmente importante perché il sistema elettorale lo privilegia a quello nazionale. Hillary Clinton per esempio perse pur prevalendo nel responso popolare. Wisconsin, Michigan e Pennsylvania, in particolare, costarono all’ex segretario di Stato la presidenza e ora sono un obiettivo da non mancare per Biden, che in alternativa può cercare di strappare a Trump uno degli stati in cui, pur favorito, sembra in difficoltà: Arizona, Florida, Georgia, North Carolina e Texas.

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Va ricordato che per quanto l’ex vicepresidente di Obama sia conosciuto al grande pubblico, secondo Google, l’interesse nei suoi confronti è cresciuto solo da marzo e raramente negli ultimi mesi è stato cercato sul motore di ricerca più del presidente in carica. Un altro dato da meditare sono i pochi picchi: Biden ne ha accumulati sostanzialmente tre e distanziati, mentre Trump ha goduto di un’attenzione più prolungata e costante. Al contempo, non è detto che essere molto ricercati sia sempre positivo, come accade il 28 giugno quando il presidente in carica deve cancellare un video suprematista e i Rolling Stones gli intimano di non usare le loro canzoni nei comizi.

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Oltre alle ricerche degli utenti è interessante vedere quali siano i temi più trattati nelle conversazioni social. Un’elaborazione su 14 milioni di tweet permette di scoprire i temi preferiti dall’opinione pubblica e di conseguenza quanto i discorsi dei candidati siano in sintonia con gli americani.

La pandemia con i suoi 180mila morti negli Stati Uniti, cinque volte quelli della Germania, non sembra influire direttamente nelle conversazioni, quanto su una serie di temi derivati come la situazione economica, l’inclusione sociale e la sicurezza in tutti i sensi. Quest’ultima viene chiamata in causa non solo per gli scontri di protesta sul razzismo, ma anche come vero e proprio tema sanitario.

La combinazione di questi due elementi mette in luce ancor di più le disuguaglianze americane e raddoppia la sfida per i candidati alla Casa Bianca. Non a caso è il tema della tenuta della democrazia ad essere stato al centro delle convention dei due partiti, in particolare dopo l’intervento di Obama.

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Nel suo discorso d’accettazione della candidatura Trump sembra privilegiare alcuni temi, come la Cina e il commercio internazionale, mentre Biden tocca quasi tutti gli argomenti in modo simile. Però gli americani non risultano così interessati a Cina e commercio e, a dire il vero, neppure al cambiamento climatico, che pure è tra le preoccupazioni solo di Biden.

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Dall’agenda di Trump, almeno a parole, mancano anche le donne, che invece sono nel radar dello sfidante e della sua vice Kamala Harris. Come pure per entrambi i candidati la pandemia resta indietro rispetto a lavoro e sicurezza, questo in sintonia con le conversazioni degli americani almeno su Twitter. In tal senso il discorso di Trump sembra cogliere simili argomenti nel modo più concreto citando ripetutamente i posti di lavoro e la polizia.

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Un altro dato da tenere d’occhio sono i sondaggi e oltre a quelli relativi a chi vince, che danno Biden in vantaggio perché meno divisivo di Trump e meno inviso di Hillary Clinton, sono importanti quelli di gradimento, che generalmente esprimono una tendenza più profonda dell’elettorato.

Negli Stati Uniti è considerato fondamentale l’approval rate, l’indice di approvazione, per cui nessun presidente è stato eletto sotto il 48 per cento. Trump si trova al 43 e questo per gli analisti è un elemento a sfavore.

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Ultimo aspetto, ma non meno importante, sono i finanziamenti: il presidente ha racimolato fino a luglio per la sua campagna 1,2 miliardi di dollari, mentre lo sfidante 699 milioni seppur in crescita. Nonostante questo, il voto resta un’incognita e a rischio di contestazione per le incerte modalità di svolgimento a causa della pandemia e per la possibilità di stati in bilico con eventuali riconteggi. Qualora nessun candidato ottenesse la maggioranza dei grandi elettori necessaria per la nomina (270 su 538), l’elezione del presidente e del vice diventerebbero competenza del nuovo Congresso, che si insedierà a gennaio 2021.

L’autore: Eni Datalab

Eni Datalab è un laboratorio di data science, analytics e intelligenza artificiale nato nel 2016 nella direzione di Comunicazione Esterna di Eni. La missione dell’Eni Datalab è quella di analizzare, misurare e comprendere il complesso ecosistema informativo in cui l'azienda opera e comunica, per garantire che le azioni di comunicazione e i contenuti prodotti abbiano sempre la massima rilevanza per i molti stakeholder di Eni.