visore-turismo-vacanze.jpg

Turismo lento e di prossimità: le vacanze al tempo del Covid

L’analisi della Rete svela i desideri e le preoccupazioni dietro la scelta degli italiani.

di Eni Datalab
07 agosto 2020
8 min di lettura
diEni Datalab
07 agosto 2020
8 min di lettura

Anche se i mesi di restrizioni agli spostamenti sono finiti, la pandemia ha spinto numerose persone a rimandare o cambiare i programmi delle proprie vacanze estive: molti hanno scartato dalle possibili destinazioni quelle estere o raggiungibili solo in aereo, così per la maggior parte sarà l’anno delle vacanze in Italia.

Il turismo, che offre lavoro a oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo e crea più di un decimo della ricchezza globale, rappresenta uno degli ambiti più colpiti dalla pandemia. In Italia il settore conta tre milioni di lavoratori e vale tra il 12 e il 13 percento del Pil, più della metà di chi fa le ferie in Italia arriva dall’estero, e i mesi tra giugno e agosto sono quelli in cui si registra circa il 50 percento delle presenze annuali.

Stando a quanto emerge da una ricerca di YouTrend, il 50 percento degli italiani è sicuro di partire durante l’estate e la destinazione prediletta sarà, per l’appunto, l’Italia: come si può osservare analizzando i dati Google Trends, gli italiani hanno iniziato a interessarsi alle ferie estive già da maggio, mentre le ricerche nel mese di luglio sono superiori a quelle dello scorso anno.

desktop image
mobile image

Della tendenza di riconsiderare il proprio Paese per virtù e necessità ha parlato anche l’Atlantic, sostenendo che il 2020 potrebbe avere un forte impatto sulla nostra natura cosmopolita. Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo, infatti, le conseguenze del coronavirus sul settore porteranno nel 2020 a una riduzione tra il 20 e il 30 percento degli spostamenti internazionali, con perdite economiche di oltre 30 miliardi di euro.

Trend, questi, che emergono chiaramente dalle analisi sul turismo realizzate dall’Eni Datalab – un laboratorio nato nel 2016 nella direzione di Comunicazione Esterna, con l'obiettivo di applicare anche alla comunicazione le competenze di data science, analytics e intelligenza artificiale che hanno reso Eni un’eccellenza nell’esplorazione, nella ricerca e nello sviluppo di nuove fonti energetiche.

Dall’analisi delle conversazioni in rete si può osservare che le query più numerose sono legate alle destinazioni marittime, e in particolare a mete ambite come “Sicilia”, “Sardegna”, e “Puglia”: nonostante i protocolli di sicurezza da rispettare, oggi il turismo è visto come un’occasione per tornare alla normalità, per questo molte persone proveranno comunque a non rinunciare alle tradizionali vacanze al mare.

desktop image
mobile image

Tra il 2020 e il 2019 notiamo poi un cambio di passo rispetto agli argomenti trattati su Internet legati al concetto di vacanza: analizzando il grafico, che si legge a partire dai colori, si nota che quest’anno è aumentato di molto il volume delle conversazioni su Twitter relative a topic come “Italia”, “Turismo” e “Albergo”, a dimostrazione della voglia degli italiani di viaggiare e andare in ferie, da intendere come chiave per la ripartenza.

desktop image
mobile image

Anche la network analysis, basata su algoritmi di elaborazione testuale che evidenziano le relazioni tra i concetti più associati al tema vacanze, conferma che nei mesi caldi l’interesse degli italiani è focalizzato sul riuscire ad andare in ferie o meno: a tale questione sono collegati, per l’appunto, cluster riguardanti l’estate, la voglia di vacanze e le destinazioni non lontane da casa, così come aspetti economici, turistici e sanitari.

desktop image
mobile image

Le evidenti problematiche e limitazioni portate dalla pandemia hanno però fatto emergere sentimenti di tristezza per la crisi economica, uniti alla rabbia per le conseguenze sulle occasioni di intrattenimento estivo e alla paura per la sicurezza personale, determinando un aumento del sentiment negativo di oltre 500 punti percentuali rispetto al 2019.

desktop image
mobile image

Al tempo stesso, l’opportunità di scoprire luoghi interessanti non lontani dalla propria abitazione e più in generale le potenzialità turistiche del Bel Paese, ha portato una ventata di ottimismo nelle conversazioni online tra gli utenti, che si approcciano all’estate 2020 sovrapponendo allo sconforto iniziale un misto di entusiasmo e fiducia.

desktop image
mobile image

Cercando di andare in ferie evitando posti particolarmente affollati, molti punteranno su quello che viene definito un “turismo di prossimità” – fatto di vacanze su e giù per la penisola, non troppo distanti da casa e di pochi giorni. Si prevede, inoltre, che più persone del solito sceglieranno alternative alle tradizionali mete marittime: a questo proposito il Touring Club parla di “under-tourism”, cioè “che privilegerà l’Italia meno nota e affollata, le attività open air e il turismo lento”. Chi potrà sceglierà probabilmente di spostarsi autonomamente, evitando di viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico: come riporta il New York Times, negli Stati Uniti le compagnie che affittano camper stanno già registrando “un enorme aumento delle prenotazioni”, e lo stesso si sta riscontrando in Italia.

desktop image
mobile image

Ma come dimostra un’indagine di Demoskopika e Statista, in merito agli arrivi turistici nelle Regioni italiane, non ci si potrà aspettare un’estate come tutte le altre, soprattutto per gli addetti ai lavori: nel 2020 i territori più colpiti saranno quelli di Veneto (– 4.6 milioni di turisti), Lombardia (– 3.9 milioni), Toscana (– 3.3 milioni), Lazio (– 2.9 milioni) ed Emilia Romagna (– 2.5 milioni); meglio per Molise, Basilicata, Valle D’Aosta, Abruzzo e Calabria, dove si prevedono tra le 330mila e le 360mila presenze in meno. Non stupisce quindi che la pandemia abbia determinato un aumento del sentiment negativo rispetto al tema vacanze di oltre 500 punti percentuali.

Nella crisi del settore dei viaggi e del turismo si inscrive anche quella delle piattaforme online per la prenotazione di soggiorni: Airbnb, il colosso degli affitti brevi, ha ad esempio subito un calo del suo valore stimato pari a nove miliardi di euro, ed è stato costretto a tagliare il 25 percento dei propri dipendenti – più di 1500 persone.

L’amministratore delegato e co-fondatore dell’azienda, Brian Chesky, ha dichiarato che a causa della pandemia l’industria del turismo è destinata a cambiare per sempre: oggi le persone preferisco “usare le automobili, vedere luoghi a meno di 250 chilometri da casa loro, visitare piccole comunità, prenotare una casa e rimanerci più a lungo che in passato”, per questo il turismo in futuro “sarà più intimo, più locale e avrà come destinazione comunità di dimensioni più ridotte”.

desktop image
mobile image

Dopo che in alcuni Paesi del Nord Europa sono tornate ad aumentare le prenotazioni sulle piattaforme online, anche l’Italia manda segnali di ripresa in questo senso, e i picchi di ricerca rispetto alla query “vacanze” registrati a Luglio su Google Trends ne sono la prova ultima – dimostrando che tra sfide organizzative e logistiche molti italiani proveranno ad andare comunque in ferie.

Non ne fa mistero Gianni Facchini, presidente di Host+Host, il network nazionale delle associazioni che si occupano di home sharing in Italia: “La casa diventa in un certo senso la vera destinazione del viaggio”, e osserva: “Le ville indipendenti sono in assoluto le più ricercate e la piscina ha superato il wi-fi nella classifica dei servizi più richiesti. Ci aspetta un’estate sicuramente meno itinerante delle precedenti”.

L’autore: Eni Datalab

Eni Datalab è un laboratorio di data science, analytics e intelligenza artificiale nato nel 2016 nella direzione di Comunicazione Esterna di Eni. La missione dell’Eni Datalab è quella di analizzare, misurare e comprendere il complesso ecosistema informativo in cui l'azienda opera e comunica, per garantire che le azioni di comunicazione e i contenuti prodotti abbiano sempre la massima rilevanza per i molti stakeholder di Eni.