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Il vinile ecologico

Grazie a un innovativo processo di produzione, anche i vecchi dischi diventano “verdi”.

di Eni Staff
16 aprile 2020
5 min di lettura
diEni Staff
16 aprile 2020
5 min di lettura

Ci sono cose che nella vita vale la pena ricordare, il vinile è tra queste. Pensiero che ha spinto Gary Freiberg, di Los Osos, California, a fondare il 12 agosto, il National Vinyl Record Day, commemorando allo stesso tempo Thomas Edison, inventore del fonografo. E così ogni anno, gli Stati Uniti festeggiano in questa data, il vecchio e caro disco in vinile. Tuttavia, oggi parliamo di dischi, non per nostalgia del passato, ma perché LP e 45 giri sono arrivati finalmente a una “svolta green”.

La bit-economy ha inciso inesorabilmente sul mondo della musica, CD-ROM e la musica in streaming dopo, hanno mandato in soffitta giradischi e dischi. Nonostante ciò, il mercato ha resistito grazie ad appassionati e nostalgici che hanno continuato ad alimentare questo mercato di nicchia. Il vinile, dopo le grandi difficoltà degli anni ’80, sembra destinato a un nuovo e grande rilancio. Anno dopo anno le vendite hanno cominciato a riguadagnare terreno. Il segnale dell’inversione di tendenza risale al 2018, infatti nonostante la disponibilità di musica in streaming, le vendite del vinile sono cresciute, raggiungendo una quota di quasi 10 milioni di dischi venduti. Il trend positivo spinge gli artisti a “fare il disco”, ma produttori e distributori devono affrontare grosse difficoltà nel processo di produzione.

I nuovi vecchi vinili

A Bordertown nel New Jersey, la Independent Record Pressing, produce un milione di pezzi all’anno, la sua capacità di produzione non è adatta al mercato in espansione a causa di macchinari progettati e costruiti in un’altra epoca e cioè, prima del computer. Va da sé che fino a che la produzione di poche fabbriche, con un bassissimo indice di innovazione, era diretta a un numero relativamente basso di amatori, l’equilibrio era raggiunto. Oggi la richiesta è esplosa. I dischi sono di nuovo oggetto di desiderio con una novità: i consumatori e gli artisti sono attenti all’ambiente e di conseguenza non gradiscono un prodotto che non abbia caratteristiche eco-compatibili.

È nata così Green Vinyl Records, una collaborazione fra otto aziende olandesi, che ha sviluppato un processo di produzione ecologico per dischi in vinile. Le materie plastiche che compongono il vinile sono sostituite con materiali ecologici, mantenendo immutato l’aspetto del prodotto finale. L’utente interessato vede e tocca apprezzando il disco come prima, lo stesso “oggetto di desiderio” di sempre. Alla Green Vinyl Records, affermano che il nuovo processo è fondato sulla tecnica di stampaggio a iniezione invece che su quella a pressatura, attraverso l’utilizzo di nuovi materiali ecologici sostituiti alla plastica. Questo permette un risparmio energetico di oltre il 70%, una produzione più rapida e un minor impatto ambientale. Il processo di produzione dei vinili, finora, richiedeva l’uso di polivinilcloruro (PVC), acidi tossici e un consumo elevato di energia. Inoltre la decomposizione del PVC necessita di oltre i 100 anni. Le sperimentazioni per produrre “dischi sostenibili” iniziano anche oltreoceano. In Canada la Viryl Technologies ha progettato e prodotto una macchina altamente innovativa per la stampa dei dischi, che comprende sensori, materiali d’avanguardia e metodologie di funzionamento al passo con i tempi.

La nuova tecnologia per la realizzazione degli LP riduce anche i consumi di energia nella catena di produzione discografica. Grazie a una nuova tecnica WarmTone, un sistema di pressatura completamente automatico che aiuta a ridurre le inefficienze di un ciclo produttivo standard e produce una traccia del processo dall'inizio alla fine. Questo si realizza attraverso un'interfaccia intuitiva che permette di monitorare una serie di fattori, come il controllo della temperatura. Perché proprio una delle criticità del vecchio processo era il consumo eccessivo di energia. L’innovazione da loro apportata ha avuto un grande successo e molte aziende del settore si stanno avvalendo della loro tecnologia.

Tornando ancora nei Paesi Bassi, nell’industria del vinile, troviamo Deepgrooves, che si definisce “l'unico impianto di pressatura del vinile al mondo che produce dischi in vinile di qualità superiore, il più verde possibile". Il loro obiettivo è realizzare “eco-dischi”, utilizzando una base granulare di calcio e un inchiostro sui prodotti e sull'imballaggio solo “ECO friendly & vegan”. Anche per il trasporto impiegano pallet di cartone riciclato. L'azienda si avvale inoltre di un processo di produzione circolare per generare elettricità sostenibile utilizzando rifiuti organici come le biomasse. Anche in questo ambito particolare, siamo quindi in piena riconversione industriale dove le parole d’ordine sono: innovazione e sostenibilità.