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La tutela della biodiversità e i benefici per le comunità

Il Luangwa Community Forests Project punta a proteggere i preziosi habitat naturali degli animali lungo il corso dello Zambesi.

di Hassan Sachedina e Kerry Hancock
20 dicembre 2019
11 min di lettura
diHassan Sachedina e Kerry Hancock
20 dicembre 2019
11 min di lettura

Proteggere le foreste migliora le condizioni di vita delle comunità

Le foreste, grazie alla loro ricca biodiversità, apportano benefici alle comunità che ne dipendono per il proprio sostentamento. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs e gli obiettivi di Aichi per la biodiversità) riconoscono che la riduzione delle emissioni causate dalla deforestazione e dal degrado delle foreste (REDD+) costituisce una promettente strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici. La tutela dell’ambiente e il rafforzamento degli stock di carbonio delle foreste consentono, inoltre, di generare fonti di reddito per i paesi in via di sviluppo.

La deforestazione e il degrado delle foreste rappresentano circa il 15% delle emissioni mondiali di CO2, contribuendo in maniera significativa al cambiamento climatico. Lo Zambia presenta il più elevato tasso annuo di deforestazione per copertura del suolo. Ogni anno il paese perde quasi 300.000 ettari di alberi (il doppio dell’area metropolitana di Milano) per via di tecniche agricole non sostenibili e della produzione di carbone di legna.

La deforestazione in Zambia non fa che acuire la perdita di biodiversità e di fauna selvatica, peraltro già a rischio. Di recente, alcuni rapporti delle Nazioni Unite evidenziano che 1 milione di specie selvatiche e un terzo delle piante tropicali africane rischiano l’estinzione, principalmente a causa della deforestazione e dei cambiamenti climatici.

L’obiettivo della BioCarbon Partners (BCP), fondata nel 2012, è quello di permettere alle popolazioni autoctone di trarre vantaggio dalla tutela degli habitat faunistici. Nell’ambito del programma REDD+ delle Nazioni Unite, la BCP sviluppa progetti forestali di compensazione delle emissioni di CO2 in aree importanti  per la biodiversità del pianeta. Il suo modello di business si basa sulla collaborazione con la comunità  e i partner di governo al fine di proteggere le foreste investendo in comunità, gestione forestale e studio del ciclo del carbonio. I progetti vengono verificati sulla base di standard internazionali per generare crediti di carbonio la cui vendita contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali che proteggono le foreste, i preziosi habitat naturali degli animali e i loro corridoi di migrazione.

Avvio del progetto LCFP

Nel 2013, la BCP ha avviato il Luangwa Community Forests Project (LCFP) negli emblematici ecosistemi zambiani del basso Zambesi e della valle del Luangwa. Il progetto è stato concepito per supportare la strategia REDD+ del governo, istituendo il programma più grande visto finora in Zambia. Quasi sette anni più tardi, il LCFP supporta la gestione forestale congiunta in circa 950.000 ettari nonché l’attività di mitigazione della deforestazione per un ulteriore milione di ettari di cui beneficiano 13.000 nuclei familiari su un’area totale di circa 20.000 chilometri quadrati.

Proteggendo quasi 1 milione di ettari di foresta, il LCFP (della durata prevista di 30 anni) è la più grande iniziativa REDD+ del continente africano per superficie in ettari. Il progetto ha inoltre ricevuto la certificazione CCB “Triple Gold” per il suo eccezionale impatto sociale, a riprova del fatto che le grandi dimensioni di un’iniziativa non ne compromettono necessariamente la qualità. Il LCFP intende affrontare le principali cause della deforestazione concentrandosi su SDGs, riduzione della povertà, redditi sostenibili, miglioramento dei servizi sociali e incentivi alla conservazione, proteggendo le aree critiche dell’ecosistema della valle del Luangwa. Nel complesso, 80.000 persone traggono vantaggio dalle attività del progetto. L’iniziativa mira ad apportare benefici in termini ambientali e di trasformazione sociale in un’area di importanza globale per la biodiversità. Senza il LCFP e la cosiddetta “finanza del carbonio”, le prospettive economiche di questa zona sarebbero limitate.

Il fiume Luangwa: una delle ultime roccaforti della biodiversità del pianeta

Il LCFP unisce 5 parchi nazionali e due zone di conservazione transfrontaliere che collegano Zambia, Zimbabwe, Mozambico e Malawi. Si tratta di un’area molto importante per via delle entrate derivanti dal turismo: il South Luangwa National Park è in effetti il parco nazionale più visitato dello Zambia. Tuttavia, le ultime foreste della parte orientale del paese sono minacciate dalla deforestazione che avanza su entrambi i lati della valle. Il LCFP protegge importanti zone tampone e aree di dispersione della fauna selvatica attorno ai parchi nelle zone di gestione della selvaggina e sta diventando uno dei più grandi corridoi di biodiversità dell’Africa. 

Partenariato comunitario

L’obiettivo del LCFP era quello di istituire un progetto REDD+ su base comunitaria per migliorare la gestione delle risorse naturali, in particolare quella delle foreste, tramite la cogestione e l’ampliamento delle capacità, garantendo migliori condizioni di vita alle comunità che dipendono dalla foresta.

Lo sviluppo su larga scala di progetti REDD+ a livello comunitario si articola in diverse fasi: identificazione di potenziali zone di conservazione insieme a comunità e autorità governative; definizione di processi efficaci e specifici per l’ottenimento del “libero, previo e informato consenso” nel rispetto degli standard locali e internazionali per il coinvolgimento delle comunità; sviluppo e negoziazione di accordi comunitari su 30 anni e assunzione di responsabilità; definizione della condivisione dei benefici; sviluppo delle capacità organizzative delle comunità per gestire in maniera equa e trasparente le entrate derivanti dal carbonio e dai progetti di sviluppo; sviluppo delle capacità della comunità di proteggere e conservare le risorse forestali; elaborazione e attuazione di un quadro normativo propizio in un settore nuovo affinché le prime comunità dello Zambia possano detenere i diritti del carbonio; verifiche da parte di un auditor indipendente per ottenere la convalida; approvazione finale (sulla base dello standard VCS) delle compensazioni delle emissioni di CO2 da vendere per supportare le attività del progetto.

Il LCFP collabora con 12 domini e l’istituzione di aree REDD+ sui loro territori tramite “libero, previo e informato consenso” richiede grande coinvolgimento con le comunità locali e altri stakeholder. Lo Zambia orientale è una delle regioni con il più elevato tasso di povertà rurale dell’intero paese. Per queste popolazioni colpite dall’insicurezza alimentare e fortemente vulnerabili, gli accordi di cogestione sono vitali. Ad oggi, sono stati investiti circa 4 milioni di dollari in progetti finalizzati all’empowerment delle comunità locali. L’impatto sociale è un pilastro fondamentale dell’approccio della BCP.  Ad esempio, nel 2017 l’azienda ha ottenuto la certificazione B Corp e attualmente si trova al 5° posto a livello mondiale per modello sociale, ambientale e di benefici per il personale.

Il LCFP tratta 16 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Studi indipendenti hanno mostrato che nelle comunità in cui la BCP ha lavorato per 5 anni, i redditi delle famiglie sono aumentati del 400%.

Le verifiche sono fondamentali per lo sviluppo di progetti forestali di riduzione del carbonio. La BCP le effettua basandosi sul Verified Carbon Standard (VCS), ritenuto il principale standard mondiale nonché il più rigoroso per la verifica e la convalida delle riduzioni di emissioni di carbonio volontarie. Ogni anno viene accertato che i progetti REDD+ soddisfino determinati standard internazionali in termini di riduzioni di emissioni di carbonio quantificabili, vantaggi tangibili per le comunità e benefici per la biodiversità. Il progetto REDD+ del basso Zambesi  (il primo realizzato dalla BCP) è stato il primo progetto REDD+ al mondo a superare 6 verifiche VCS, nonché il primo in Africa a essere certificato CCB Triple Gold. Anche il LCFP – sebbene molto più esteso – sta ponendo le basi per garantire eccezionali benefici a livello climatico, comunitario, di biodiversità e derivanti dalla trasformazione del suolo che vanno di pari passo con la compensazione delle emissioni di CO2.

La sostenibilità di questi progetti dipende dal prezzo del carbonio e dalla vendita delle cosiddette “unità di carbonio verificate” sul mercato volontario del carbonio, che a sua volta dipende da come il mondo affronterà la questione dei cambiamenti climatici nei prossimi dieci anni.

Innovazione

Il LCFP è la più grande iniziativa REDD+ dell’Africa. Tuttavia, esso opera in aree in cui le reti stradali sono limitate e i fiumi costituiscono barriere notevoli. Per far fronte a tale situazione, la BCP consente ai rappresentanti dei 12 domini e delle comunità locali di osservare dall’alto le proprie risorse forestali per confermarne i confini ed evitare conflitti. Questa innovativa strategia ha permesso un approccio efficace alla pianificazione dell’uso del suolo per un progetto di tali dimensioni.

Siccome la deforestazione è una delle principali cause della scomparsa di preziosi habitat faunistici, il LCFP, in collaborazione con Lion Landscapes (ONG affiliata all’Università di Oxford), sta testando un sistema di monitoraggio della biodiversità su base comunitaria. La zona è una delle ultime dieci roccaforti dei leoni in tutta l’Africa, ma è anche popolata da leopardi, ippopotami, licaoni, diverse specie rare di antilopi e da una popolazione di circa 16.000 elefanti. Alcuni studi mostrano che in certe zone è in corso un significativo recupero della fauna selvatica da quando la BCP ha avviato il progetto, con un incremento del 300% nell’arco di 5 anni delle specie di elevato valore in termini di conservazione e la ricostituzione di importanti specie di carnivori.

Imparare la lezione

I sette anni di implementazione del LCFP hanno fornito numerose lezioni. Il progetto si è rivelato impegnativo in quanto il REDD+ rappresenta un nuovo settore e un nuovo approccio alla finanza della conservazione in un paese con poca esperienza nell’ambito della mitigazione dei cambiamenti climatici. Le dimensioni dell’iniziativa hanno rappresentato un ulteriore problema: quasi 1 milione di ettari di foresta per un totale di 2 milioni di ettari includendo le zone dei progetti comunitari.

Le capacità locali necessitavano di supporto diretto per sviluppare nuovi modelli di gestione/sostegno e trovare quello più adatto a garantire la tutela dell’ambiente, i mezzi di sostentamento e una governance efficace a livello locale. Il programma ha investito direttamente nello sviluppo delle capacità delle comunità e le ha supportate nella gestione delle tasse di conservazione da utilizzare per progetti di sviluppo locali. Ciò si è rivelato fondamentale, in quanto spesso le comunità si concentrano sull’utilizzo dell’intero budget a loro disposizione. Garantire la trasparenza sulle somme a disposizione e concentrarsi al contempo sul necessario per lo sviluppo della comunità evitando distrazioni è essenziale per i processi decisionali e per la realizzazione di progetti comunitari.

L’autore: Hassan Sachedina

È fondatore e AD di BioCarbon Partners (BCP), è un ambientalista di professione con oltre 20 anni di esperienza. Prima di fondare la BCP è stato vicepresidente di Wildlife Works e partner di Conservation Capital, società finanziaria e di consulenza che ha raccolto 210 milioni di dollari di investimenti per progetti di tutela ambientale a livello mondiale.