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La strategia di Eni contro il cambiamento climatico

La principale sfida del settore, in linea con l’Agenda 2030 dell’Onu è garantire energia pulita e sostenibile, contrastando il cambiamento climatico.

di Eni Staff
20 maggio 2020
8 min di lettura
di Eni Staff
20 maggio 2020
8 min di lettura

Il nostro ruolo nella lotta al Climate Change

Come sottolineato nella nuova mission aziendale, in cui è stato integrato un chiaro riferimento agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), l’impegno di Eni punta a rispondere, con soluzioni concrete, rapide ed economicamente sostenibili, alla sfida di migliorare l’accesso all’energia affidabile e pulita, contrastando il cambiamento climatico. Eni riconosce le evidenze scientifiche sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ed è stata tra i firmatari del Paris Pledge for Action, sostenendo gli obiettivi dell’Accordo di Parigi di limitare gli aumenti di temperatura ben al di sotto dei 2 °C.

La road map dei nostri impegni

Eni intende giocare un ruolo di leadership nel processo di transizione energetica ed è pronta a una nuova fase di evoluzione del proprio modello di business che, fortemente orientato alla creazione di valore nel lungo termine, combina la sostenibilità economico finanziaria con quella ambientale. La strategia di Eni coniuga gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell’energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell’impronta carbonica del Gruppo. L’Eni del futuro sarà ancora più sostenibile, vedrà rinforzato il suo ruolo di attore globale nel mondo dell’energia e sarà arricchita dal progressivo sviluppo del business delle rinnovabili e da nuovi business improntati alla circolarità.

Questa evoluzione sarà realizzata grazie al Piano industriale di Lungo Termine che Eni ha presentato a febbraio 2020 e che, facendo leva su know-how, tecnologie proprietarie, innovazione e sulla flessibilità e resilienza degli asset, consentira di cogliere nuove opportunità di sviluppo ed efficienza, oltre che di migliorare ulteriormente la sicurezza sul lavoro.

Gli impegni Eni per il raggiungimento dei target previsti prevedono uno spending complessivo nel quadriennio 2020-23 per decarbonizzazione, economia circolare e rinnovabili pari a circa 4,9 miliardi di euro, incluse le attività R&S specifiche su queste tematiche ed il programma forestry.

Un portafoglio low-carbon e resiliente: il gas come fuel bridge

Il gas assume un ruolo sempre più rilevante nel futuro di Eni con l’obiettivo di traguardare una quota pari al 60% al 2030 e a circa l’85% al 2050 nel mix produttivo. Un contributo determinante nella crescita del gas è dato dal GNL ed Eni sta sviluppando un modello in grado di garantire una posizione di leadership nel mercato. Queste azioni contribuiranno a rendere più sostenibile il portafoglio Eni e a valorizzare il combustibile fossile a minori emissioni GHG come combustibile ponte per la transizione energetica di lungo termine. L’utilizzo di soluzioni tecnologiche come la Carbon, Capture and Storage applicata ad impianti di generazione elettrica, impianti LNG e per la produzione di blue hydrogen permetteranno un’ulteriore riduzione dell’impronta carbonica del gas proveniente da produzione equity.

A tal fine, consapevole dell’importanza di massimizzare il beneficio climatico derivante dall’utilizzo del gas, Eni è partner di diverse iniziative che prevedono l’implementazione di azioni volontarie per la riduzione delle emissioni di metano lungo l’intero processo produttivo Oil & Gas e che promuovono l’implementazione di regolamentazioni ed obiettivi sulla riduzione delle emissioni di metano lungo la filiera del gas naturale.

La progressiva mitigazione del suo impatto carbonico rende il gas una fonte energetica fondamentale per accompagnare la transizione verso un mix energetico a basso contenuto di carbonio grazie anche alla sostituzione delle fonti fossili più inquinanti nella generazione elettrica e nelle industrie energy-intensive. Contribuirà inoltre a garantire il bilanciamento del sistema elettrico integrando l’intermittenza delle fonti rinnovabili.

La resilienza del portafoglio è assicurata grazie a una regolare review del portfolio di asset e di nuovi investimenti per identificare e valutare i potenziali rischi emergenti connessi ai cambiamenti normativi in materia di emissioni e alle condizioni fisiche di conduzione delle operation. La redditività dei principali progetti d’investimento è testata attraverso una sensitivity al carbon pricing, sia in sede di Final Investment Decision (FID) che successivamente in sede di monitoraggio semestrale dei progetti, sulla base delle seguenti assunzioni: scenario prezzi idrocarburi e costo CO₂ di Eni e scenario low carbon IEA SDS prezzi idrocarburi e costo CO₂.

Rischi e opportunità connessi al cambiamento climatico

Il climate change è analizzato, valutato e gestito considerando 5 driver di riferimento relativi sia a rischi di transizione - scenario di mercato, evoluzione normativa e tecnologica, tematiche reputazionali - sia a rischi fisici, quali fenomeni meteoclimatici estremi o cronici. L’analisi è svolta con un approccio integrato e trasversale che coinvolge funzioni specialistiche e linee di business e permette la valutazione dei rischi e delle opportunità legate al cambiamento climatico.

Una governance orientata all’obiettivo

ll Consiglio di Amministrazione ha un ruolo centrale nella gestione dei principali aspetti legati al cambiamento climatico. Sul tema del cambiamento climatico il CdA è coadiuvato principalmente da tre comitati di Amministratori: Comitato Sostenibilità e Scenari, Comitato Controllo e Rischi e Comitato Remunerazione.

Il Comitato Sostenibilità e Scenari approfondisce le tematiche di integrazione tra strategia, scenari evolutivi e sostenibilità del business nel medio-lungo termine ed esamina gli scenari per la predisposizione del Piano Strategico. Nel corso del 2019 il CSS ha approfondito in tutte le sedute aspetti relativi al cambiamento climatico, tra cui la strategia di neutralità carbonica, gli scenari energetici, le energie rinnovabili, la ricerca e sviluppo a supporto della transizione energetica, le partnership sul clima e le tematiche relative alla risorsa idrica e biodiversità. Il Comitato Controllo e Rischi supporta il CdA nell’esame periodico, che avviene su base trimestrale, dei principali rischi, incluso il climate change. Anche il Comitato Remunerazione svolge un ruolo rilevante in materia, proponendo al CdA i criteri generali per i piani di incentivazione annuale dell’AD e dei dirigenti con responsabilità strategiche, che comprendono obiettivi specifici legati alla riduzione delle emissioni GHG. A partire dalla seconda metà del 2017, il Consiglio di Amministrazione, inoltre, ha istituito un Advisory Board chiamato ad analizzare le principali tendenze geopolitiche, tecnologiche ed economiche, incluse quelle relative al processo di transizione energetica.

Eni confermata da CDP leader nel contrasto ai cambiamenti climatici

Eni ha confermato anche nel 2019 la posizione di leadership nel contrastare i cambiamenti climatici ottenendo una valutazione di A- nel programma Climate Change del CDP a cui Eni partecipa a partire dal 2003. 

Nel 2019, le società invitate a compilare i questionari CDP sono state circa 8.500, tra cui 250 del settore Oil & Gas, rappresentative di oltre il 50% della capitalizzazione mondiale.Il punteggio ottenuto da Eni è stato eguagliato solo da poche altre compagnie del settore Oil & Gas e risulta largamente superiore alla media globale attestata sullo score C, in una scala di valutazione da D (minimo) ad A (massimo). CDP è un’organizzazione no-profit riconosciuta a livello internazionale tra le Istituzioni di riferimento nella valutazione della performance e della strategia su clima e ambiente delle imprese quotate.

Eni sottopone dal 2006 le sue emissioni GHG a un processo di verifica da parte di un certificatore terzo nell’ambito del proprio report di sostenibilità e dal 2011 anche attraverso una verifica dedicata, al fine di garantire l’opportuna solidità alla disclosure climatica. A partire dal 2019, le emissioni GHG Scope 1 e Scope 2, connesse alle attività operate, sono oggetto di un’assurance di tipo reasonable, con l’obiettivo di garantire una solidità ancora maggiore su dati che assumono rilevanza strategica per Eni. L’assurance reasonable è stata rilasciata da una società di revisione esterna (PwC), incaricata della revisione anche della Relazione Finanziaria Annuale, della Dichiarazione consolidata di carattere Non Finanziario e di Eni for, che ha svolto l’incarico nel rispetto degli standard ISAE 3000 e ISAE 3410. Un’assurance di tipo limited è stata inoltre rilasciata sugli indicatori Net Absolute GHG Lifecycle Emissions e Net Carbon Intensity, oggetto degli obiettivi di riduzione della impronta carbonica dell’azienda al 2050.

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