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Il software della vendemmia

Un'app intelligente per gestire gli effetti del cambiamento climatico sui vigneti.

di Amanda Saint
03 agosto 2020
8 min di lettura
di Amanda Saint
03 agosto 2020
8 min di lettura

Alcune aziende vinicole europee stanno testando una nuova app per gestire gli effetti del cambiamento climatico sulle viti. Finanziata dal programma Horizons 2020 per i progetti di ricerca e innovazione, l'app è stata sviluppata per rendere i vigneti più resilienti di fronte al cambiamento dei modelli meteorologici.

Il mercato globale del vino è in continua crescita: nel 2018 ha raggiunto un valore di 354,7 miliardi di dollari e per il 2023 si prevede un ulteriore incremento del 21%, che lo porterebbe a 429 miliardi di dollari. Questi dati testimoniano la grande rilevanza del settore, in cui gestire gli effetti del cambiamento climatico sta diventando una priorità cruciale.

La viticultura trova nuovi ambienti

Le viti crescono bene nelle zone che hanno estati lunghe, calde e prevalentemente asciutte e inverni piuttosto freddi e piovosi. Paesi come Francia, Spagna, Italia, Portogallo, California, Cile, Australia e Nuova Zelanda sono tradizionalmente ideali per la coltivazione di viti di ottima qualità, ma il riscaldamento globale sta creando condizioni climatiche favorevoli alla viticoltura anche in paesi finora inospitali come Inghilterra, Belgio e Canada.

Allo stesso tempo, alcune regioni universalmente note per i loro vini eccellenti potrebbero vedersi costrette a cambiare i propri vitigni tradizionali per adattarsi alle mutate condizioni meteorologiche.

Le aziende vinicole di Bordeaux (Francia) e della Napa Valley (Stati Uniti), celebri per la qualità dei loro cabernet sauvignon, hanno iniziato a sperimentare nuovi vitigni per capire quali possano essere più adatti al nuovo clima della regione.
Secondo eVineyard, la maturazione ottimale dell'uva richiede da 1390 a 2220 gradi giorno (GG) a temperature superiori a 10 °C.
Il calcolo dei GG, considerato insieme ai periodi in cui si osservano i valori richiesti e al tipo di temperature e condizioni climatiche che li accompagnano, rappresenta un elemento cruciale per la viticoltura. Le viti sono infatti molto sensibili alle variazioni del clima, tanto che gli agricoltori sono soliti usare gli indicatori meteorologici per sapere in quali periodi è più probabile che gli animali infestanti, che tendono a svilupparsi in determinate condizioni climatiche, possano causare problemi.
In base alle proiezioni climatiche per le regioni vinicole del sud Europa, in cui si sta sperimentando la nuova app, le tendenze sembrano mostrare un aumento delle ondate di caldo intenso, dei periodi di siccità e degli incendi boschivi. Appare inoltre probabile che gli inverni diventino più miti, rendendo meno frequenti le ondate di freddo di cui le viti hanno bisogno nella fase dormiente per prepararsi a una crescita ottimale in primavera e in estate.
L'obiettivo dell'app VISCA (Vineyards Integrated Climate Change App) è aiutare i viticoltori a riconoscere e a reagire a questi fattori, e non solo, in un mondo in trasformazione.

Resilienza al cambiamento climatico

Dalla fine del 2017, gli sviluppatori dell'app hanno collaborato con diversi viticoltori. in Spagna, Italia e Portogallo per capire quali informazioni possano essere utili per rendere le viti più resilienti alla variabilità e al cambiamento del clima.

In ogni regione vengono studiate varietà di vite differenti e le relative caratteristiche climatiche.

In Spagna, la sperimentazione viene condotta su coltivazioni di Chardonnay e Tempranillo, in Italia sul vitigno Aglianico e in Portogallo sul Touriga Nacional.

L'applicazione VISCA è stata implementata come sistema DSS (Decision Support System), integrando i modelli climatici e agricoli con le specifiche gestionali dei viticoltori per aiutarli a preparare strategie e pratiche di adattamento a breve, medio e lungo termine con cui migliorare la resilienza delle vigne al cambiamento climatico.
Il DSS VISCA è organizzato in forma di dashboard e raccoglie, in una mappa visuale unificata, una serie di widget da cui vengono ricavati tre tipi di previsioni importanti.
Previsioni fenologiche: la fenologia studia i fenomeni ciclici e stagionali degli organismi naturali, soprattutto in relazione al clima e alla vita delle piante e degli animali. Le previsioni del DSS si basano sulle fasi fenologiche associate alle stagioni e le integrano con le fasi effettivamente osservate dai viticoltori. Comprendono inoltre una previsione qualitativa basata sull'accumulo di zuccheri e sul livello alcolico atteso. Questo tipo di previsioni può essere d'aiuto ai viticoltori per pianificare determinate attività, ad esempio la vendemmia, la defogliatura e la potatura.
Previsioni irrigue: la quantità d'acqua che le viti ricevono, così come i tempi in cui la ricevono, sono elementi essenziali per la qualità del raccolto. Le previsioni su questi aspetti permettono di pianificare meglio le irrigazioni, soprattutto di fronte a un andamento imprevedibile delle piogge stagionali. Il DSS stima la quantità d'acqua che le viti dovrebbero ricevere con una settimana d'anticipo utilizzando le osservazioni meteorologiche precedenti, le previsioni meteo, una strategia di scarsità idrica e i dati sulle irrigazioni già eseguite. Queste informazioni rappresentano un elemento vitale per un buon raccolto, perché permettono di viticoltori di reagire alla scarsità di pioggia.
Previsioni meteo: i viticoltori possono accedere a previsioni di breve e medio termine e a previsioni stagionali basate su strumenti di modellazione delle condizioni meteorologiche e climatiche, che utilizzano osservazioni provenienti da diverse fonti come le stazioni terrestri e le Osservazioni della Terra (Earth Observations - EO). Le previsioni meteorologiche vengono integrate con quelle fenologiche e irrigue per consentire ai viticoltori di anticipare gli effetti dei fenomeni atmosferici sui vigneti e pianificare correttamente le attività sensibili al clima.

Nuove tecniche

Oltre allo sviluppo del DSS, il team VISCA sta anche testando due tecniche di gestione innovative: la prima è la forzatura delle colture, che prevede lo spostamento in avanti del periodo di maturazione dell'uva, che dai mesi estivi più caldi viene ritardato a un periodo più fresco. Si ottiene effettuando una potatura supplementare che, fermando il ciclo naturale della pianta, la forza a ricominciare il suo ciclo più avanti.
La seconda è la cimatura dei germogli, una tecnica di potatura estiva post-veraison (il termine veraison indica l'inizio della maturazione) utilizzata nelle vigne per ridurre il rapporto foglie-frutti e rallentare la partizione del carbonio ai chicchi. In questo modo si riduce anche l'accumulo di zuccheri, che è responsabile dell'aumento della concentrazione di alcol nel vino.
Finora, gli effetti della forzatura delle colture e della cimatura dei germogli sono stati testati sul campo in tre stagioni di coltivazione, da cui si attendono risultati molto promettenti. Nel DSS VISCA, gli utilizzatori finali possono introdurre queste tecniche di gestione in modo che il modello fenologico tenga conto dei loro effetti.
Secondo l'ultimo rapporto pubblicato sul sito di VISCA, gli utilizzatori finali hanno riconosciuto che l'app fornisce un apprezzabile valore aggiunto, anche se attualmente ritengono troppo complesse le operazioni di immissione, accesso e analisi dei dati.
Fino ad oggi, sono stati raccolti feedback di verifica in due stagioni di coltura ed è prevista una terza stagione di studio, che dovrebbe consentire al team VISCA di mettere a punto il DSS. Quando l'app sarà pienamente validata, il DSS VISCA potrà essere replicato per altri vitigni o anche per tipi di colture differenti: i suoi benefici potranno così essere estesi ad altre filiere, consentendo a tutti gli agricoltori di accrescere la resilienza dei loro raccolti di fronte al cambiamento climatico.

 

L'autore: Amanda Saint

Giornalista specializzata in storie su energie rinnovabili, cambiamenti climatici, smart cities, sostenibilità e urbanizzazione.