londra paesaggio cittadino

Le città intelligenti: Londra

La capitale del Regno Unito è tra le metropoli leader nel campo dell’innovazione e dello sviluppo digitale.

di Sabato Angieri
04 giugno 2021
8 min di lettura
di Sabato Angieri
04 giugno 2021
8 min di lettura

Dal 2018 l’Unione Europea ha introdotto il concetto di smart city, ovvero un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti grazie all’utilizzo di tecnologie digitali e di telecomunicazione, che agiscono anche sulla valutazione dei centri urbani, grazie a degli indicatori che aiutano i settori chiave nello sviluppo tecnologico, ambientale e sostenibile. Il tutto a beneficio dei suoi abitanti e delle attività di business.

Criteri di definizione

Con l’impiego sistematico di nuovi metodi di costruzione e materiali, dell’intelligenza artificiale e delle reti internet che connettono tra loro le cose (IoT) si mira a ridurre le emissioni e a ottimizzare al massimo le prestazioni. Perciò diventano fondamentali servizi di trasporto urbano più efficienti e puliti, reti idriche funzionanti e gestite in modo oculato, strutture per lo smaltimento dei rifiuti adeguate e modalità più efficienti per illuminare le strade e riscaldare gli edifici. Senza tralasciare tuttavia i fattori sociali, che sono parte integrante della vivibilità di un centro urbano, come la possibilità di interagire con l’amministrazione cittadina e di presentare istanze e proposte, l’accesso a spazi pubblici sicuri e i servizi necessari per una popolazione che avanza con l’età.

Diritto alla città

Del resto, da qualche anno a questa parte, anche i sindaci di alcune delle più popolose città d’Europa hanno iniziato a ragionare negli stessi termini. Il 3 luglio 2018, per citare un esempio, la prima cittadina di Barcellona e il suo collega londinese Sadiq Khan hanno firmato un articolo a quattro mani sul quotidiano britannico The Guardian che è diventato una sorta di manifesto del cosiddetto diritto alla città, contro la speculazione e l’inquinamento. I due sindaci si sono fatti promotori di politiche ambientali orientate alla salvaguardia e alla creazione dei parchi urbani, alla mobilità elettrica e alternativa e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Per entrare un po’ di più nel dettaglio e analizzare in cosa consistono praticamente questi interventi, si potrebbe prendere ad esempio proprio la capitale del Regno Unito, sulla base di alcuni dati forniti dal settimo rapporto City in motion index (Indice sull’avanzamento delle città, ndr) della Business School dell’Università di Navarra. Grazie a 101 indicatori, raccolti in nove campi chiave: il capitale umano, la coesione sociale, l’economia, la governance cittadina, l’ambiente, la mobilità e i trasporti, la pianificazione urbana, la proiezione internazionale e la tecnologia, gli analisti del CIMI hanno stilato una classifica che, attraverso dati oggettivi e soggettivi, offre una visione complessiva di 174 città da 80 Paesi del mondo.

Londra al primo posto

E tra queste, Londra è al primo posto nella classifica generale, in virtù delle sue altissime statistiche in molti dei campi analizzati. Nel campo del digitale e delle nuove tecnologie, ad esempio, la capitale inglese ospita più start-up e programmatori di quasi tutte le altre città del mondo. Ha lanciato il progetto Smarter London Together, che si propone come un piano di sviluppo digitale strutturale ma flessibile, volto a rendere la città la più smart del mondo.

La tabella di marcia del programma prevede una collaborazione stabile con i vari municipi per quanto riguarda i servizi della capitale, dai trasporti ai presidi sanitari. Parallelamente, il progetto ha tra i suoi obiettivi dichiarati una collaborazione più efficace con il settore tecnologico, ma anche con le università e le altre città. Londra viene descritta come una sorta di città banco di prova globale per l'innovazione, dove le idee migliori vengono sviluppate con i più alti standard di privacy e sicurezza e da lì si diffondono poi in tutto il mondo. In quest’ottica si sono individuati cinque terreni di sviluppo: design, scambio di dati, connettività, competenze e collaborazione.

Per l’indice CIMI Londra è ben posizionata in quasi tutti i campi, in particolar modo per il capitale umano e la proiezione internazionale, raggiungendo il primo posto. Il dato meno positivo è riscontrabile nel campo della coesione sociale (per il quale è al 64° posto) e il perché non è difficile da immaginare. Londra è una delle capitali mondiali del commercio, delle banche e dei fondi assicurativi, il suo centro (la city) con gli anni ha assunto le caratteristiche di quello che gli urbanisti definiscono un non-luogo. Non solo, i palazzi e le attività sono al centro di un mercato di compravendita internazionale che attira investitori da tutto il mondo interessati spesso solo al profitto. Il che ci riporta alle parole di Khan: una città deve essere anche un luogo di produzione e commerciò ma non può dimenticare e lasciare indietro i suoi abitanti, ovvero coloro che la mantengono viva e ne costruiscono la storia.

Al contrario, per quanto riguarda il capitale umano, il primo posto è guadagnato grazie alle sue Business schools rinomate a livello internazionale e al fatto di avere il più alto numero di università nella classifica dei migliori 500 istituti del mondo. Inoltre, nel territorio cittadino è presente un numero molto rilevante di scuole secondarie, sia statali sia private, che negli anni hanno incrementato significativamente la percentuale di popolazione con istruzione secondaria e superiore, portandola a livelli altissimi. In questo campo è valutata anche l’offerta culturale che qui conta sulla presenza di musei importantissimi che attirano milioni di visitatori ogni anno e la significativa presenza di teatri, musei e gallerie d'arte.

Prima per esposizione globale

Nella storia moderna, uno dei punti di forza della capitale inglese, è la proiezione internazionale della città: lo è da oltre due secoli, e i dati dell’indice CIMI ce lo confermano, nonostante la competizione con New York e Parigi, il podio lo occupa Londra, città che ha visto nel corso degli anni un insediamento crescente di comunità asiatiche. Per non contare la presenza significativa di hotel e dal numero di conferenze internazionali che qui si organizzano ogni anno. Inoltre, i cittadini londinesi sono i primi al mondo nelle classifiche delle compagnie aeree per biglietti acquistati, il che è strettamente legato al fatto che sui cieli di Londra passano la maggior parte delle rotte aeree internazionali.

Uguaglianza sociale e salute

In ultima analisi, è opportuno citare le iniziative per l’inclusione sociale che in questi anni hanno caratterizzato la comunicazione istituzionale del comune. Durante tutto il 2018, ad esempio, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha sponsorizzato le celebrazioni per il centenario del diritto di voto delle prime donne del Regno Unito. La sua campagna sui social network, dal titolo #BehindEveryGreatCity, ha colto l’occasione della ricorrenza per celebrare il ruolo di Londra nella lotta per il suffragio universale, creando anche un’occasione per sensibilizzare la cittadinanza su una serie di iniziative volte a rilanciare con forza il discorso sulla parità di genere.

Oppure, per citare un altro caso, nell’ottobre dello scorso anno, gli uffici del sindaco avevano commissionato uno studio sull’incidenza del Covid-19 nei vari strati della popolazione londinese. I risultati, che avevano evidenziato la fragilità di alcuni segmenti della popolazione, sono poi stati spunto per lanciare una campagna cittadina e nazionale che promuovesse maggiore accesso alla sanità e più investimenti nel servizio sanitario nazionale. Le città si configurano sempre di più come centri amministrativi, che, agendo sul territorio, sono finalizzati al bene comune. In questo senso, il concetto di smart city e quello di comunità si fondono offrendo un esempio di come antichità e progresso possano coniugarsi con successo.

L’autore: Sabato Angieri

Laureato in Letteratura Europea presso l’università La Sapienza di Roma è giornalista freelance e traduttore editoriale, ha collaborato a diversi progetti culturali e artistici come autore e scrittore. Attualmente collabora con Media Duemila, Lonely Planet come autore e con Elliot edizioni.