amsterdam smart city

Le città intelligenti: Amsterdam

La capitale olandese è diventata un esempio di mobilità sostenibile grazie alle numerose piste ciclabili che attraversano ovunque la città.

di Sabato Angieri
08 settembre 2021
8 min di lettura
di Sabato Angieri
08 settembre 2021
8 min di lettura

Quale mezzo migliore della bicicletta ci permette di spostarci nei centri urbani, regalandoci un appagante senso di benessere fisico e mentale, unendo attività motoria e salvaguardia ambientale in un felice connubio?

Un pensiero, questo, condiviso appieno da alcune città come Amsterdam.

Da decenni la capitale olandese viene invocata come simbolo della cosiddetta mobilità alternativa e come esempio da seguire, anche se in realtà i cittadini non la vivono come alternativa ma piuttosto, come consuetudine.

Ma quella che potrebbe sembrare una sorta di buona tradizione è di fatto, fortemente condizionata dalle scelte politiche e amministrative del governo locale, che punta a rendere Amsterdam una campionessa della transizione energetica.

Una bicicletta per ciascuno

Tanto per iniziare, la città ha più di 850 mila biciclette circolanti e il maggior numero di chilometri di piste ciclabili di tutte le città del mondo. L’amministrazione cittadina ha progressivamente vietato la circolazione dei mezzi alimentati da combustibili fossili, siano essi auto, moto o bus. Contemporaneamente, soprattutto negli ultimi anni, si è cercato di incentivare l’uso di mezzi di trasporto elettrici, implementando le infrastrutture di ricarica in tutta la città e sperimentando nuove tecnologie, come il sistema Moet Je Watt (MJW), un punto di ricarica per auto elettriche dotato di un contatore intelligente che impedisce sprechi di potenza e sovraccarichi.

In un’intervista dello scorso autunno alla rivista Forbes, Sharon Dijksma, assessore al traffico e ai trasporti della città di Amsterdam, ha dichiarato: “Le auto parcheggiate occupano l’11% dello spazio urbano della nostra città. Questo è un grande problema se consideriamo che Amsterdam è una città destinata a crescere. Molte restano parcheggiate per quasi tutto il giorno e più del 40% restano inutilizzate. Possiamo sicuramente ripensare questi spazi e trovare una soluzione alternativa. La nostra proposta è di diffondere maggiormente il concetto di smart mobility con l’espansione dei park & ride e l’uso in città di veicoli molto più leggeri e sostenibili”.

Collaborazione di istituzioni aziende e cittadini

Un’impostazione chiara, che riflette le disposizioni definite dalla Vision 2025, un documento che ridisegna il futuro della città, attraverso soluzioni che mirano alla riduzione degli sprechi energetici e delle emissioni di sostanze inquinanti, alla creazione di un ambiente e di un’economia che vada incontro alle esigenze dei residenti e delle imprese, alla riduzione delle spese comunali.

Il piano Amsterdam Smart City, lanciato nel 2009 dal municipio in collaborazione con Liander (energia) e KPN (telecomunicazioni) rappresenta un esempio virtuoso di partenariato tra pubblico e privato. Già dal 2007 il comune aveva istituito l’Amsterdam Initiative against Malnutrition (AIM) che due anni dopo è stata integrata con il progetto ASC e ha raccolto oltre settanta partner tra aziende private, enti, istituti di ricerca e cittadini al fine di creare un piano di sviluppo condiviso che operasse nei settori della digitalizzazione, dell’energia, della mobilità, dell’economia circolare, della vivibilità e dei servizi ai cittadini. L’obiettivo dichiarato era quello di ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2025. 

Amsterdam Smart City ha ricevuto il supporto dell’UE che ha co-finanziato il primo triennio ed è rimasta stabilmente un partner istituzionale del progetto, identificando nei cardini della transizione energetica e della connettività aperta gli stessi presupposti evidenziati nel piano Smart Cities comunitario. Nello specifico, ASC vuole trasformare l’area metropolitana in una sorta di incubatore diffuso di prodotti e servizi innovativi in sinergia con le necessità della cittadinanza. La sua peculiarità consiste nel fatto che le direttrici di sviluppo e investimento non sono immutabili ma vengono periodicamente aggiornate per incontrare nuove proposte ed esigenze. Nel 2018 già si contavano oltre 230 progetti con potenziale green testati.

Tra questi, il progetto Groen Grachten (letteralmente canali verdi) che punta a ristrutturare vecchi edifici situati sulle sponde dei canali per renderli più efficienti energeticamente senza intaccare il patrimonio architettonico della città. Così, in un palazzo seicentesco si è trasferito il De Groene Bocht (il centro per il sostegno e lo sviluppo dell’occupazione e dell’impresa sostenibile) che, mediante l’utilizzo di celle a combustibile, è riuscito a dimezzare le emissioni di CO2 e a permettere all’edificio di avere una fonte di elettricità interna.

Inoltre alcuni interventi strutturali hanno permesso a quartieri come Nieuw West e Geuzenveld di diventare dei modelli di sperimentazione. Nel primo, circa dieci mila delle famiglie residenti hanno potuto sottoscrivere un allaccio alla nuova rete intelligente di Alliander (il principale gestore energetico nazionale) e risparmiare sulla bolletta grazie a contatori di nuova generazione e alla più alta concentrazione di pannelli solari della città.

A Geuzenveld, invece, in oltre cinquecento abitazioni private sono stati installati contatori innovativi che, mediante un display aggiornato in tempo reale, permettono ai locatari di monitorare il proprio consumo energetico.

Ma nell’ottica di condivisione con la cittadinanza dei progressi e dei risultati raggiunti è anche importare mostrare gli avanzamenti, per questo nel distretto commerciale della Utrechtsestraat si è insediato il Klimaatstraat, una sorta di showroom dove sono testate le tecnologie più innovative ed eco-sostenibili.

L’economia della ciambella

Amsterdam, che ha acquisito l’appellativo di “prima ciambella al mondo”, punta a raggiungere il traguardo di prima economia al mondo interamente circolare entro il 2050, a dimezzare l’uso di nuove materie prime entro il 2030 e a ridurre le sue emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 del 55% entro il 2030 e del 75% entro il 2040.

Le previsioni demografiche, tuttavia, fanno sorgere alcune complicazioni rispetto agli obiettivi preposti: si stima, infatti, che la capitale olandese raggiungerà un milione di abitanti nel 2040, dagli 800 mila di oggi, con un conseguente incremento di case e flussi turistici e un aumento degli spostamenti da e per la città del 30%. Per questo è importante agire oggi, programmare e impostare il cambiamento in modo da non essere colti impreparati.

Amsterdam Smart City è il nome che gli amministratori locali hanno creato proprio per sottolineare l’importanza delle nuove tecnologie in questa sfida epocale.

Finora i numeri sembrano dalla loro parte, la città è stabilmente tra le prime dieci del City in motion index della Business School dell’Università di Navarra; conta 1,1 startup innovative ogni mille abitanti, secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Dealroom, prima tra tutti gli stati europei e in crescita del 700% negli ultimi cinque anni; ha una delle reti 4G più capillari d’Europa e ha da poco appaltato le frequenze per la propria rete 5G per la somma record di 1,23 miliardi di euro.

Stando alle classifiche mondiali e agli indici di università e istituti di ricerca, Amsterdam emerge come faro per tutte le altre città del pianeta.

L’autore: Sabato Angieri

Laureato in Letteratura Europea presso l’università La Sapienza di Roma è giornalista freelance e traduttore editoriale, ha collaborato a diversi progetti culturali e artistici come autore e scrittore. Attualmente collabora con Media Duemila, Lonely Planet come autore e con Elliot edizioni.