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Una ripresa verde, soprattutto nei paesi in via di sviluppo

La mobilitazione del capitale, l’ottimizzazione delle tecnologie e la realizzazione di condizioni favorevoli per gli investimenti del settore privato saranno essenziali per la fase di ripresa, in particolare nei paesi con margini fiscali limitati e scarso accesso all’energia.

di Riccardo Puliti
13 ottobre 2020
27 min di lettura
diRiccardo Puliti
13 ottobre 2020
27 min di lettura

Il Coronavirus ha generato il più grande sconvolgimento a livello mondiale mai registrato negli ultimi secoli. La pandemia rappresenta una crisi umana profonda e duratura, con conseguenze per la vita delle popolazioni e per i mezzi di sostentamento di tutto il mondo. La lotta contro la crisi sottolinea il ruolo fondamentale dell’energia nella vita di tutti i giorni e nel superamento delle difficoltà. I servizi energetici affidabili costituiscono le fondamenta della prevenzione e della lotta al Covid-19 in quanto alimentano le strutture sanitarie e forniscono acqua potabile per l’igiene essenziale e una refrigerazione sufficiente per la conservazione di cibo e medicinali. Inoltre, i servizi energetici sono essenziali per l’infrastruttura digitale utile per combattere la diffusione della pandemia, per adattarsi alle misure di distanziamento sociale nonché per garantire la continuità di servizio del governo e delle imprese essenziali. Ma mentre molti di noi hanno fatto affidamento sull’accesso all’elettricità per connettersi e continuare a lavorare a distanza, tale accesso e opzioni non sono disponibili in molte regioni del mondo: oggigiorno, quasi 790 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità, soprattutto in Africa e in Asia meridionale. La natura interconnessa di qualsiasi risposta sanitaria efficace sottolinea il nostro interesse comune per un settore energetico funzionante e un accesso affidabile anche nelle regioni più remote del mondo.

Al di là dei suoi impatti più diretti sulla salute e sulla sopravvivenza, la pandemia rappresenta una svolta storica a livello politico ed economico. Il Covid-19 sta avendo pesanti conseguenze sul panorama energetico, provocando uno shock in tutto il settore sia dal lato della domanda che dell’offerta, scuotendo i mercati delle materie prime e minacciando la redditività degli enti di pubblica utilità e dei fornitori del settore privato. Garantire la redditività del settore è importante per affrontare la crisi nell’immediato, ma è altrettanto importante per la ripresa economica, per aumentare la resilienza contro gli shock futuri e, infine, per ottenere l’accesso universale all’elettricità. Nei prossimi decenni, le decisioni politiche e gli investimenti volti ad affrontare la crisi attuale influiranno in maniera significativa sull’evoluzione dell’economia energetica, in particolare sull’evoluzione dei progetti a basse emissioni di carbonio.

Conseguenze per i fornitori e fluttuazioni dei prezzi delle materie prime

È indubbio che nei paesi in via di sviluppo gli effetti del Covid-19 sull’economia energetica sono drammatici. Secondo le stime di aprile dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), i paesi in lockdown hanno registrato un calo medio del 25 percento della domanda di energia, con modelli giornalieri di consumo di energia elettrica normalmente rilevabili solo di domenica. L’attività ha subito un rallentamento sostanziale nel campo dei trasporti, degli scambi e del commercio e le profonde riduzioni del consumo energetico hanno causato crisi di pagamento a catena dai clienti, ai fornitori di servizi, alle utility, fino a produttori e governi. Inoltre, nei mercati mondiali delle materie prime, il rallentamento ha inciso sia sull’offerta che sulla domanda e molto probabilmente i suoi effetti persisteranno nei mesi a venire. I nuovi investimenti in progetti energetici ed estrattivi sono stati ritardati, sospesi o annullati, mentre le attività esistenti hanno dovuto affrontare nuove sfide per la logistica, le catene di approvvigionamento e la gestione del personale.

I prezzi complessivi delle materie prime industriali come rame, zinco e altri metalli dovrebbero diminuire quest’anno, ma gli effetti del lockdown sulle materie prime legate ai trasporti sono stati ben più drammatici. A partire da gennaio, i prezzi del petrolio sono crollati e hanno raggiunto un minimo storico in aprile con prezzi della commodity negativi in alcuni benchmark. Le flessioni riflettono un forte calo della domanda e sono state aggravate dall’incertezza sui livelli di produzione tra i principali produttori di petrolio. Per la prima volta nella storia, si prevede un crollo della domanda del petrolio di 9,3 milioni di barili al giorno nel corso dell’anno, rispetto ai livelli del 2019, in cui il consumo di petrolio ha raggiunto i 100 milioni di barili al giorno. I prezzi dell’energia in generale, inclusi quelli del gas naturale e del carbone, dovrebbero diminuire in media del 40 percento nel 2020 rispetto al 2019, anche se si prevede una ripresa sostanziale per il prossimo anno. Queste gravi perturbazioni dell’industria estrattiva in tutto il mondo sono particolarmente problematiche per i paesi in via di sviluppo che stanno perdendo entrate fiscali essenziali, costringendo i paesi dipendenti da queste risorse a valutare e far fronte alle implicazioni per il bilancio dei prezzi delle commodity a breve e medio termine.

Nelle regioni in varie fasi del lockdown, le conseguenze del blocco sono irregolari e variabili, con un ritorno della domanda dei consumatori man mano che le restrizioni vengono allentate. Nella maggior parte dei paesi, a giugno, la domanda di elettricità (calcolata prendendo in considerazione le condizioni meteorologiche) era ancora inferiore del 10 percento rispetto ai livelli precedenti alla crisi. E anche se molti paesi hanno iniziato a riaprire, le prossime ondate previste della pandemia minacciano di riportare alcune giurisdizioni al lockdown completo. In totale, si prevede che l’impatto sulla domanda energetica nel 2020 sarà 7 volte maggiore di quello della crisi finanziaria del 2008.

Nel settore energetico, questi shock sul versante della domanda hanno portato a crisi di liquidità sia tra i servizi pubblici che tra i fornitori di energia elettrica off-grid. Le utility si trovano in difficoltà per via dell’improvviso calo delle vendite ai clienti finali industriali e ai grandi operatori commerciali più redditizi (che possono rappresentare fino al 70 percento dei ricavi), nonché per una crisi di accessibilità economica tra i consumatori privati che devono affrontare disoccupazione e calo del reddito. Ne risultano un significativo deterioramento delle posizioni finanziarie delle utility energetiche nei paesi in via di sviluppo e potenziali fallimenti. Nei paesi in via di sviluppo, le utility devono già affrontare la pressione fiscale e possono avere difficoltà nel fornire servizi di base o nel pagare le proprie bollette. Se le società di servizi non sono in grado di adempiere ai contratti di acquisto e qualora siano inadempienti per i pagamenti, i produttori indipendenti (che rappresentano il 40 percento dell’energia elettrica nell’Africa subsahariana) sono a loro volta messi a repentaglio. In effetti, le carenze di liquidità possono rapidamente trasformarsi in un problema di solvibilità sia per i fornitori pubblici di elettricità che per quelli privati, con ripercussioni fiscali negative sugli stati che sono costretti a intervenire. I governi ora subiscono pressioni per ovviare al problema della mancanza di liquidità proprio mentre le entrate pubbliche diminuiscono, in particolare tra gli esportatori di petrolio, gas e minerali che, come tanti altri, devono far fronte ai prezzi bassi delle materie prime.

Le utility e i produttori connessi alla rete non sono gli unici a dover affrontare delle difficoltà. Nelle regioni meno sviluppate, i fornitori off-grid e mini-grid sono particolarmente importanti per l’accesso all’energia, anche nelle strutture sanitarie essenziali. Ma alcune società che operano nel campo mini-grid e off-grid faticheranno a sopravvivere al triplo shock provocato dalla pandemia per svariate ragioni: esse non sono in grado di procurarsi nuovi clienti a causa del lockdown e devono affrontare le inadempienze dei clienti esistenti, il tutto mentre le interruzioni della catena di approvvigionamento influiscono su importazione, inventario e logistica interna. Secondo un sondaggio effettuato ad aprile per l’iniziativa SEforALL, le società di sistemi solari domestici si aspettavano un calo delle entrate del 27 percento e le società che si occupano di mini-grid ne prevedevano uno di quasi il 40 percento. La maggior parte di queste società aveva a disposizione meno di due mesi di spesa operativa.

Nei luoghi in cui si tenta ancora di ampliare l’accesso all’energia, come l’Africa, risulta fondamentale garantire la solvibilità dei fornitori di elettricità off-grid del settore privato. Un settore off-grid sostenibile è essenziale per garantire la fornitura di energia nonché per ampliare l’accesso all’energia sostenibile; in sua assenza, molte comunità sarebbero obbligate a fare affidamento su generatori diesel che dipendono da una fornitura di carburante costosa e spesso inaffidabile.

Supportare gli operatori tradizionali per evitare una regressione

Se questi problemi non vengono affrontati adeguatamente e rapidamente, i guadagni in materia di sostenibilità del settore energetico interno potrebbero essere ridotti, comportando un’inversione delle riforme economiche fondamentali. Di conseguenza, verrebbe minato un intero decennio di progressi a favore della competitività aperta, della sicurezza energetica, dell’accessibilità economica e della decarbonizzazione. Inoltre, questi problemi minacciano la futura evoluzione del settore, poiché gli investimenti energetici programmati sono influenzati sia dal calo della domanda previsto sia dalla difficoltà di raccogliere capitale proprio nel contesto attuale.

È necessaria un’azione immediata e collettiva per garantire la sostenibilità del settore energetico, sia nel contesto della crisi attuale che in quello della ripresa economica che seguirà. I governi dovrebbero accelerare la connettività elettrica per garantire la gestione della continuità operativa delle funzioni governative di base durante la pandemia, in particolare della fornitura di servizi sanitari. Sarà inoltre necessario un sostegno finanziario di emergenza destinato sia alle utility che ai produttori off-grid al fine di garantire la continuità dei servizi essenziali e di permettere ai lavoratori in prima linea nella lotta al virus di continuare a svolgere il loro ruolo, così importante in periodo di crisi. Il finanziamento di contratti con produttori locali del settore privato (in particolare con quanti si occupano di impianti mini-grid di piccole dimensioni e di sistemi solari domestici) per fornire elettricità di qualità e affidabile in aree non connesse alla rete principale è fondamentale per tutelare la solvibilità di queste società.

In assenza di una pianificazione a lungo termine e di una politica efficace, l’inaffidabilità o le interruzioni del servizio saranno spesso affrontate da costosi fornitori di energia elettrica a noleggio. In particolare nei paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare con una debole supervisione istituzionale e un’esposizione frammentaria alle catene di approvvigionamento energetico, un fiorente mercato temporaneo della produzione di energia e del noleggio di energia consuma diesel (su piccola scala) o olio combustibile pesante (in impianti più grandi) per fornire elettricità a prezzi esorbitanti ad alcuni dei consumatori più poveri. La pianificazione settoriale è un elemento fondamentale per soddisfare la domanda crescente in modo coerente e sostenibile, e diventa particolarmente importante per favorire un’evoluzione positiva e conquistata con fatica di fronte a gravi perturbazioni.

Bisogna preservare i successi conseguiti nel corso di diversi anni di riforme in modo da sostenere e accelerare gli sforzi verso la decarbonizzazione dell’economia. Si ritiene che le conseguenze della pandemia si protrarranno sul lungo termine e che durante la fase di ripresa sarà importante sostenere gli investimenti nella transizione verso un’energia pulita. A seconda del margine di bilancio che i paesi hanno a disposizione, gli investimenti che contribuiscono all’energia pulita e agli obiettivi di accesso universale si rivelano estremamente importanti, in particolare quando aiutano a creare posti di lavoro e ad alleviare la povertà.

Ad esempio, sarebbe molto semplice sostenere programmi di investimento energetico ad alta intensità di manodopera (come l’elettrificazione delle zone rurali o il miglioramento dell’efficienza energetica), che potrebbero contemporaneamente contribuire allo stimolo fiscale e al progresso degli obiettivi di accesso universale, aumentando al contempo l’occupazione. Un altro modo per incentivare gli investimenti in energia pulita sarebbe quello di sostituire gli impianti a combustibile obsoleti con combinazioni di energie rinnovabili e batterie, che possono essere integrate con prestiti agevolati o con garanzie sul debito.

Inoltre, è improbabile che il sostegno diretto a progetti di energia rinnovabile su scala industriale sia l’utilizzo più efficiente del pacchetto di stimolo finanziario, soprattutto dal momento che le curve dei costi rendono tali progetti sempre più attraenti per gli investitori del settore privato nelle giuste condizioni. Al contrario, al fine di stimolare gli investimenti sarà fondamentale affrontare questioni strutturali come le interconnessioni, lo stoccaggio, la ricarica intelligente e le tecnologie di demand response per competere nei mercati della flessibilità, oltre ad accelerare l’elettrificazione del riscaldamento, dei trasporti e dell’industria.

Per consentire la transizione all’energia pulita bisogna inoltre garantire l’approvvigionamento di risorse critiche, ma la crisi dovuta al Covid-19 potrebbe rappresentare un rischio per l’estrazione sostenibile di numerosi minerali e metalli utilizzati nelle tecnologie di energia rinnovabile. Con la riapertura delle economie, i governi e le aziende dovranno impegnarsi ancora di più per permettere un’“attività estrattiva ecosostenibile” e mitigare gli impatti negativi, anche attraverso un maggiore impiego delle energie rinnovabili nello stesso settore minerario.

Sia nel settore delle energie rinnovabili che in quelli che lo supportano, è necessario rafforzare la cooperazione internazionale e fare in modo che questa goda di un impegno maggiore da parte del settore pubblico e di quello privato, al fine di destinare maggiori flussi finanziari verso i più bisognosi.

Consentire al settore privato di guidare la ripresa

Il settore privato ricopre un ruolo sempre più importante, considerando che i finanziamenti del settore pubblico scarseggiano. Negli ultimi anni, gli investimenti del settore privato nei paesi in via di sviluppo sono aumentati rapidamente grazie ai nuovi meccanismi di finanziamento e ai progressi significativi delle riforme politiche e istituzionali. La promozione della partecipazione del settore privato tramite la creazione di un contesto favorevole e di interessanti opportunità di investimento ha svolto un ruolo importante nel soddisfare le esigenze di sviluppo a breve termine come quelle di accesso all’energia, di infrastrutture e di trasporto pubblico, e ha anche sostenuto la sostenibilità finanziaria a lungo termine di progetti a basse emissioni di carbonio.

Tuttavia, con l’inizio della pandemia, si è registrato un reindirizzamento del capitale verso mercati meno rischiosi, il che ha limitato la disponibilità di finanziamenti da parte del settore privato nei paesi in via di sviluppo. Alla fine di aprile, Devex ha riferito che dall’Africa sono stati ritirati quasi 100 miliardi di dollari di investimenti privati diretti. In questo periodo caratterizzato da bilanci pubblici fortemente limitati e che continueranno ad essere tali per anni visti i costi elevati sostenuti per rispondere all’emergenza del Covid-19, è di fondamentale importanza conservare innanzitutto gli investitori esistenti per poterne attrarre di nuovi. Tuttavia, trattenere gli operatori del settore privato nei paesi ad alto rischio si rivela complicato quando l’incertezza globale alimenta la tentazione di tornare a paradisi più sicuri. L’adeguamento degli incentivi e della condivisione del rischio sarà fondamentale per garantire che il capitale privato sostenga progetti di innovazione nonché per una gestione efficace.

La Banca mondiale si sta impegnando per colmare il divario tra governi e settore privato, contribuendo ad assicurare lo scadenzario dei pagamenti o, ove necessario, a modificare gli accordi in modo da adattarli a circostanze eccezionali. L’obiettivo è quello di evitare una spirale discendente di insolvenze, controversie legali sul credito e ulteriore incapacità di pagare il debito. In alcuni casi, ciò significa fornire la liquidità necessaria estendendo concessioni o permettendo l’accesso a nuovo credito, al fine di alleviare la pressione a breve termine sugli enti pubblici che lottano per fornire servizi alle popolazioni in condizioni di crisi. Ad esempio, in Guinea-Bissau il gruppo della Banca Mondiale ha ristrutturato un progetto di accesso regionale di 6 milioni di dollari per consentire al governo di pagare arretrati e carburante, consentendo così all’utility di coprire i propri costi e di evitare interruzioni di corrente da parte dell’unico produttore indipendente di energia.

Tuttavia, il supporto implica anche la promozione del dialogo tra le parti per promuovere una flessibilità razionale, in modo che gli accordi di prestito possano sopravvivere alla crisi causata dal Covid-19 e, in definitiva, fornire risultati migliori tanto per il mutuatario quanto per il creditore. È importante intraprendere ogni azione possibile volta a evitare le inadempienze e l’emergere di costosi reclami legali dovuti a clausole di forza maggiore. Le controversie dispendiose tra gli enti di utilità pubblica e i fornitori servono in ultima analisi a poco, oltre a rovinare il rating di credito dell’ente di proprietà statale e a ostacolare il ritorno a lungo termine degli investitori verso le infrastrutture di produzione.

Sebbene i disaccordi a breve termine possano essere risolti attraverso il dialogo e somme supplementari di liquidità, le componenti più importanti per conservare la fiducia degli investitori sono tuttora un forte impegno nella riforma del settore e un contesto generale più favorevole. Per coinvolgere il settore privato in veste di finanziatore, operatore, fornitore di servizi o innovatore nel perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) sono necessari mercati competitivi e funzionanti, nonché governi efficaci. Tali mercati emergono solo quando esiste una struttura che affronta i fallimenti del mercato attraverso la riforma delle politiche e migliora i mercati poco efficienti attraverso effetti dimostrativi (ad esempio rafforzando la concorrenza, l’innovazione, l’integrazione e migliori competenze attraverso investimenti e servizi di consulenza).

Ecco perché, insieme al finanziamento agevolato, la Banca mondiale aiuta anche a creare condizioni favorevoli tramite le riforme del settore, il commercio regionale, la pianificazione e la trasparenza in ambito normativo e la creazione della domanda attraverso dispositivi che generano reddito. Tali condizioni favorevoli dovrebbero riguardare l’accessibilità economica, l’inclusione e la riduzione della povertà.

Le riforme guidate dal mercato necessarie per ridurre il rischio del settore energetico richiedono una visione lungimirante che riconosca la crescente attrattiva del capitale di resilienza, della sostenibilità, della stabilità sociale e della governance ponderata. In questo contesto è fondamentale ottenere il giusto mix energetico in termini di accessibilità economica e di sostenibilità, garantendo al contempo sicurezza energetica e fornitura di servizi affidabili. Questo mix è sempre più orientato verso l’energia rinnovabile e richiede investimenti significativi nelle tecnologie per le reti energetiche, nella gestione della rete e nello stoccaggio in modo da gestire la variabilità e integrare l’energia rinnovabile su vasta scala.

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Sostenere gli investimenti privati nello sviluppo verde

Le opportunità di investimento all’incrocio tra energia e sviluppo sono innumerevoli. Secondo le stime della Banca Mondiale, prima dell’epidemia di Covid-19 l’industria dell’energia solare off-grid costituiva un mercato annuale di 1,7 miliardi di dollari che sarebbe dovuto crescere a un ritmo accelerato del 13 percento per raggiungere l’obiettivo dell’accesso universale all’energia entro il 2030. Ciò significava che per colmare il divario di accessibilità economica sarebbero stati necessari fino a 7,7 miliardi di dollari di investimenti privati e fino a 3,4 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici.

Sebbene il calo dei costi delle tecnologie per le energie rinnovabili abbia ridotto significativamente il capitale necessario per investire in nuovi sistemi, e nonostante l’energia rinnovabile rappresenti l’opzione più economica per i 2/3 della popolazione mondiale, in molte aree del mondo il finanziamento di progetti di energia rinnovabile risulta ancora complicato. Le barriere di mercato sottostanti e la percezione di un rischio elevato limitano lo sviluppo e il finanziamento di progetti di energie rinnovabili. L’identificazione di progetti interessanti e l’accesso al capitale rappresentano spesso un grosso ostacolo alla realizzazione di investimenti nelle energie rinnovabili. I rischi di progetto possono assumere svariate forme. Vi sono ad esempio i rischi politici e normativi; il rischio di controparte, di rete e di collegamento di trasmissione; il rischio di cambio, di liquidità e di rifinanziamento nonché il rischio delle risorse.

I responsabili politici, le istituzioni finanziarie e gli investitori possono fare ricorso a una serie di strumenti per aiutare a superare tali barriere, mitigare il rischio di investimento e migliorare l’accesso al capitale per i progetti sulle energie rinnovabili. Le istituzioni che erogano finanziamenti per lo sviluppo (DFI) come la Banca mondiale, possono aiutare i paesi ad attuare delle politiche a favore di ambienti di investimento stabili e prevedibili e a garantire flussi di entrate prevedibili per i progetti. L’assistenza tecnica e la concessione dei finanziamenti possono essere fondamentali nelle prime fasi del ciclo di vita del progetto, quando si prepara il terreno per gli investimenti. Possiamo anche promuovere lo sviluppo del progetto e migliorare la documentazione con il programma di assistenza alla gestione del settore energetico (Energy Sector Management Assistance Program, ESMAP). Gli interventi non finanziari mirati possono facilitare e aiutare a sviluppare i progetti verso la piena maturità degli investimenti.

Gli interventi non finanziari possono creare condizioni più favorevoli per gli investimenti privati, mentre le banche commerciali e le istituzioni finanziarie per lo sviluppo possono fornire un sostegno fondamentale tramite il finanziamento a lungo termine necessario per le infrastrutture (a causa di passività particolarmente durevoli), nonché attraverso strumenti efficaci di mitigazione del rischio. Questi includono garanzie, strumenti di copertura del rischio di cambio e strumenti di riserva di liquidità. Gli strumenti basati sul debito, come le strutture di prestito e co-prestito, possono aiutare le istituzioni finanziarie locali a superare gli ostacoli principali, compreso l’accesso limitato al capitale e la scarsa esperienza nel prestito a progetti di energia rinnovabile.

Gli strumenti di supporto del credito possono svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre i rischi dei progetti e nel renderli riproducibili. Il supporto del credito punta a mitigare i rischi specifici di un progetto che pesano sul suo profilo di credito complessivo o ne diminuiscono l’attrattiva per il settore privato. Esso può assumere varie forme. La stabilizzazione del flusso di cassa può prevenire o ritardare potenziali disagi e insolvenze; il miglioramento del recupero può ridurre le perdite in caso di insolvenza; entrambi possono essere garantiti dagli strumenti combinati. La sostituzione del credito è una garanzia che serve a trasferire completamente il rischio di rimborsi tempestivi del debito dall’emittente del finanziamento di progetto a un fornitore di garanzie. Le garanzie parziali per il recupero possono essere una caratteristica interessante per gli investitori in quanto offrono una maggiore visibilità sulla ripresa, mentre un’altra notevole attrattiva può essere rappresentata dall’esperienza e dall’influenza di un istituto multilaterale di credito. Questo a volte viene definito “effetto alone”. 

L’obiettivo della strategia Mobilising Finance for Development (MFD) della Banca Mondiale è quello di realizzare progetti infrastrutturali riducendo la dipendenza dai fondi pubblici (cioè i soldi dei contribuenti) e mobilitando maggiori quantità di finanziamenti commerciali. Un indicatore chiave di successo è il moltiplicatore MFD, definito come il rapporto tra finanziamenti commerciali e fondi pubblici nel contesto del finanziamento delle infrastrutture. 

Per aumentare in modo significativo il capitale di investimento, i progetti di energia rinnovabile devono diventare più accessibili agli investitori tradizionali. Gli strumenti finanziari strutturati possono aiutare ad aumentare i volumi degli investimenti riducendo i costi della due diligence. La standardizzazione dei documenti di progetto così come l’aggregazione sono meccanismi importanti che consentono di raggruppare i progetti più piccoli. Questi meccanismi possono anche aiutare a cartolarizzare gli asset di energia rinnovabile ai fini della negoziazione sui mercati dei capitali.

Un settore funzionale per una crescita più verde

Per costruire economie resilienti, eque e sostenibili in seguito alla pandemia di Covid-19, è necessario conferire un ruolo centrale all’energia sostenibile nell’ambito degli stimoli economici e delle misure di ripresa. La mobilitazione del capitale, l’ottimizzazione delle tecnologie e la realizzazione di condizioni favorevoli per gli investimenti del settore privato saranno essenziali per la fase di ripresa, in particolare nei paesi con margini fiscali limitati e scarso accesso all’energia. Le istituzioni che erogano finanziamenti per lo sviluppo, come la Banca mondiale, possono fornire supporto tramite assistenza tecnica e strumenti di credito, importanti per ridurre i rischi di progetti particolari.

Tuttavia, per una effettiva riduzione del rischio è necessario realizzare un settore energetico funzionale che sia sostenuto da mercati efficienti, istituzioni affidabili e riforme in corso. La protezione dei progressi finora realizzati e la definizione di una giusta strategia da seguire possono garantire una crescita più verde e una ripresa sana mentre il mondo emerge da questa crisi.

L'autore: Riccardo Puliti

È Senior Director e Head of Energy and Extractives Global Practice del Gruppo della Banca Mondiale dal novembre 2016. Il 1° luglio 2020 è stato nominato Direttore Regionale e ha assunto la gestione di tutte le operazioni nel settore dell’energia e delle infrastrutture in Africa.