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L'ozono, uno scudo per il pianeta

Approfondiamo la conoscenza con una parte essenziale della stratosfera terrestre.

di Stefano Bevacqua
5 min di lettura
diStefano Bevacqua
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L’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno e si trova sulla terra in piccole quantità nell’aria che respiriamo, ma è nel cielo che lo troviamo concentrato in maggiore densità, soprattutto tra 15 e 35 km di altitudine. Per questo motivo, la porzione di stratosfera a noi più vicina viene chiamata ozonosfera, o più comunemente fascia dell’ozono. Quel pezzo di cielo è fondamentale per proteggere la vita sulla terra, perché filtra la parte più dannosa dei raggi ultravioletti provenienti dal sole.

Si parla da anni degli effetti sulle condizioni climatiche globali provocati dall’assottigliamento di questa porzione di spazio, soprattutto in corrispondenza dei due poli del globo terracqueo. Una diminuzione chiamata spesso impropriamente “buco” dell’ozono. A causa della sua importanza, questa porzione dello spazio è al centro di dispute che evidenziano opinioni e tesi anche molto diverse tra loro.

I gas libera cloro

Se la fascia di ozono si assottiglia, o addirittura scompare in certe aree, i raggi ultravioletti possono arrivare fino al suolo indisturbati, facendo danni non tanto direttamente all'uomo, quasi assente in Antartide e nell'Artico, ma in prima battuta al plancton. Questo va a interferire nella catena alimentare, che dal minuscolo porta fino a noi, passando per l'intero ecosistema oceanico.

Negli ultimi decenni del secolo scorso, la porzione di fascia dell’ozono situata sopra il polo sud si è ridotta significativamente. Le ricerche sulla colpa di questa mutazione portano all’uomo stesso. L'ipotesi più accreditata indica la responsabilità nell’uso dei clorofluorocarburi, CFC, e altri gas simili: gli idroclorofluorocarburi, HCFC, e gli idrofluorocarburi, HFC. Questi gas erano largamente impiegati come propellenti delle bombolette spray, nei solventi e nelle colle. Erano anche i gas refrigeranti più usati nei frigoriferi e nei condizionatori d'aria. Non solubili in acqua, non ricadono al suolo con le piogge e, maledettamente stabili, risalgono indisturbati nella stratosfera anche a molti chilometri di altitudine. Lassù, per effetto dell'irraggiamento solare, liberano cloro che, a sua volta, distrugge i legami tra gli atomi di ossigeno che costituiscono l'ozono. Un’ulteriore conseguenza nociva era un effetto schermante alcune migliaia di volte superiore a quello dell'anidride carbonica, anche se la loro concentrazione in atmosfera era comunque limitata.

Questa la tesi più accreditata dalla ricerca. Non era una teoria certa, ma è risultata la più probabile. C’erano anche tesi alternative, come quella che considerava l'assottigliamento della fascia di ozono un effetto combinato dell’azione dei gas CFC con una miscela di fenomeni naturali. Il cloro è diffuso nel mondo anche senza l’intervento dell’uomo.

La buona novella

Con il protocollo di Montreal del 1987 si è deciso di abolire la maggior parte dei gas guastafeste di uso umano, sostituendoli con altre sostanze prive di cloro, anche se spesso meno stabili e altamente infiammabili.

Eliminata la più probabile delle cause del fenomeno, si è constatato che lo stato di salute dell'ozono stratosferico è enormemente migliorato. Il "buco" si è in gran parte richiuso. Se questo sia effetto della messa al bando dei gas delle bombolette e dei refrigeratori non è del tutto noto. Comunque la situazione è radicalmente diversa da quella che si poteva osservare nell'ultimo quarto del secolo scorso. Non solo per la ristabilita efficacia dello schermo contro i raggi UV a più elevata frequenza, i più dannosi per le specie viventi, ma anche in relazione ad effetti climatici che finora si erano soltanto presunti.

Le doppie virtù dell’ozono

Lo strato inferiore della fascia di ozono sembrava svolgere anche una funzione di regolazione della temperatura nella bassa atmosfera più vicina a noi. Però non era affatto chiaro come questo avvenisse e non si era certi che accadesse realmente. Una ricerca dell'Università del Colorado guidata da Antara Banerjee, una giovane scienziata britannica, ha finalmente potuto osservare e misurare come dal 2000 ad oggi la circolazione atmosferica dell'emisfero Sud abbia subito un significativo miglioramento. In particolare nel flusso d’aria canalizzato intorno al Polo denominato jet-stream.

I ricercatori hanno raccolto e incrociato una enorme massa di dati relativi alla posizione delle correnti atmosferiche alle medie latitudini, del vortice polare e del bordo meridionale dell'area climatica tropicale. Con i dati registrati dal 1980 ad oggi, hanno poi simulato i mutamenti intervenuti in questi quattro decenni nella chimica e nella fisica dell'atmosfera dell'emisfero Sud. Risultato: le simulazioni hanno quasi perfettamente riprodotto le variazioni climatiche effettivamente osservate, compreso il restringimento del jet-stream intorno al polo e il suo successivo rallentamento rilevato fino alla fine del secolo scorso. Hanno dimostrato, quindi, che l'assottigliamento della fascia di ozono produceva conseguenze climatiche reali e che il suo ristabilirsi sta contribuendo al miglioramento delle condizioni dell’intero pianeta. L'ozono della stratosfera quindi è doppiamente prezioso. Non solo tiene lontani gli UV, ma contribuisce positivamente all'equilibrio climatico.