668076824

Il modello di recupero ecologico in Colombia

Comprendere e adattarsi alla crisi climatica.

di Eni Staff
08 settembre 2020
5 min di lettura
diEni Staff
08 settembre 2020
5 min di lettura

Negli ultimi 30 anni, oltre 15,5 milioni di colombiani sono stati colpiti da catastrofi naturali: alluvioni, frane, terremoti e uragani. Nel 2010-2011, La Niña ha messo in pericolo tutto il paese. Forti inondazioni hanno distrutto strade, ponti, acquedotti, case ed edifici, oltre a centinaia di ettari di terreni agricoli. L’effetto è stato un’enorme perdita economica. La Niña è costata alla Colombia circa 11,2 miliardi di pesos (441 milioni di euro), importo che, secondo la Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi, equivale al 2,2% del PIL nazionale. Oltre 3 milioni di persone (circa il 7% della popolazione totale) è stata colpita direttamente.

Di fronte a eventi meteorologici estremi, le più vulnerabili sono le comunità agricole nelle aree ad alto rischio climatico, come la regione di La Mojana nella Depresión Momposina. Mentre le zone umide della Colombia godono di regolatori idrologici che consentono di gestire sia le stagioni delle piogge sia i mesi secchi, l’area di La Mojana ha invece subito un maggiore degrado ambientale che ne ha compromesso la capacità di far fronte a inondazioni e siccità. Il cambiamento climatico ha modificato i cicli meteorologici e il conseguente maggior numero di eventi estremi ha aggravato la vulnerabilità delle famiglie che vivono in questa regione.

L'adattamento, una virtù condivisa

A Pasifueres, una comunità che conta meno di 1000 residenti, un gruppo di donne ha dato vita a una coalizione per promuovere l’adattamento al cambiamento climatico delle aree rurali. L’associazione locale, nota come ASOPASFU, comprende agricoltori, produttori, guardie forestali, acquacoltori ed ecologisti. Insieme, hanno avviato il ripristino ecologico di 900 ettari di zone umide. “L’inondazione ha distrutto tutto. Abbiamo perso le nostre terre, le piante, gli animali e i posti di lavoro, trovandoci così in una condizione di depressione economica”, spiega Yenifer Jimenez, una delle fondatrici di ASOPASFU.

Spinte da un forte senso di appartenenza alla propria terra, le donne di ASOPASFU, insieme a tutta la comunità, hanno sfruttato la propria creatività e conoscenza per trovare soluzioni contro il pericolo del cambiamento climatico. Il loro impegno è sostenuto dal Ministero per l’Ambiente e lo Sviluppo territoriale della Colombia e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). Hanno inoltre ricevuto un fondo di adattamento, un sostegno finanziario destinato ai paesi in via di sviluppo per sviluppare capacità di resilienza e adeguamento al cambiamento climatico.

L’UNDP ha lavorato insieme al governo colombiano per definire e presentare il progetto Scaling up Climate Resilient Water Management Practices for Vulnerable Communities in La Mojana per ricevere il sostegno del Fondo verde per il clima, il più grande fondo globale dedicato ad aiutare i paesi in via di sviluppo a gestire e ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi al cambiamento climatico.


Il recupero delle zone d’acqua nel villaggio di Pasifueres

Zone umide e gestione idrica

Con l’aiuto dei residenti, il progetto da 103 milioni di euro ha cercato di individuare soluzioni adatte ad affrontare le principali vulnerabilità della regione, causate dal cambiamento climatico. Il primo passo in questo processo è stato lo studio di soluzioni per la pianificazione della gestione idrica a lungo termine, che hanno consentito alle comunità di investire in nuove modalità per assicurare l’accesso affidabile all’acqua potabile. Il ripristino delle zone umide è stato un elemento essenziale per garantire i servizi di gestione idrica della regione attraverso i quali le comunità sono riuscite a migliorare i sistemi di allerta precoce in caso di inondazioni e a creare sistemi agro-produttivi familiari per la diversificazione delle colture.

Comprendere l’impatto locale del cambiamento climatico

Il progetto di ASOPASFU ha cercato anche di migliorare la capacità della regione di comprendere l’impatto del cambiamento climatico grazie allo sviluppo di modelli idrologici e idraulici, mappe del rischio di alluvioni e analisi della vulnerabilità. Questi strumenti consentono al villaggio, oltre che ai leader locali e nazionali, di capire meglio in che modo il cambiamento climatico può colpirli, e adattarsi di conseguenza. “I vivai sono stati fondamentali per conservare le piante e gli orti. Abbiamo ricominciato a mangiare la nostra frutta, i pomodori, e tutti i prodotti che siamo riusciti a coltivare”, spiega la signora Jimenez. “Sono stati molto importanti per la nostra sopravvivenza, e per quella dei nostri animali”.

Il villaggio di Pasifueres e le aree circostanti stanno vivendo una vera rinascita: il ripristino ecologico migliora le condizioni economiche, l’occupazione e la qualità della vita. “Ora il nostro obiettivo è continuare a lavorare al progetto per insegnare ai nostri figli e ad altre comunità come adattarsi al cambiamento climatico e diventare più resilienti”, aggiunge Yenifer. ASOPASFU è diventato un modello per i villaggi vicini poiché dimostra come, unendo le forze, anche una piccola comunità può lottare per tenere in vita la propria terra.