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La metropoli del futuro nel paese del Sol Levante

Dal Giappone, il prototipo di una smart city alimentata da energia rinnovabile.

di Amanda Saint
01 ottobre 2020
8 min di lettura
diAmanda Saint
01 ottobre 2020
8 min di lettura

In occasione del Consumer Electronics Show 2020 tenutosi lo scorso gennaio, la mobility company globale Toyota ha annunciato il progetto che la vedrà protagonista della costruzione di un prototipo di città del futuro ai piedi del Monte Fuji. Woven City –questo il nome della città– è un progetto urbanistico ideato con l’intenzione di dar vita a un esperimento vivente e continuo, in cui residenti e ricercatori potranno sperimentare e sviluppare nuove tecnologie all’avanguardia all’interno di un ambiente reale.

Grazie a tale laboratorio vivente, l’azienda spera di offrire a scienziati, ingegneri e inventori un’opportunità per portare avanti le loro ricerche su tecnologie quali le abitazioni intelligenti, la mobilità personale, la robotica e l’intelligenza artificiale, all’interno degli ambienti per i quali sono concepite.

Il laboratorio vivente

Nel momento in cui Toyota ha deciso di chiudere uno dei propri stabilimenti produttivi, che sorgeva su un sito di 175 acri a Higashi-Fuji, l’azienda si è resa conto che quello sarebbe stato in realtà il luogo perfetto per creare un ambiente di prova reale in cui testare le tecnologie che intende sviluppare in futuro, potenzialmente attirando anche scienziati esterni all’azienda che desiderano portare avanti le loro ricerche all’interno di Woven City. Desiderosa di coinvolgere altri tecnologi del futuro, Toyota ha pubblicato un invito aperto rivolto a potenziali partner commerciali e accademici nonché a scienziati e ricercatori interessati provenienti da tutto il mondo, i quali possono richiedere di vivere e lavorare nell’innovativa città.

I progetti di ricerca che saranno condotti al suo interno, si concentreranno su 14 aree chiave per le quali sia le organizzazioni sia i singoli scienziati e ricercatori potranno presentare la propria candidatura: la creazione di una comunità coesa, mobilità personale, la mobilità come servizio, autonomia, robotica, abitazioni intelligenti, la connettività attraverso l’intelligenza artificiale, assistenza domiciliare multi-generazionale, ottimizzazione della tutela ambientale e promozione della salute, sostenibilità e cattura del carbonio, infrastrutture alimentate a idrogeno, ricerca accademica e incubazione, collaborazione con l’industria, costruzione e produzione intelligenti.

“Saremo lieti di accogliere tutti coloro che desiderano dare il proprio contributo per migliorare il nostro modo di vivere nel futuro, sfruttando al meglio questo ecosistema di ricerca unico nel suo genere e unendosi a noi nel tentativo di creare uno stile di vita e una mobilità sempre migliori per tutti”, ha affermato Akio Toyoda, presidente di Toyota Motor Corporation. Nella fase iniziale, il progetto prevede di popolare la nuova città con un gruppo di 2.000 abitanti, composto da dipendenti Toyota e dalle rispettive famiglie nonché da coppie di pensionati, scienziati, ricercatori, partner industriali e accademici. Man mano che la città crescerà e si svilupperà, si stima che potrà accogliere un numero maggiore di persone.

Progettazione urbanistica

Toyota ha incaricato lo studio di architettura danese Bjarke Ingels Group (BIG) per la progettazione urbanistica della sua nuova città. Lo studio è già stato coinvolto in molti progetti di alto profilo, tra cui la Lego House in Danimarca, il Two World Trade Center di New York, la sede californiana di Google a Mountain View e quella di Londra. Noto per il suo approccio olistico alla creazione di un’architettura sostenibile, basato sull’analisi del modo in cui la vita contemporanea si evolve e muta costantemente, i suoi progetti sono stati insigniti di numerosi premi per l’ambiente e l’innovazione. Tuttavia, questo è il primo incarico che lo vedrà impegnato nella progettazione e la costruzione di un’intera città.

Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo dello studio, illustra l’approccio adottato dal suo team: “Un nugolo di tecnologie eterogenee sta iniziando a cambiare radicalmente il modo in cui abitiamo e viviamo le nostre città. Soluzioni di mobilità connesse, autonome, a zero emissioni e condivise sono destinate a innescare una moltitudine di opportunità per nuove forme di vita urbana. Considerando la portata delle tecnologie a cui ci è dato di avere accesso e delle industrie con le quali abbiamo occasione di collaborare all’interno dell’ecosistema di aziende legate a Toyota, con il progetto Woven City, ci troviamo di fronte a un’opportunità unica per esplorare nuove forme di vivere e concepire la città –un progetto pioneristico che potrebbe aprire nuovi orizzonti anche per altre città”. Il piano urbanistico prevede di edificare la città a partire da una griglia di percorsi, suddivisi in tre tipi di traffico distinti: il primo tipo sarà destinato ai veicoli più veloci, i quali saranno tutti autonomi e a zero emissioni; il secondo sarà dedicato al traffico di veicoli per la mobilità personale a bassa velocità e ai pedoni; mentre il terzo sarà costituito da percorsi a piedi, simili a passeggiate nel parco, esclusivamente riservati ai pedoni. Saranno inoltre presenti piccoli parchi di quartiere, un grande parco centrale e una piazza per gli eventi sociali.

Energia e mondo virtuale

Promossa come la città in cui “persone, edifici e veicoli saranno connessi attraverso dati e sensori”, la Woven City sarà interamente alimentata da celle a combustibile a idrogeno e da energia solare. Gli edifici saranno realizzati principalmente in legno, combinando i tradizionali metodi di falegnameria giapponese alla produzione robotizzata, al fine di ridurre al minimo le emissioni di carbonio. L’obiettivo è quello di garantire che le abitazioni, i laboratori, le unità commerciali e le aree ricreative della città siano il più possibile sostenibili. L’energia che farà fronte al fabbisogno degli edifici sarà generata da pannelli solari fotovoltaici posizionati sui tetti, mentre i cortili saranno arricchiti con piante idroponiche e autoctone.

Gli edifici comprenderanno spazi residenziali, commerciali e dedicati alla ricerca, riunendo così lavoro, tempo libero e attività ricreative in un unico luogo. Tutte le abitazioni intelligenti all’interno degli edifici godranno di una vista sul monte Fuji e saranno connesse in tutto e per tutto per mezzo di un sistema di intelligenza artificiale basato su sensori e programmato per svolgere funzioni quali il monitoraggio dello stato di salute delle persone, il rifornimento automatico dei frigoriferi, la pulizia dei pavimenti e lo smaltimento dei rifiuti domestici. Nel substrato della città, si articolerà una rete di celle a combustibile alimentate a idrogeno, i sistemi di filtraggio dell’acqua e una rete per la consegna autonoma delle merci –soluzione pensata per cercare di non ingolfare le strade cittadine con traffico o lavori stradali.

L’avvio dei lavori di costruzione è previsto per l’inizio del 2021. Nel frattempo, l’intera città sta prendendo forma nel mondo virtuale. Secondo Toyota, questo alter ego digitale permetterà di ridurre al minimo errori e ritardi nel momento in cui avrà inizio l’edificazione della città nel mondo reale. Secondo quanto riportato in una dichiarazione di Toyota: “Creare una versione digitale gemella della città ci permetterà di collaudare ciò che è stato ipotizzato sul piano teorico prima di passare alla fase di costruzione. A sua volta, ciò consentirà di creare un sistema operativo digitale unico nel suo genere per la nostra città, dando vita a un precedente che forse un domani anche altri potranno utilizzare a proprio vantaggio. Un sistema in cui persone, edifici e veicoli saranno del tutto interconnessi e in costante comunicazione tra di loro attraverso dati e sensori, che ci permetterà di testare la tecnologia di intelligenza artificiale sia nel mondo virtuale sia in quello fisico, massimizzandone così il potenziale”. Così, mentre Toyota e BIG si preparano a costruire la Woven City del futuro, ricercatori, scienziati e organizzazioni di tutto il mondo possono fare richiesta per entrare a farne parte. L’obiettivo? Sviluppare il modello ideale che servirà a progettare le città del futuro di tutto il mondo.