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HyNet North West: un progetto pilota per raggiungere l'obiettivo Net Zero

Il progetto HyNet di Eni costituirà per il Regno Unito un importante alleato nella corsa verso gli obiettivi di azzeramento delle emissioni di CO₂ nel Paese.

di Rachel Elbaum Stafler
14 gennaio 2022
9 min di lettura
di Rachel Elbaum Stafler
14 gennaio 2022
9 min di lettura

Il nostro mondo sta cambiando. Il riscaldamento globale non sta solo cambiando la natura, ma anche il nostro modo di vivere. In questo nuovo contesto, Eni lo scorso anno ha adottato la sua strategia Net Zero, volta a soddisfare il crescente fabbisogno energetico mondiale e, al contempo, limitare le emissioni di gas serra in atmosfera.

In questa transizione verso l’azzeramento delle emissioni nette, Eni cambia il proprio mix energetico attraverso l’aumento dell'offerta di prodotti carbon neutral e l'ulteriore sviluppo di soluzioni di energia rinnovabile in portafoglio.

Nel Regno Unito, le principali attività di transizione energetica di Eni UK sono incentrate sull'energia eolica e sulla cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio, una tecnologia nota anche come CCUS. Contribuendo ad accelerare la transizione verso zero emissioni nette, la CCUS aiuta il settore energetico esistente a prosperare con pochi effetti dannosi sull'ambiente. Invece di essere rilasciata nell'atmosfera, dove può contribuire al riscaldamento globale, la CO2 nociva viene catturata, trasportata e stoccata nel sottosuolo, da cui non può fuoriuscire. L'Agenzia internazionale per l'energia ha affermato che la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio di CO2 devono diventare un pilastro degli sforzi per eliminare le emissioni nette di gas serra entro questo secolo.

Cogliendo questa opportunità, Eni è diventata cluster leader per HyNet North West, che sta contribuendo a catturare e stoccare carbonio nel nord ovest dell'Inghilterra e nel Galles del Nord, una delle regioni industriali più importanti del Regno Unito, nonché uno dei suoi distretti industriali più energivori. 

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Il progetto HyNet North West

“La nostra ambizione è quella di essere la prima attività di CCUS nel Regno Unito già nel 2025. Questo obiettivo farà parte del nostro impegno per aiutare il Regno Unito a ridurre le emissioni nella regione, decarbonizzando il settore industriale e aprendo la strada alla transizione verso l'economia dell'idrogeno", ha affermato l'amministratore delegato di Eni UK Nicolò Aggogeri. “Il governo ci ha riconosciuti come Cluster Track 1, il che significa che possiamo iniziare le nostre operazioni molto presto. Questa decisione dimostra come per il Regno Unito leader mondiale della decarbonizzazione sia un’importante priorità per il governo".

Il progetto HyNet North West è anche in linea con gli obiettivi di Eni per una transizione energetica socialmente equa. Nella regione in cui sarà attuato, il progetto HyNet North West farà molto di più che contribuire alla decarbonizzazione industriale, creerà infatti circa 6.000 posti di lavoro l'anno per i prossimi 10 anni. Aiuterà inoltre a proteggere posti di lavoro in settori che, altrimenti, sarebbero minacciati dagli impegni per raggiungere le zero emissioni nette presi del Regno Unito, preservando circa 350.000 posti di lavoro.

“Ci sono settori a forte consumo di energia per i quali sarà un problema operare come hanno sempre fatto quando il Regno Unito attuerà gli impegni presi per arrivare a zero emissioni nette. Penso, ad esempio, alla produzione di cemento, alla lavorazione dell'acciaio, alla generazione di energia elettrica e ai produttori di fertilizzanti. La tecnologia CCUS li aiuterà a continuare a lavorare. Proteggendo i posti di lavoro esistenti e creandone di nuovi nella regione, stiamo aiutando la regione del nord-ovest a mantenere il suo status di leader industriale del Regno Unito", ha affermato Aggogeri.

Dare nuova vita a vecchie infrastrutture

Eni ha individuato l'opportunità di trasformare un giacimento di gas esaurito in qualcosa che potrebbe non solo andare a beneficio della regione, ma anche favorire le ambizioni di Eni e del Regno Unito in tema di azzeramento delle emissioni. Il progetto di CCUS utilizzerà le condotte esistenti per trasportare CO2 dalle industrie della regione. La CO2 verrà quindi stoccata nei giacimenti di idrocarburi esauriti situati a circa 20 miglia al largo della baia di Liverpool e per i quali la società ha ottenuto una licenza di stoccaggio del carbonio dalla UK Oil & Gas Authority nell'ottobre 2020.

Il progetto contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 fino a 10 milioni di tonnellate l'anno entro il 2030, una quantità che equivale a togliere dalla strada 4 milioni di auto, oltre a migliorare la qualità dell'aria locale. 

“Ci siamo resi conto di poter dare nuova vita alla nostra infrastruttura esistente, massimizzando il valore delle nostre risorse con un approccio di economia circolare. Possiamo riutilizzare le nostre infrastrutture per contribuire agli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette", ha affermato Aggogeri.

“Invece di portare il gas da offshore a onshore, stiamo portando la CO2 da onshore a offshore. Il carbonio, che arriva con la molecola del metano, viene rimandato al giacimento da cui originariamente era arrivato attraverso la molecola di CO2. Costruire una nuova rete richiederebbe molti anni e sarebbe piuttosto complicato in termini di autorizzazioni necessarie. È una grande fortuna avere una risorsa come questa capace di rispondere alla domanda di decarbonizzazione del mercato, con eccellenti vantaggi in termini di costi e riutilizzo rispetto a una struttura di nuova costruzione per lo stoccaggio di CO2". 

L'unica nuova costruzione richiesta sarà una condotta di 20 miglia (33 km) che andrà dal complesso industriale di Stanlow al collegamento di condotta sottomarina esistente, che consentirà il collegamento con le condotte già esistenti. Sebbene sia un tratto relativamente breve, attraversa le proprietà di 190 proprietari terrieri. All'inizio del progetto, Eni avrà bisogno delle autorizzazioni per prelevare campioni ambientali.

“Siamo colpiti molto positivamente perché abbiamo già ottenuto il consenso sul 95 percento del percorso da parte dei proprietari terrieri, che hanno già detto sì all’opera di campionamento proposta. Un processo che pensavamo sarebbe stato una sfida si è rivelato non esserlo affatto.
Ciò ci dimostra quanto HyNet North West sia un progetto richiesto e desiderato localmente e come la comunità locale comprenda quale meravigliosa opportunità sia per la decarbonizzazione della regione", ha illustrato Agoggeri.

Una nuova fonte di energia

Oltre al progetto di CCUS, HyNet North West creerà anche la prima rete di idrogeno del Regno Unito per produrre, immagazzinare e distribuire idrogeno, un combustibile alternativo per il riscaldamento, la generazione di elettricità e il trasporto. Anche questa iniziativa contribuirà all’ulteriore decarbonizzazione del nord-ovest dell'Inghilterra e del Galles del Nord. Entro il 2030, HyNet potrebbe raggiungere l'80% del nuovo obiettivo del governo britannico, ossia arrivare a 5 GW di idrogeno a basse emissioni di carbonio.

Per aiutare a realizzare gli ambiziosi progetti di CCUS e idrogeno di HyNet, il consorzio HyNet ha creato partnership con 40 aziende nella regione. Alcune saranno gli emettitori di CO2 per il sistema di CCUS, altre saranno coinvolte nella produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio, altre ancora saranno i futuri consumatori dell'idrogeno a basse emissioni di carbonio.

Sebbene il progetto HyNet North West sia unico sotto molti aspetti, Eni ha potuto sfruttare la sua esperienza con altri progetti legati alla tecnologia CCUS e all’idrogeno. È già uno dei maggiori produttori e consumatori di idrogeno in Italia e a Ravenna l'azienda sta progettando un hub per la CO2 analogo, che avrà una capacità fino a 500 milioni di tonnellate e contribuirà a ridurre le emissioni in alcuni dei settori più difficili da decarbonizzare, tra cui quelli del ferro, dell’acciaio, del cemento e dei prodotti chimici.

A passo spedito verso la CCUS

HyNet North West è sviluppato seguendo l'approccio Fast Track che caratterizza lo sviluppo dei progetti Eni. Con la nomina di HyNet come Cluster Track 1, ora pensiamo alla decisione di investimento finale per il progetto nel 2023. Si prevede che HyNet North West avrà inizio operativo nel 2025. La tecnologia CCUS avrà una capacità iniziale di 4,5 milioni di tonnellate l'anno e aumenterà rapidamente a 10 milioni di tonnellate dopo il 2030. Complessivamente, il risparmio di CO₂ ottenuto da HyNet North West nel 2030 sarà equivalente alle emissioni del riscaldamento di oltre 5 milioni di famiglie con caldaie a gas naturale per un anno.

“Quella di HyNet è una storia magica. L'intero progetto è nato in un solo anno, una velocità mai vista per uno sviluppo di questa portata", ha detto Aggogeri. “Il nostro team ha capito che si tratta di un'opportunità speciale e concreta e ha lavorato 24 ore su 24 per arrivare dove siamo oggi.  La passione, l'impegno e il desiderio di ottenere risultati della nostra azienda hanno contribuito a trasformare un sogno in realtà".

L'autore: Rachel Elbaum Stafler

Giornalista freelance di Londra, si occupa di energia rinnovabile e sostenibilità.