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Le foreste rivendicano la terra

Il rimboschimento del pianeta è necessario non solo per abbattere i gas serra ma anche per salvaguardare gli ecosistemi.

di Michelle Leslie
01 settembre 2020
8 min di lettura
diMichelle Leslie
01 settembre 2020
8 min di lettura

Il nostro pianeta ospita oltre tre trilioni di alberi. Il sottobosco delle foreste mondiali contribuisce a tenere sotto controllo le temperature globali, a purificare l’aria che respiriamo e a trattenere l’acqua all’interno della nostra atmosfera.

Tuttavia, decenni di urbanizzazione e deforestazione hanno messo a repentaglio il futuro di molte delle antiche foreste del mondo. Ed è per questo che, nel 2019, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha inaugurato un nuovo decennio all’insegna del rimboschimento degli ecosistemi, richiamando l’attenzione sulla necessità di ripristinare gli ecosistemi e sottolineando l’importanza della riforestazione per la creazione di posti di lavoro e per la sicurezza economica delle comunità, nonché del ruolo svolto dagli alberi nel mitigare gli impatti del cambiamento climatico. Tale obiettivo prevede il ripristino di 350 milioni di ettari di terreno e la conseguente eliminazione di 26 gigatonnellate di emissioni di gas serra.

I benefici della riforestazione

Svariate organizzazioni sono già al lavoro per rispondere alla sfida rappresentata dalla riforestazione del sottobosco, collaborando con le comunità e sfruttando l’efficacia delle piattaforme online per ripristinare gli ecosistemi e proteggere gli habitat di tutto il mondo. "La verità è che non possiamo ripristinare o conservare la natura senza unire le forze con le comunità locali", spiega Diana Chaplin, direttrice di One Tree Planted, un'organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella riforestazione globale. "La deforestazione può essere perpetrata da persone che cercano semplicemente di sopravvivere, perché la foresta costituisce per loro una fonte di risorse essenziali, quali combustibile, cibo e reddito".

Proponendo valide alternative alle pratiche agricole non sostenibili e combattendo la diseguaglianza economica, sostiene Chaplin, il disboscamento delle aree forestali primarie potrebbe diminuire. "Non si tratta semplicemente di piantare alberi", afferma, "il rimboschimento implica la creazione di un impatto positivo a livello sociale, oltre che ambientale".

I benefici che derivano dal ripristino degli alberi vanno ben oltre l’eliminazione dei gas serra. One Tree Planted è dedita alla coltivazione di prodotti alimentari per le comunità in India, combattendo la povertà e l'inquinamento attraverso un'iniziativa che prevede la piantumazione di alberi da frutto su larga scala. Ogni albero, che fornisce cibo e nutrimento per un valore fino a 10 dollari, contribuirà al sostentamento delle comunità dello Stato dell’Uttar Pradesh in India, ripristinando al contempo l’ecosistema locale a seguito dei recenti disastri naturali.

Per celebrare la Giornata mondiale dello scimpanzé, One Tree Planted ha unito le forze con il Jane Goodall Institute, annunciando un programma di riforestazione che contribuirà a preservare gli habitat di questi animali. Il programma permetterà inoltre di ripristinare il sottobosco delle foreste montane della faglia albertina in Uganda, che è andato perduto nel corso degli anni a causa dell'urbanizzazione. Il progetto prevede l’impiego di diversi sistemi agricoli come l’agroforestazione che integrano gli alberi al proprio interno allo scopo di favorire il recupero e il ripristino di parte dei terreni danneggiati.

Nel complesso, saranno piantati ben 3 milioni di alberi per contribuire a garantire la sopravvivenza a lungo termine dello scimpanzé e di altre specie africane la cui esistenza dipende proprio dalle foreste della faglia albertina (basti pensare che oltre la metà della fauna ornitologica dell'Africa vive in queste foreste). L’organizzazione si sta inoltre prodigando per salvare le popolazioni di balene: la reintroduzione degli alberi sulle sponde dei fiumi, permetterà infatti di salvare la vita oceanica e di ridurre l'inquinamento ambientale.

Piantare alberi per salvare le orche

Lungo la costa del Pacifico nord-occidentale, che si estende dalla California alla Columbia Britannica fino all'Alaska, i turisti affluiscono nella speranza di vedere la maestosa orca, o balena assassina, nuotare nell'oceano. Gli avvistamenti di questi cetacei si fanno però sempre più rari; si stima infatti che ne rimangano meno di 75 esemplari, afferma Chaplin. "La popolazione di orche sta morendo di fame a causa della pesca eccessiva, delle dighe e dell'inquinamento creato dal deflusso delle acque interne".

La risposta di One Tree Planted al problema? Piantare alberi lungo le rive dei fiumi, moltissimi alberi... un milione e mezzo entro il 2021, per l'esattezza. Ripristinando la funzione biologica degli alberi ai margini dei fiumi, habitat in cui i salmoni reali —l’alimento principale delle orche— depongono le proprie uova, One Tree Planted spera di riuscire a salvare questa specie dall’estinzione.

Infatti, non solo gli alberi creano ombra e mantengono l’acqua a temperature più fresche, necessarie alla sopravvivenza del salmone reale, ma contribuiscono anche a schermare i deflussi inquinati, impedendo loro di raggiungere i corsi d'acqua e proteggendo così sia gli oceani che le orche che li abitano.

Adesso gli alberi si piantano online

“Far crescere un trilione di alberi non sarà un compito facile”, confessa Aaron Minnick, responsabile di TerraMatch, la piattaforma parte della Global Restoration Initiative del World Resources Institute. "Non stiamo parlando di una manciata di grandi progetti, ma di migliaia di iniziative di piccola e media portata. Alla luce di ciò, è evidente che ci sarà bisogno di un continuo apporto di nuovi progetti per soddisfare la domanda proveniente da società per azioni e governi". TerraMatch offre ai promotori di progetti e ai finanziatori uno sportello unico dove trovare progetti e offerte di finanziamento che rispecchiano le proprie preferenze —dall’area geografica ai metodi di ripristino e molto altro ancora.

L'obiettivo è quello di far sì che i fondi necessari confluiscano più rapidamente verso i progetti sul campo. La piattaforma vaglia inoltre l’integrità di tutte le organizzazioni e i progetti, al fine di garantire la piena legittimità e l’implementazione delle migliori prassi. “TerraMatch è il Match.com della riforestazione”, spiega Minnick. “Le transazioni non avvengono direttamente sulla piattaforma, e ciò consente alle due parti di mettersi in contatto tra loro, condividere informazioni e scambiarsi i reciproci contatti in modalità offline”.

Lanciata a metà giugno, l'applicazione ospita già centinaia di organizzazioni e può contare sul supporto di grandi società per azioni. Per TerraMatch, tale servizio di matchmaking rappresenta un progetto a lungo termine. Guardando al futuro, gli ideatori sperano di incorporare nella propria offerta di servizi anche il monitoraggio dei progetti, in modo che le aziende possano seguire la progressiva implementazione dei loro investimenti. 

Allo stesso modo, One Tree Planted spera di poter debellare la minaccia degli incendi boschivi in California, coltivando alberi resistenti alla siccità nelle zone più colpite dagli incendi. Inoltre, a febbraio, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha presentato il Trillion Trees Act, il cui obiettivo consiste nel far crescere un trilione di alberi entro il 2050 —un numero sufficiente a catturare i due terzi del carbonio prodotto dall’uomo dai tempi della Rivoluzione industriale.