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Il ferro e le onde: dove nasce una FLNG

La sostenibilità sale a bordo del Coral Sul FLNG, la gigantesca nave-impianto che porterà il gas in Mozambico.

di Marilia Cioni
5 min di lettura
di Marilia Cioni
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Assemblare la Coral

“Costruire una nave è accettare una sfida: la sfida antica e complessa di far galleggiare un oggetto pesantissimo. Per questo il varo dello scafo è un momento cruciale nella costruzione di qualsiasi nave: è il momento in cui per la prima volta il mezzo tocca l’acqua, ed è il momento in cui sapremo se abbiamo superato la sfida”. Così Luca Faccenda, Hull & LQ Execution manager, spiega l’emozione che si respira oggi ai cantieri navali di Geoje, in Corea del Sud. È qui che sta prendendo forma Coral Sul FLNG, il sofisticato impianto galleggiante di produzione e liquefazione di gas che nel 2021 salperà gli ormeggi in direzione Mozambico. Oggi, 14 gennaio 2020, per la prima volta lo scafo da 140 mila tonnellate entrerà in acqua e da enorme impianto si trasforma in nave.

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Il dry dock si sta riempiendo d’acqua, Coral Sul FLNG inizia a fluttuare

Nella costruzione della Coral Sul FLNG, il varo è anche uno spartiacque: ora che lo scafo è in acqua, è pronto per accogliere i moduli topside, ovvero tutti quegli impianti che le permetteranno di ricevere, trattare e liquefare il gas del giacimento di Coral. I moduli sono in costruzione, in bella fila sui pontili dei cantieri navali di Samsung Heavy Industries (SHI) a Geoje. Tra i più grandi, efficienti e tecnologicamente avanzati al mondo, i cantieri di SHI hanno sviluppato tecniche innovative di costruzione che consentono di ottimizzare tempi e costi. La FLNG contiene infatti anche un’altra sfida: unire il mondo dello shipbuilding e quello degli impianti industriali di processo. Qui a Geoje, il team di progetto lavora con TechnipFMC, SHI e JGC che forniscono tutta la expertise necessaria per eseguire il progetto. 

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Per costruire lo scafo di Coral Sul FLNG abbiamo usato gru che sollevano fino a 8 mila tonnellate.

“Lo scafo di Coral Sul FLNG è stato costruito a blocchi, come un enorme lego” spiega ancora Luca. “Abbiamo costruito oltre 2000 blocchi, assemblati a loro volta in 21 gigablocchi e 6 megablocchi, posizionati in due bacini con precisione millimetrica a formare la struttura dello scafo”. Da oggi lo scafo sarà pronto a integrare il living quarter - che contiene cabine, uffici, sala di controllo e spazi ricreativi - e successivamente, in sequenza, i 12 moduli di processo gas e utilities e infine la torretta per l’ancoraggio del FLNG e raccolta della produzione del gas. “Da solo, il modulo del living quarter pesa più di 6.000 tonnellate. È alto come una palazzina di 9 piani, pronto ad  accogliere fino a 350 persone e a garantire a tutto il nostro team operativo condizioni confortevoli di vita e di lavoro a bordo della nave”, conclude Luca. 

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Dalla Corea al Mozambico, la costruzione di Coral Sul FLNG è un progetto globale

“Stiamo procedendo molto bene, in linea con le aspettative fissate al momento dell’autorizzazione nel 2017, che vede la partenza del FLNG per il Mozambico alla fine del 2021 e l’inizio della produzione nel 2022” conferma il project director Stefano Rovelli. “La torretta è in costruzione presso i cantieri Keppel a Singapore, i sistemi sottomarini sono in fabbricazione tra UK, Italia e Norvegia, la perforazione dei pozzi è in corso con il rig Saipem 12000 e le Xtrees sono già disponibili in Mozambico”. La torretta è, tra l’altro, il punto di ancoraggio, attorno al quale lo scafo può ruotare adattando la propria posizione alle correnti e alle condizioni meteo. “La Coral Sul FLNG sarà ancorata in circa 2.000 metri d’acqua, la prima FLNG al mondo a raggiungere questa profondità. Abbiamo analizzato e sviluppato con i fornitori nuove tecnologie che permettono di gestire la produzione e il carico di LNG in qualsiasi condizione meteomarina”, continua Stefano. “Abbiamo lavorato con i più prestigiosi istituti di ricerca marina e metereologica, mediante simulazioni in vasche e galleria del vento, per garantire che la Coral Sul FLNG possa operare in piena sicurezza anche nelle condizioni meteo più estreme.”

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Moduli topside in costruzione a Geoje, Corea del Sud

Limitare le emissioni

Un altro punto di forza della nave è dato dall’attenzione verso la sostenibilità ambientale: “Fin dall’inizio della progettazione abbiamo pensato alla riduzione del carbon footprint” spiega Stefano, “con l’uso di turbine a gas aero-derivative, motori elettrici a velocità variabile, trasformatori elettrici con basse perdite e alti voltaggi, recupero di calore massimizzati, uso di recupero di calore da fumi delle caldaie e con sistemi di trattamento gas ad alta efficienza”. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di una nave che è innanzitutto un impianto industriale: il suo posto è in mezzo al mare, ma a bordo avverranno processi complessi che porteranno il gas dei giacimenti in Mozambico alla Coral Sul FLNG e da lì al resto del mondo. 

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Lo scafo del Coral Sul FLNG esce per la prima volta in mare aperto

L’appuntamento è per il  2022, oggi, l’attenzione è ancora a Geoje  e all’attimo  in cui il dry dock - una vasca grande abbastanza da consentire la costruzione di uno scafo lungo 432 metri e largo 66 - viene riempito d’acqua, il ferro inizia a galleggiare, le paratie vengono aperte e lo scafo della Coral Sul FLNG esce per la prima volta in mare aperto. L’antica sfida si ripete, con successo, e il team festeggia un importante risultato. Il Mozambico è ogni giorno più vicino. 

Coral South: una nuova risorsa per il Mozambico

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