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Energia eolica, il vento del futuro soffia in Europa

Più economico del solare, grazie allo sviluppo tecnologico l’eolico è in grado di produrre quantità notevoli di energia, contribuendo alla creazione di un futuro low-carbon.

10 febbraio 2020
6 min di lettura
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10 febbraio 2020
6 min di lettura

Il vento, sempre più in alto in Europa

Sono tanti i fattori che stanno favorendo, in Europa e non solo, la diffusione dell’energia eolica. A contribuire alla sua diffusione è, oltre a una tecnologia sempre più efficiente, il costo per la costruzione e il mantenimento di un impianto, che risulta notevolmente inferiore e più veloce rispetto, ad esempio, a quello di pannelli fotovoltaici. Ma qual è la situazione in Europa? L’eolico è diventato la seconda fonte di energia, superando addirittura la domanda di carbone: con una capacità totale di più di 150 GW, copre l’11% del bisogno elettrico dei Paesi dell’Unione, trovando applicazione soprattutto in ambito industriale sia onshore che, in misura minore, offshore. L’impatto positivo è anche a livello occupazionale: si stima che questo settore dia lavoro a più di 300 mila persone, numero destinato a salire in futuro. La situazione, però, non è completamente rosea. La distribuzione dei parchi eolici, nel 2016, infatti, non era omogenea: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Italia sono, in ordine, i Paesi con il maggior numero di impianti in Europa e arrivano da soli a produrre il 68% del totale dell’energia. È però la Danimarca a soddisfare maggiormente il fabbisogno elettrico della propria popolazione. Tradotto in altri termini: solamente alcuni Stati dell’Unione stanno investendo in questa energia, con la conseguenza di uno sviluppo disuguale a svantaggio soprattutto di quelli più poveri. Notevole è anche la differenza nella diffusione tra impianti onshore (ad oggi se ne contano 606) e quelli offshore (il cui numero è pari a 87), nei quali solo ora si sta investendo maggiormente rispetto agli anni passati. Un esempio è la recente costruzione a largo delle coste di Liverpool del parco eolico Burbo Bank, le cui 32 turbine sono le più grandi al mondo e capaci di produrre ben 8 MW. Si spera che questi giganti alti 195 metri e con pale lunghe 80 metri possano raggiungere in un futuro la produzione di ben 15 MW. Poter costruire aerogeneratori più grandi porta con sé il vantaggio di poterne installare un numero inferiore ma in grado di generare più energia, riducendo contemporaneamente sia i costi che l’impatto visivo e sonoro, a lungo contestato dai non amanti di questa energia rinnovabile.

Ampia diffusione, anche se più lentamente, ha avuto l’eolico per uso domestico. Una tecnologia, che fino a qualche tempo fa presentava il limite di non poter essere utilizzata facilmente a livello residenziale (cosa invece da sempre possibile per i fotovoltaici) e che oggi, grazie all’invenzione di miniturbine, è possibile installare anche in singoli edifici.

L’Olanda, da ultima della classe a leader?

L’Olanda è attualmente il Paese che più sta investendo in questa soluzione, dopo essere stata a lungo in ritardo rispetto al resto d’Europa, anche grazie alla presenza di imponenti riserve di gas naturale, che ne fanno il secondo paese estrattore nel vecchio Continente. Adesso però qualcosa sta cambiando. Il Governo ha iniziato a investire maggiormente in progetti per garantire al Paese una sostenibilità energetica green, tanto da annunciare che entro il 2027 l’Olanda costruirà il più grande parco eolico offshore al mondo.
L’impegno non si ferma solo nella produzione di fonti energetiche più pulite. Amsterdam è famosa in tutto il mondo per i suoi numerosi cittadini che prediligono come mezzo di trasporto la bicicletta. Adesso un’altra rivoluzione per i trasporti sta per ridisegnare il futuro della navigazione grazie a un progetto che coinvolgerà sia la città olandese Rotterdam che Anversa, in Belgio. Una rivoluzione che vede coinvolti i due porti commerciali più importanti d’Europa.

Sei chiatte completamente elettriche

La società Port-Liner, grazie ai 7 milioni di Euro messi a disposizione dall’Unione Europea e ai 200 mila Euro da parte delle autorità portuali, ha costruito sei chiatte completamente elettriche. Lunghe 52 metri e larghe quasi 7, possono trasportare fino a 280 container, per un peso massimo di 425 tonnellate. Le batterie sono in grado di garantire un’autonomia di 15 ore e di essere ricaricate usando esclusivamente fonti rinnovabili fornite dalla società Eneco.
Grazie alle loro dimensioni non eccessive, possono navigare nelle acque interne che collegano l’Olanda con il Belgio, riuscendo a passare sotto i vari ponti delle città. L’impronta green che le caratterizza garantisce la tutela della flora e fauna dei corsi d’acqua.
Grande vantaggio per la mobilità, quindi. Grazie a queste chiatte sarà possibile trasportare molta più merce via acqua, togliendo dalle strade che connettono i due Paesi ben 23.000 tir. Un vantaggio per la mobilità delle persone che porterà anche a una riduzione dell’inquinamento. Ma c’è una caratteristica che rende queste chiatte davvero uniche: non hanno bisogno di un equipaggio, in quanto completamente automatizzate (anche se per i primi tempi è stato deciso di avere una persona a bordo per motivi di sicurezza, anche in considerazione del fatto che navigheranno in acque solitamente molto trafficate).
Se più Paesi iniziassero ad adottare questa energia rinnovabile, notevoli sarebbero i vantaggi per tutti, considerando che nel 2015 solamente in Europa si è evitata l’immissione nell’aria di 218 mila tonnellate di CO2. Guardando verso il futuro, l’Europa spera nel 2030 di poter produrre il 20% di tutta la sua energia attraverso l’eolico. Se il vento continuerà a soffiare in questa direzione, l’obiettivo sarà facilmente raggiungibile.

Il gas naturale, una risposta all’intermittenza del vento

Una delle principali problematiche dell’energia eolica è la sua intermittenza, il fatto cioè che può essere prodotta soltanto quando spira il vento. Mediamente, infatti, le turbine eoliche forniscono elettricità a piena capacità soltanto per il 36 percento del tempo. Per questo, al fine di integrare l’energia eolica, è necessario avere una fornitura integrativa di energia elettrica nei periodi in cui c’è poco vento. In queste situazioni, il backup migliore è fornito dal gas naturale. Le centrali elettriche alimentate a gas hanno infatti una capacità di incrementare e ridurre rapidamente la produzione, e per questo i generatori alimentati a gas sono molto più idonei a regolare la produzione in base alla domanda residua derivante dall’energia eolica rispetto ad altri idrocarburi.