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Dare voce al cambiamento climatico

Un’iniziativa volta a trovare soluzioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra.

di Anna Volpicelli
20 aprile 2020
4 min di lettura
diAnna Volpicelli
20 aprile 2020
4 min di lettura

Nella cultura giapponese, la parola kaizen designa un processo di miglioramento ed evoluzione positiva in un contesto aziendale, un progresso continuo e graduale di un’attività con l’obiettivo di creare più valore e ridurre gli sprechi. È un concetto fondamentale nei campi dell’industria e della produzione che comporta una crescita costante dell’intera struttura aziendale, a partire dai dipendenti.È esattamente partendo da questo concetto che Bill Weihl, un nome molto noto nel campo dell’energia green, ha lanciato ClimateVoice, un progetto che esorta i lavoratori a far sentire la propria voce perché le aziende abbraccino la causa dell’emergenza climatica. L’iniziativa, lanciata il 22 febbraio 2020, invita i dipendenti e gli studenti universitari a mobilitarsi presso società e istituzioni per promuovere l’adozione di misure concrete contro la crisi climatica a livello federale, statale e locale.
“Abbiamo bisogno di un’azione collettiva per accelerare fortemente la riduzione delle emissioni", spiega Weihl. "Non basta che si attivino aziende come Google, Facebook, Ikea, Walmart e Microsoft, per citare alcuni esempi”.
Sarebbero quindi necessarie politiche pubbliche capaci di imprimere un impatto positivo sul settore delle energie rinnovabili e sull’elettrificazione sostenibile degli edifici e dei veicoli, e che sostengano pratiche agricole rispettose dell’ambiente.

La battaglia per la responsabilità ambientale

Da quando è stato istituito il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC), un comitato di lavoro scientifico delle Nazioni Unite, molte aziende di tutto il mondo si sono attivate per decarbonizzare la produzione

“L’IPCC ha chiarito che dobbiamo ridurre del 50% le emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030", dichiara Weihl, che in passato si era già occupato di iniziative ecologiche in Google e Facebook. "Questo risultato si può ottenere in diversi modi, ad esempio con il recupero del territorio, la protezione delle foreste e altri interventi. L’obiettivo è arrivare all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050" prosegue Weihl.
Negli ultimi anni abbiamo visto molte aziende attivarsi su questo fronte. Jeff Bezos ha risposto al loro appello annunciando una donazione di 10 miliardi di dollari per la lotta al cambiamento climatico. Sulla stessa linea, il management di eBay ha deciso di destinare gran parte delle donazioni a favore della Global Warming Policy Foundation, un’organizzazione benefica nonché think-tank indipendente che promuove programmi educativi fortemente orientati alle politiche di salvaguardia del clima.


Bill Weihl, fondatore di ClimateVoice ed ex “Green Energy Czar” di Google

Il cambiamento climatico è un problema che investe la vita di tutti, in particolare quella dei giovani che guardano con preoccupazione al proprio futuro. Sono loro i primi e i più attivi nel mettere in discussione i modelli di business tradizionali e inquinanti delle aziende e nell’invitare i governi a porre la tutela dell’ambiente tra le massime priorità. 
“Il nostro obiettivo è coinvolgere e attivare molte migliaia di studenti per far capire alle aziende quanto i giovani abbiano a cuore il problema del clima e chiedano ai loro futuri datori di lavoro di adottare la filosofia #AllInOnClimate", spiega Weihl.

Imboccare la strada giusta

Secondo Weihl, nei prossimi 10 anni la lotta al cambiamento climatico si dovrà combattere con nuove leggi, norme e politiche riguardanti le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, i veicoli e gli edifici a emissioni zero. “Dobbiamo adottare un percorso virtuoso e, per farlo, abbiamo bisogno che le aziende intervengano attivamente per far varare le politiche necessarie" aggiunge Weihl.

Una delle prime campagne di ClimateVoice è stata quella a favore del Virginia Clean Economy Act, che impegna lo stato a convertire il 100% dell’infrastruttura elettrica verso fonti di energia pulita entro il 2050. 
L’organizzazione prevede inoltre di agire sulla Transportation and Climate Initiative (TCI), un progetto a cui partecipano 12 stati del Nord-Est e del Medio Atlantico (incluso il District of Columbia) che punta a intervenire sul settore dei trasporti per ridurre le emissioni di anidride carbonica e promuovere un ulteriore sviluppo dell’economia sulla base di energie pulite.

 

L'autore: Anna Volpicelli

Redattore e giornalista per Il Sole 24 Ore, The San Francisco Chronicle, SOMA MAGAZINE, D la Repubblica delle Donne, L'Espresso (stampa e web), Marieclaire.it, A, Leiweb.it, Yoga Journal Italia, Vogue Sposa & Vogue Bambini.